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Raffaele Renzulli e Franco Vaira ritrovano un nuovo megalite sul Gargano

12 mag 2016 | Nessun Commento | 985 Visite
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r1E’ stato rinvenuto ultimamente, nell’ambito delle ricerche portate avanti dall’architetto Raffaele Renzulli e dal suo amico, compagno di escursioni da più di un anno, Franco Vaira, un altro megalite nei pressi del sito dolmenico di Valle Spadella, a circa 1 km di distanza dal menhir il Galluccio, situato sul pendio di Valle Spadella.

Il megalite rinvenuto nei giorni scorsi sarebbe posizionato a circa 1 km in linea d’aria rispetto al menhir il Galluccio ad un’altitudine di circa 740 metri e rappresenterebbe il menhir gemello del Galluccio con un disco solare (posizionato su una base litica), in tutto simile a quello del menhir principale scoperto a Valle Spadella. Il menhir ritrovato di recente è stato portato alla luce dall’ormai esperto di escursionismo, Franco Vaira, non nuovo a scoperte del genere, conoscitore della geografia garganica in maniera dettagliata, a tal punto da aver segnalato agli esperti della Sovrintendenza e soprattutto all’architetto Renzulli numerosi reperti, testimonianze di un’antica civiltà che già in epoca neolitica prosperava ai piedi del Gargano. I ritrovamenti sono stati segnalati alla sovrintendenza e ai tanti studiosi di livello internazionale, che hanno conosciuto il sito dolmenico di Monte grazie agli articoli apparsi sui siti di informazione locale, sul libro presentato a settembre scorso e sul quotidiano L’Attacco. Il tutto per merito di  Raffaele Renzulli, instancabile ricercatore sul campo delle testimonianze storiche venute alla luce sul Gargano negli ultimi due decenni, l’uomo che ha saputo dare una valutazione scientificamente attendibile delle  nuove scoperte effettuate in questi ultimi anni all’interno del territorio di Monte Sant’Angelo, ricerche ed indagini condotte in loco a partire addirittura dal 1997, anno in cui proprio Raffaele Renzulli ebbe l’intuizione che quei megaliti, rinvenuti sulla strada, che dalla città micaelica conduce a Pulsano, fossero dei dolmen.r

Questa, testualmente, l’ultima segnalazione di Renzulli: “Penso sia interessante segnalare quanto segue: giorni fa ho visitato una zona più ad est e distante alcune centinaia di metri dal sito dolmenico di Valle Spadella, zona Galluccio, nel Comune di Monte Sant’Angelo. L’amico e collaboratore Franco Vaira mi aveva segnalato un suo ritrovamento e precisamente un mega disco-gemello del grande disco, ‘Il Galluccio’. I due megaliti ‘gemelli’ pertanto rivelano la stessa grandezza, inclinazione e orientamento nonché la stessa quota. Ad avvalorare ancora più l’ipotesi che il sito dolmenico di Valle Spadella, ‘La valle dei dolmen’, sia un sito cultuale, dedicato ai riti propiziatori in onore del dio Sole, sono sia quest’ultimo megalite a forma di disco, ipoteticamente rappresentante il Sole, che l’altro, al di sotto di Valle Spadella, nella Valle di San Martino e da me stesso esaminato in rapporto agli altri ritrovamenti già segnalati. Risulta sempre più evidente che il tema conduttore di tutta l’area dolmenica di Valle Spadella resti il culto del Sole, la divinità più potente e importante perché donatrice di vita. Io sono sempre più convinto delle mie tesi, segnalando puntualmente le strutture individuate in attesa che le autorità preposte, sollecitate anche da opinioni autorevolissime del mondo accademico e della comunità scientifica, decidano di studiare l’intero sito che risulta sempre più delineato. E continuo ad offrire la disponibilità più completa di materiali fotografici, di individuazioni di percorsi, di risultati di tanti anni di indagini e profondi convincimenti nei miei studi”.

r3Intanto l’apposizione del vincolo archeologico non arriva ancora, nonostante le prime segnalazioni alla Soprintendenza siano state fatte quasi vent’anni fa. Per la verità è stata preparata una bozza di progetto dalla responsabile della Soprintendenza, Anna Maria Tunzi, un’iniziativa che fa affidamento sulla collaborazione di ricercatori dell’Università di Roma “Sapienza” e che potrebbe portare tra non molto ad una campagna di scavi in loco. Per l’apposizione del vincolo di inedificabilità occorrerebbe dunque attendere ancora un po’, ma l’iter ormai è stato avviato. Raffaele Renzulli, dal canto suo, tiene a sottolineare quello che è stato il suo ruolo in questi vent’anni di ricerche e di indagini auspicando che il libro dato alle stampe nel 2015, intitolato “La valle dei dolmen sul Gargano” ed edito da Pacilli editore di Manfredonia, possa finalmente contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto ad un argomento che proprio l’architetto di Benevento, originario di Monte Sant’Angelo, ha reso di dominio pubblico coinvolgendo amici, studiosi, appassionati di storia e di archeologia. Oggi sono in tanti a riconoscere come autentico il sito dolmenico di Monte Sant’Angelo soprattutto grazie alla caparbietà di uno studioso come Renzulli aiutato nella sua opera di divulgazione, negli ultimi anni, anche dall’Archeoclub di Foggia e dal club Unesco di Monte Sant’Angelo guidati rispettivamente da Santa Picazio e Silvia Di Iasio, attive nell’opera di sensibilizzazione da un po’ di anni.

 

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