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REPORTAGE. Viaggio alle origini della via Francigena

30 Lug 2017 | Nessun Commento | 708 Visite
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via francigenaIl viaggio di Michele Del Giudice inizia molti anni fa e, come camminatore esperto di percorsi aggiunge migliaia e migliaia di km sotto le suole fino a fondare l’Associazione “Cultural Routes” insieme ad altri esperti catalizzando sempre più persone ed attraendo anche il mondo dell’insegnanti tanto da spingere la loro attenzione all’estremo nord dell’europea dove nasce la Via Francigena: la cittadina di Canterbury.  Cominciano così due settimana vissute intensamente da parte di insegnanti ed alunni, che autonomamente decidono di andare alla riscoperta dei suoni, dei colori, dei profumi e della cultura della terra d’Albione. E la conoscenza della cultura di un locus non può prescindere da quella della lingua. Per questo i nostri moderni pellegrini hanno voluto fortemente un approfondimento della lingua inglese. Esso ha avuto luogo nella cittadina nota come “il gioiello della corona di Thanet”, ovvero la suggestiva Broadstairs, nell’Est della contea del Kent. Qui il contatto con la lingua ha assunto la connotazione di una vera e propria “immersione”, in quanto il pernottamento presso famiglie del luogo, assieme ad altri allievi stranieri, ha catalizzato il confronto culturale e ne ha fatto un crogiolo di usi e tradizioni; a ciò si è aggiunto l’utilizzo, durante le ore di didattica, di un metodo di insegnamento non convenzionale, il “Content Language Integrated Learning”, che ha la peculiarità di essere metalinguistico: la lingua non come fine, ma come mezzo per trasmettere altri apprendimenti. Canterbury è la tappa principale di questo entusiasmante viaggio, quella da vivere dopo aver acquisito gli strumenti per goderne appieno l’energia e la storia, come lo fu ben undici secoli fa anche del viaggio di ritorno da Roma del vescovo Sigerico. La relazione di viaggio dettagliata lungo le “European Cultural Routes” più antica risale al 990 ed è compiuta da Sigericoarcivescovo di Canterbury di ritorno da Roma, dove aveva ricevuto il Pallio dalle mani di Papa Giovanni XV. L’alto prelato descrisse le 79 tappe del suo itinerario da Roma verso Canterbury . La descrizione del percorso è molto precisa per ciò che riguarda i punti di sosta (Mansiones). Delle settantanove località di sosta menzionate nell’itinerario originale, si segnalano: RomaSutri, San Valentino presso Viterbo, San Flaviano a Montefiascone, Santa Cristina a BolsenaAcquapendenteSan Quirico d’OrciaSienaSan GimignanoSan Genesio, il ponte sull’Arno presso FucecchioPorcariLuccaCamaioreLuniSarzanaSanto Stefano MagraAullaPontremoliBercetoBorgo San DonninoFiorenzuola d’ArdaPiacenzaTromelloVercelliSanthiàIvreaAostaBourg-Saint-PierreOrsièresSaint-Maurice d’AgauneVeveyLosannaOrbeYverdonPontarlierBesançonCussey-sur-l’OgnonSeveuxGrenantHumesBlessonvilleBar-sur-AubeDonnementFontaineChâlons-sur-MarneReimsCorbenyLaonDuinArrasBruay-la-BuissièreTerouanneSombre.

via francigena1Non sono menzionate le tappe sulla Manica e in Inghilterra. Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, tutti i 1.600 chilometri del tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 km circa al giorno. Ultima tappa del viaggio è stata Londra, sede del British Museum depositario dell’antico diario dell’arcivescovo. Le informazioni contenute nella cronaca di Sigerico sono molto utili per ipotizzare quale fosse a cavallo tra il X e l’XI sec. il tracciato originario della Francigena, tra Canterbury e Roma, parte integrante di una rete di tracciati che collegavano le regioni della Francia all’Italia. L’asse Canterbury-Roma è solo una parte di quel tracciato che porta i pellegrini verso la Terra Santa. Dopo il riconoscimento della via Francigena come “Itinerario Culturale Europeo” nel 1994, l’obiettivo dell’omonima Associazione è quello della valorizzazione dell’altro tronco, 700 km che da Roma conducono al Salento. Questo percorso vede l’intersezione con un altro tragitto devozionale, quello della via Micaelica, che collega i luoghi europei e non dedicati all’Arcangelo che lotta col Demonio. La via Micaelica costituisce una  misteriosa linea immaginaria che unisce sette santuari, dall’Irlanda ad Israele, lontanissimi tra loro, eppure perfettamente allineati. Si narra che questa linea rappresenti il colpo di spada con il quale San Michele avrebbe relegato Lucifero per sempre all’Inferno. Il virtuale tracciato comincia in Irlanda con il monastero di Skelling Michael (“roccia di Michele”), prosegue con un isolotto della Cornovaglia, St. Michael’s Mount, e con Mont Saint-Michel, celebre isola francese; in Italia abbiamo la Sacra di San Michele, in Piemonte, e il Santuario di San Michele Arcangelo, qui in Puglia; le ultime due tappe sono: l’ellenico monastero sull’isola di Symi, che custodisce un’efficie del Santo alta 3 metri e l’israeliano Monastero del Monte Carmelo.

In foto Geoffrey Chaucer ed il primo hospital del cammino con uno scorcio di Canterbury

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