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Sette donne come i sette peccati capitali, Nancy Brilli al Sistina dal 15 febbraio

9 feb 2011 | Nessun Comento | 2.130 Visite
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nancy brilliAccidia, avarizia, gola, invidia, ira, lussuria, superbia: Nancy Brilli torna al teatro portando in scena al Sistina di Roma, dal 15 febbraio al 6 marzo, sette donne come i sette peccati capitali. Sette figure femminili, sette vite, sette esperienze, sette monologhi. Uno sguardo divertito e divertente sulla vita moderna, sui suoi vizi, sulle sue paure e sulle sue nevrosi, per uno spettacolo tutto inedito, costruito intorno a un’attrice molto amata dal pubblico sia in tv sia al cinema, dove è in questi giorni con Femmine contro maschi, il nuovo film di Fausto Brizzi (“un regista che adoro, se non esistesse dovrebbero inventarlo»).

«Lo spettacolo ha avuto una gestazione complicata: addirittura alcuni autori che hanno ritirato all’ultimo il soggetto. Ma ora sono molto orgogliosa di questa creatura che sento profondamente mia, dice Nancy Brilli». Donna intelligente e spiritosa, ricorda che a scrivere i monologhi, «tutti su commissione, sono stati sette autori diversissimi: Barbara Alberti (lussuria), Iaia Fiastri (accidia), Francesco Freyrie (gola), Piergiorgio Paterlini (invidia), Carla Signoris (superbia), Franca Valeri (ira), Paolo Villaggio (avarizia). A Claudio Pallottini si deve il testo che cuce tutto lo show». Con lei su palco ci saranno, con la loro comicità assurda e stralunata, i musicisti Dosto&Yevski e la Musicomix Orchestra.

«Non è una rappresentazione di satira di costume – sottolinea il regista Marco Mattolini – anche se non si risparmieranno le frecciate contro l’ipocrisia e i luoghi comuni, con cui si liquidano troppo spesso i cambiamenti epocali del ruolo della donna. Non è nemmeno una piece di teatro civile che lamenta i troppi ostacoli che la società frappone alla realizzazione e alla felicità della donna, anche se non divertenti analisi sul tema».

Ma la Brilli, che interpreta tante donne, cosa pensa delle ragazze come quelle coinvolte in questi giorni nel cosiddetto Rubygate e di quei genitori che tante volte sono i primi a spingere le loro figlie a scegliere delle scorciatoie per avere successo? «L’unico consiglio che posso dar loro – risponde – è che le corsie di sorpasso rischiano di rivelarsi fatali. Il prezzo che alla fine si paga è troppo alto. Ne ho viste tante di giovani meteore famose per una stagione. Ma vorrei ricordare che se non c’è talento, studio, sacrificio, applicazione, il risultato è sempre lo stesso, si finisce nel dimenticatoio. E allora chi è sceso a compromessi prima o poi sarà costretto a fare i conti anche con la propria coscienza».

Molte sue colleghe hanno aderito all’appello a partecipare il 13 febbraio alla giornata di mobilitazione in tutte le città, in difesa della dignità delle donne e per invocare a gran voce le dimissioni del presidente del Consiglio, lei scenderà in piazza? «No – spiega -, perchè non mi convince. Le posizioni ognuno dovrebbe prenderle privatamente. Ovviamente non critico le donne che parteciperanno, ma ripeto non condivido». Di recente la Brilli si è fatta notare da pubblico e critica esponendo diverse tele in una mostra al Vittoriano a Roma. Allieva dell’Istituto d’Arte di Roma, si è specializzata in arti grafiche e fotografia. Ed è proprio il mestiere di pittrice che voleva inizialmente svolgere, prima di intraprendere la carriera di attrice. «Sono maestra d’arte – dice – potrei insegnare». Ma, racconta, «per un lungo periodo della mia vita ho smesso di dipingere. Ho attraversato una fase buia, che sono riuscita a superare, guardando in faccia le ferite dell’anima del passato che avevo cercato di rimuovere. Ma purtroppo, nella fase negativa avevo distrutto anche le mie creazioni». Infatti la maggior parte dei quadri della mostra è stata realizzata recentemente: «Sono tornata a dipingere molti anni dopo quando sono tornata alla vita. Perchè la vita è un dono sacro, bisogna amarla e viverla ogni giorno con ardore ma soprattutto volendosi bene».

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