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STORIE DI DONNE. Maria Antonia Mastromarino, una creativa dalle mani d’oro

23 Dic 2018 | Nessun Commento | 697 Visite
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antonella mastromarinoDa Carmen Trigiante, nuova collaboratrice di LSDmagazine arrivano una serie di articoli sulle donne e la loro arte del nostro territorio, la Puglia. “Ho visto donne munite di una forza sovrumana compiere imprese straordinarie all’alba di freddi mattini d’inverno, nelle ore più calde di torridi pomeriggi d’estate, nelle solitarie notti gelate o bollenti, senza mai sbuffare, lamentarsi, crollare. Caricare e scaricare furgoni, auto vecchie e malmesse, montare e smontare stand di una complessità e bellezza inimmaginabile, e mai stancarsi di produrre in loco le loro meraviglie artistiche. Sono artiste di strada, donne artigiane, musiciste e pittrici che vivono da nomadi, scrittrici e cantastorie che recuperano antiche tradizioni, cogliendo dalla vita, che non le ricompensa come dovrebbe, gli spunti della loro creatività. Un mondo vero e pieno di carisma, fatto di donne straordinarie. Tutte con storie emozionanti. Tutte con un coraggio da leoni. A loro è dedicata questa rubrica.”

Con questo articolo abbiamo scelto di dedicare il mio spazio a Maria Antonia Mastromarino, una creativa dalle mani d’oro. Cinquantun’uno anni compiuti a dicembre, Antonia ci preannuncia che la sua storia è particolare,  ma non sa da dove iniziare a raccontarsi…

gioielli1Sin da ragazzina creavo composizioni floreali nel negozio di fiori dei miei genitori e contemporaneamente confezionavo bomboniere per alcuni privati, che purtroppo non mi pagavano e spacciavano per proprio ingegno le mie creazioni. Posso dire però che la mia storia sia iniziata davvero dopo un serio problema di salute, a seguito di un intervento che mi ha tolto per sempre la possibilità di avere altri figli. È stato il periodo più cupo e triste della mia vita, al quale reagii isolandomi da tutti.

Fu allora che Antonia cominciò a creare decoupage, tele materiche e quello che le suggeriva la fantasia.

Entravo in un mondo colorato tutto mio… il mio antidepressivo naturale. Iniziai a sognare di aprire un laboratorio artigianale dove poter fare tutte queste cose e non farmi più sfruttare dagli altri. Lo aprii contro tutti, in quella che per anni era stata la stanza da letto dei miei genitori. Lì sentivo la presenza di mio padre che non c’è più da molti anni. Mi sentivo a casa. Alla fine del 2014, però, a seguito delle enormi difficoltà economiche che mi rendevano difficile pagare l’affitto, con immensa sofferenza ho dovuto chiudere. L’abbiamo svuotato, mi sono seduta sul pavimento e ho pianto tutte le lacrime che avevo.

gioielli2Da quelle lacrime Antonia è rinata, come una roccia e più forte di prima.

Iniziò a fantasticare su un piccolo locale di loro proprietà che suo marito stava rimettendo a nuovo, per creare un posticino in cui poter lavorare, un punto di appoggio, con in testa l’idea di far conoscere all’esterno le sue creazione attraverso i mercatini artigianali.

Cominciai a fare qualche mercatino dividendo il banco con alcune amiche. Non ero attrezzata e mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Mi sentivo in imbarazzo. Ricevevo solo complimenti, ma gli articoli che portavo erano oggetti da arredamento troppo costosi e particolari, perciò non riuscivo a pagarmi neanche la postazione. Inoltre a mio marito l’idea che io fossi sempre in giro da sola, con tutti i rischi connessi, non piaceva granché…Un giorno mi chiesero di organizzare un mercatino per una festa nel mio paese. Mi buttai a capofitto e riuscii a portare 30 artigiani. Fu un successone. Tra loro c’era l’allora giovanissimo Manuel Manfuso, a cui tra l’altro avevo detto che non c’era più posto, invece poi me lo ritrovai perché divise il banco con un’altra persona. Da quel momento tra noi è nato un feeling speciale: lo sentivo come un figlio e lui mi trattava come se fossi sua madre, conservando per me premure e tenerezze. Poi ho scoperto che lui è nato 9 marzo, giorno esatto dell’intervento che mi aveva tolto per sempre la speranza di un secondo figlio. Uno strano caso del destino. Eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, così, quando lui ha aperto l’associazione Smile per organizzare eventi, io sono stata in prima fila per aiutarlo nella gestione degli artigiani. Nel frattempo ho cominciato ad investire sulle pietre dure, sulla bigiotteria di perle, e da un paio di anni finalmente riesco persino a mettermi dei soldini da parte!

gioielliAntonia ci spiega quanto sia stancante caricare la macchina, arrivare sul posto, scaricare, montare, allestire il banco, poi, a fine serata, smontare tutto, ricaricare la macchina, tornare a casa e dover scaricare tutto nel laboratorio.

La mia è una storia di rinascita e di tanta tenacia contro tutto e tutti. Sono felice così! Io, il mio banco di arte ed il mio logo, BazAr’t, che non è un nome scelto a caso… Bazar era il soprannome di mio padre da tante generazioni. È un omaggio a lui.

In foto Maria Antonia Mastromarino ed alcune delle sue realizzazioni

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