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STORIA. Quarant’anni da Moro, la prigionia e le ricerche

23 mar 2018 | Nessun Commento | 344 Visite
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Coltroli esercitoNel pomeriggio di quel tragico 16 marzo 1978 la redazione dell’ANSA di Torino riceve tre telefonate di presunti brigatisti. In cambio di Moro si chiede la liberazione di tutti i compagni imputati al processo di Torino; in un’altra si chiede soltanto di sospendere il processo. L’ultima è quella che fa riferimento alle ‘teste di cuoio’, la più attendibile per gli inquirenti. Fin dal primo momento però, l’atteggiamento di tutti è univoco: con i brigatisti non si tratta! Nessuno, ma proprio nessuno, sembra chiedersi quale possa essere l’alternativa o, se qualcuno se lo chiede, preferisce ignorarla.

Già ieri - scrive Oronzo Valentini – c’era chi sentenziava precipitosamente che con i terroristi non si tratta! Affermazione di principio ineccepibile… ma si dimentica che è stato scelto Moro per colpire al cuore lo Stato democratico… non ci sono precedenti dello stesso livello… in una così eccezionale circostanza, non si deve certo chiedere di trattare… ma non si può e non si deve neppure prestabilire di non trattarecomunque.

Intanto, di Moro e dei suoi rapitori, non si hanno né notizie, né tracce. Sembrano svaniti nel nulla. Ma nessuno poteva illudersi e nessuno si illuseche a un prologo così orribile potesse seguire una storia breve con una conclusione rapida e certamente positiva… se non ci sarà un miracolo, un colpo di fortuna eccezionale, delle forze dell’ordine impegnate in una gigantesca caccia ai fantomatici assassini che si definiscono brigatisti rossi, questa storia sconvolgente può durare molto.

In realtà, quel che gli inquirenti sperano, è che l’enormità dell’operazione brigatista, spaventi qualche ‘manovale’ inducendolo alla soffiata anonima, poiché loro, brancolano nel buio più assoluto.

Il 18 marzo centomila romani testimoniano la loro solidarietà ai funerali delle cinque vittime. In serata una telefonata anonima alla redazione del Messaggero, indica il luogo in cui trovare un nuovo comunicato. Nella busta rossa c’è un volantino ed una istantanea di Aldo Moro. Il Presidente della DC è in camicia bianca e con la solita espressione triste ma serena. Alle sue spalle campeggia la bandiera delle BR. Nel vedere la foto, Benigno Zaccagnini, segretario nazionale della DC esclama: sia ringraziato Iddio, almeno è vivo!

Il 19 marzo, domenica delle Palme, quindicimila persone a Fasano rendono l’ultimo omaggio al vice brigadiere Francesco Zizzi; il Papa, in piazza San Pietro, rivolto ad una folla di ventimila fedeli, chiede di pregare… per le famiglie che piangono i loro cari stroncati nel compimento del loro dovere e per l’on. Aldo Moro, a noi caro, sequestrato nel vile agguato.

Nel frattempo, nessun organo di stampa prende in considerazione la teoria di Marshall McLuhan, profeta dei mass media, che in una intervista sostiene: bisognerebbe fare il buio completo, staccare la spina. Senza pubblicità, i terroristi non possono conseguire i loro scopi.

Controllo dei ccE tuttavia, sul corso delle indagini si registra… zero assoluto. Questo lo sconfortante risultato di sei giorni di caccia all’uomo e del tentativo di individuare la cosiddetta ‘prigione del popolo’.

Il divario fra l’impotenza dello Stato, nonostante le forza in campo, ed il successo, per le tante operazioni dei terroristi… è preoccupante perché traccia un’amara diagnosi – scrive lo storico Gabriele De Rosa - esso alimenta quella fascia di consenso che si è andato sviluppando intorno al terrorismo.

Domenica 26 marzo. Pasqua. Tutti i quotidiani riportano il comunicato numero 2 proveniente dalla ‘prigione del popolo’. È stato recapitato la sera del 25 contemporaneamente a Roma, Milano, Torino e Genova. La gente è impressionata dal sistema di comunicazione delle BR.

La Gazzetta del Mezzogiorno lancia un segnale… non pubblichiamo il testo integrale dei messaggi, ma solo parti significative, per non renderci strumenti di propaganda così smaccata… ma l’iniziativa resta isolata. Nel il comunicato nr. 2 è annunciato l’inizio del processo ad Aldo Moro e una esplicita denuncia sia al PCI… collaborazionisti della strategia imperialistica; che al sindacato, definito… apparato poliziesco antioperaio.

Il 29 marzo giunge, nelle stesse quattro città, con il medesimo sistema delle telefonate anonime, il terzo comunicato delle BR e la prima lettera di Aldo Moro al ministro degli Interni Francesco Cossiga. A sommo spregio degli inquirenti, il comunicato recapitato a Roma è stato lasciato a poca distanza dalla sede della DC in Piazza del Gesù… prosegue - scrivono i brigatisti – l’interrogatorio di Aldo Moro con la completa collaborazione del prigioniero.

poliziaNello stesso comunicato non si fa alcun riferimento a ‘scambi di prigionieri’, ma nella lettera di Moro a Cossiga, si legge: la dottrina per la quale il rapimento non deve arrecare vantaggio… non regge in circostanze politiche dove si provocano danni sicuri e incalcolabili non solo alla persona, ma allo Stato.

Il sacrificio degli innocenti in nome di un astratto principio di legalità… è inammissibile. Sono sottoposto ad… un processo opportunamente graduato… con il rischio di essere chiamato o indotto a parlare in maniera che potrebbe essere sgradevole e pericolosache Iddio vi illumini per il meglio.

Ed il meglio è sul quotidiano della DC il 31 marzo: Il punto essenziale di riferimento rimane per noi lo Stato democratico con le sue istituzioni, le sue leggi e le sue esigenze.

In altri terminil’affermazione che ‘lo Stato non può trattare con i terroristi’ è diventato ‘rifiuto del ricatto delle BR’ che ha trovato concordi il Governo e tutti i partiti che lo sostengono anche se non è chiaro se una richiesta vi è stata e in che consiste il ricatto.

Oggi, tuttavia, - scrive la Gazzettaregistriamo già, su altri autorevoli quotidiani, atteggiamenti meno rigidi e a noi pare che da una consapevole posizione di buon senso si possa ragionevolmente auspicare che non si debba tralasciare eventuali possibilità di un contatto e di una soluzione concordata con le BR… che sono e presumibilmente continueranno ad essere un mostro inafferrabile… pronti a tornare nell’ ombra a preparare il prossimo agguato e a confermare la degradante impotenza dello Stato… che finora ha assunto una strategia antiterroristica molto incerta, approssimativa, quasi dilettantesca.

 

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