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Q.P.G.A. il doppio album di Claudio Baglioni con 70 artisti, 52 canzoni ed inediti

3 dic 2009 | Nessun Commento | 4.621 Visite
Di:

claudio baglioniMina, Andrea Bocelli, Fiorello, Franco Battiato, Elio e le storie tese, Ivano Fossati, Morgan, Mario Biondi, Jovanotti, Laura Pausini, Giorgia, Paola Cortellesi, Enzo Jannacci, Neri Marcorè, Dolcenera, Pino Daniele, i premi Oscar Ennio Morricone e Luis Bacalov, Giuliano Sangiorgi, ma anche nomi nuovi usciti dai talent, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Noemi, sono fra i circa 70 artisti che partecipano a Q.P.G.A il doppio album, con 52 canzoni (di cui una trentina di inediti)per 150 minuti di musica.

Q.P.G.A, che sta per Questo Piccolo Grande amore, il concept album del 1972, ma anche per le quattro anime del progetto, Quaderno, Pellicola (usciti a inizio anno), giro di concerti e l’album è ispirato al disco del 1972, sulla storia dei poco più che adolescenti Giulia e Andrea, e del loro primo grande amore, «quello che non dura per tutta la vita, ma la cambia». Questo, dice il musicista «non è un remake, ma un disco talmente nuovo. La parte inedita è maggiore rispetto a quella conosciuta, e prende anche dal musical, dalla colonna sonora. Non è una raccolta di canzoni non è un disco di duetti, è un percorso che appartiene più a un disco affresco dove sapevo di non poter essere l’unico ritratto». Gli ospiti, «i graffitari – come li definisce – li ho messi insieme per amorosi sensi. Per me era come un compleanno, visto che le prime cose per Questo piccolo grande amore le ho iniziate a scrivere 40 anni fa. Era come chiamare a questa festa degli amici, con l’imbarazzo di chiedere a volte cose infinitesimali. Ma l’idea che questi graffi, non fossero cose troppo piccole, me l’ha data Mina che mi ha detto che così sarebbe venuto fuori un regalo proprio elegante. Volevo fare il collezionista d’assi, e sono tutte presenze che trovo convincenti. Discograficamente so di essere fuori da tutte le logiche ma sono fiero di aver fatto questo disco». Ogni collaborazione, spiega «è stata rivestita sui cantanti, con ganci non casuali, come Fossati che canta dopo la Mannoia o Alice prima di Battiato». E, aggiunge scherzando, «nessuno ha scelto niente, lo si vede anche dal nome più grande sulla copertina». Il cantautore però non nega di aver incassato anche sei-sette no, «ma non dico da chi». E quando gli si nomina De Gregori: «Vi viene in mente solo lui? Glielo dirò che è l’unico a cui avete pensato…».

Il brano cult Questo piccolo Grande amore (di cui il ritornello è cantato all’inizio dell’album da Bocelli e che viene eseguita da Baglioni con Ennio Morricone al pianoforte) è riraccontata anche in parti separate. Ed è in una di queste, L’arcobaleno che Mina offre una delle performance più indimenticabili dell’album. Le altre parti della canzone sono L’incontro, con Cocciante, L’appuntamento con Giorgia, Il riparo con Venditti, il rimpianto con Ivano Fossati e Il ricordo con Morandi. «”Mina aveva già cantato in altre due occasioni quel pezzo – spiega Baglioni -. Abbiamo discusso della tonalità, lei non voleva che fosse sparata, un trionfo, solo un’esibizione della grande cantante». Fra i momenti più emozionanti anche ‘Con tutto l’amore che possò, con il trio Baglioni- Pausini e Stefano di Battista al sax. «Laura continua a dire che è la sua canzone – ha detto Baglioni -. L’ho voluta spingere verso una tonalità estrema, e lei non ha battuto ciglio. Prende un fa netto, che credo sia un quasi record’’. Il cantautore, che ha lavorato all’album per due anni, ha avuto anche un paio di momenti in cui ha pensato di abbandonare tutto: «Quando sono passato dall’idea del rifacimento dell’album originale a quella dell’ampliamento. Ma la crisi vera c’è stata quando per gli inediti mi sono trovato a dover mescolare due epoche, quella di 40 anni fa e questa. Se pensiamo che a quell’epoca tagliarono una canzone come Lungo il viaggio e censurarono persino Questo piccolo grande amore…’La paura e la voglia di essere nudì è diventato ‘di essere solì»… Baglioni, che dal 5 dicembre sarà in tour per presentare tutto il doppio album (debutto a Milano) dovrebbe anche andare in tourneè all’estero. Poi penserà al nuovo album. E l’idea di un musical da QPGA? «Dovrebbe essere totalmente riscritto, ma non lo escludo».

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