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Rosalia De Souza al Teatro Forma di Bari: successo senza precedenti

16 Dic 2018 | Nessun Commento | 493 Visite
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rosaliaIn scena al Teatro Forma di Bari per la rassegna Around Jazz l’interprete di bossa nova Rosalia De Souza con lo spettacolo Tempo , che prende il titolo dal suo nuovo album pubblicato su etichetta  Nau Music Company.

La cantante, che è anche autrice dei suoi testi, si è presentata in scena accompagnata dai suoi quattro musicisti di fiducia, tra cui il pianista Antonio De Luise, da lei spesso citato perché pur essendo uno strumentista non propriamente di pianoforte,   si adopera perfettamente  ad accompagnarla nelle sue esibizioni con tale strumento, tanto da essere ormai diventato  indispensabile sul palco  perché bravissimo  oltre versatile.
Il pubblico ha riempito totalmente il teatro, attratto dall’artista che mancava sulle scene baresi da nove anni.
L’atmosfera iniziale del concerto è stata soft,  con il flauto-guida di Sandro Deidda (anche sassofonista)  che ha reso il tutto ancora più ricercato.Al contrabbasso, c’era invece Aldo Vigorito.
L’artista, avvolta in un soprabito maculato e leopardato, portato aperto, ha fatto il suo ingresso in scena.
Da notare le scarpe, sempre maculate, con la stessa fantasia e dal tacco dodici e l’abito aderente, a mezze maniche, sui toni del marrone che la filiforme interprete ha mostrato meglio una volta che si è “spogliata” della sua  copertura.
Il primo brano è stato perlopiù parlato, o meglio recitato, in italiano: “E io sono il cielo, la forza che può cambiare il tuo destino.
La poesia, sommessa, ha costituito assieme all’apporto della musica un ensamble elegante come esordio.
I brani in brasiliano, o meglio portoghese, hanno sfruttato il ritmo e le percussioni costituendo delle composizioni anche ballabili.
La bossa nova è un tipo di musica nella quale la voce non si sforza né è gridata, perché nasce negli appartamenti, altrimenti il vicino chiamava la polizia” ha spiegato la De Souza, la quale prima di ogni brano lo descriveva in perfetto italiano, essendo naturalizzata nel nostro paese dal 1988, ma nata a Rio De Janeiro nel 1966.
Il brano Quantos Anos è tipicamente di bossa nova . Il pianoforte ha molto rilievo nel pezzo, mentre il canto appare dolce e sussurrato, ma bene intonato, con la voce che è ben  distinguibile in ogni zona del teatro.
La cantante accompagna le parti strumentali fatte di melodia, ma anche ritmo, con movenze eleganti, ma controllate, mentre  a un tratto appoggia il palmo della mano sinistra sul petto, per sottolineare il sentimento del quale è intriso il testo.
A Tela  è invece una canzone ispiratale da Peppino Ciracì che tratta di filoquantica ed ha a che fare con l’energia.
Noi siamo atomi ed energia che gira” spiega Rosalia.
Trattasi dunque di una musica non soltanto gradevole e di classe, ma anche colta e di contenuto.
Nella canzone il sax ha un ruolo di eccellenza.
Col disco Garota Moderna la musica della De Souza ha  subito un cambiamento.
L’atmosfera   brasiliana è diventata quasi lounge .
Per dovere di cronaca diciamo che l’artista ricorda fisicamente, anche per la pettinatura riccia e l’aspetto magro e svettante, l’Ornella Vanoni di 40 anni fa che curiosamente esplorò la musica brasiliana con un disco di grande successo.
Como un Dia è presentata dalla De Souza come una composizione malinconica e un po’ cinica .
Ovvero, certi amori finiti, perduti, rendono l’individuo più forte e insegnano (loro malgrado) ad amare sul serio.
E’ un brano più intenso e passionale dei precedenti, ma di una passione ritratta, dolcemente malinconica.
Spazio dunque a O Que Sera Sera tratta dal film Dona Flor e i suoi due mariti scritta da Ciro Buarque de Hollanda.
La cantante spiega la genesi del pezzo conosciuto in tutto il mondo. Nel film citato, compare in tre versioni, con un testo sempre diverso.
E’ stato scelto per l’esecuzione, sempre facente parte dell’album Tempo, il testo iniziale del film.
La raffinata ospite del Forma ha voluto ricordare la sua felice esperienza di collaborazione con musicisti pugliesi come Nicola Conte, apprezzatissimo jazzista e dj.
Il pezzo Vivi in Me è un esempio di tutto questo: è nuovo ed è stato scritto dal batterista presente in scena, Dario Congedo, salentino.
Trattasi di una canzone struggente, ma non lacrimevole, sul significato della morte e di come chi non c’è più esiste sempre nel cuore di chi rimane.
Mentre Tropical è una canzone che De Souza ha scritto immaginando una spiaggia bianca, con acqua azzurra, deserta, dalla quale traspare calma e serenità.
La Città del Nulla è un’altra sua composizione che parla della sopravvivenza da stranieri in città nuove e sconosciute, all’inizio belle e accoglienti per il benessere  esibito, ma poi respingenti perché rifiutano il diverso, ossia chi ha altre tradizioni e proviene dal sud del mondo.
“E non ti senti più te stesso tornando in patria; a questo punto si è stranieri ovunque”.
L’artista invita il pubblico ad accettare la diversità, per vivere e far vivere meglio.
Sono stati concessi dei bis che per l’entusiasmo del pubblico sono diventati una nuova play list.
Spazio dunque per brani di Ivete Sangalo (cantante brasiliana poco conosciuta da noi) e La Pioggia di Marzo, in lingua originale, successo internazionale che in Italia è molto  conosciuto grazie a Mina.
Quindi The Girl From Ipanema, Vento Bravo, Senza Paura (popolare  in Italia nell’interpretazione di Ornella Vanoni) e altre ancora.

 

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