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Presentato il progetto “I suoni del barbiere. Mandolini e mandolinisti nella Puglia del primo ‘900″

13 ott 2011 | Nessun Comento | 1.292 Visite
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I suoni del barbiere. Mandolini e mandolinisti nella Puglia del primo ‘900
Le sale da barba tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento erano il luogo dove tra un taglio e l’altro si ascoltavano le ultime novità operistiche, si organizzavano eventi cittadini, ci si informava sulle novità della città, erano dei veri e propri salotti sulle mode del momento. In ogni paese della Puglia c’era un barbiere “mandolinista”, un circolo mandolinistico, o vere e proprie orchestrine a plettro capaci di elaborare in formule innovative i prodotti culturali provenienti dai centri di cultura nazionale ed europea, riproponendole anche in formule semi-professionistiche. E’ questo di cui si è parlato ieri mattina nell’Aula Magna dell’ateneo barese con una grazioso intermezzo musicale.

Da un’attenta ricerca sul repertorio mandolinistico delle sale da barba, capitanata da Fedele De Palma, musicista e dottore di ricerca in “Storia dell’arte comparata. Civiltà e culture del Mediterraneo” con curriculum musicologico all’Università di Bari, è nato il doppio cd “I suoni del barbiere. Mandolini e mandolinisti nella Puglia del primo ‘900”, prodotto dall’etichetta discografica pugliese “Digressione Contemplattiva”, diretta da Girolamo Samarelli.
Le chitarre e i mandolini, con il loro repertorio basato su fantasie e trascrizioni operistiche, serenate e “stornelli ruba cuori”, musica da ballo (valzer, mazurke, polke, one-step e persino piccoli swing) hanno innervato il tessuto sociale e musicale di quegli anni in Puglia. Nella consapevolezza della centralità che tanti mandolinisti hanno avuto nella diffusione e popolarizzazione sia dell’opera lirica che dei nuovi ritmi ballabili è nato questo lavoro discografico diviso in due cd: il primo dedicato alle trascrizioni operistiche, il secondo a serenate e ballabili.

Il primo cd è dedicato alle trascrizioni operistiche.

I barbieri molfettesi furono tra i principali animatori della vita mandolinistica pugliese. Il barbiere mandolinista più rinomato era Sabino Andriani che insieme a Damiano Lisena diede vita negli anni ’30 ad un rinomato quartetto a plettro “classico” (composto ossia da due mandolini, mandola e mandoloncello) che più volte riuscì a registrare puntate radiofoniche presso la sede EIAR di Bari (antenata dell’odierna RAI). La consacrazione però arrivò con la vittoria nel giugno del 1933 di un concorso nazionale per quartetti a plettro indetto a Milano da “Il Plettro”, la principale rivista del mandolinismo italiano. La vittoria, cui seguirono esibizioni radiofoniche a Milano, proiettarono i giovani e promettenti mandolinisti molfettesi su un piano nazionale di assoluto rilievo. I loro numerosi eventi organizzati a Molfetta iniziarono ad essere accuratamente recensiti non solo da “Il Plettro” ma anche da quotidiani nazionali come “Il Popolo D’Italia” o “Il Giornale d’Italia” oltre che ovviamente dal “Corriere delle Puglie”. Per tutti gli anni ’30 continuarono a mietere successi e a vincere concorsi locali e nazionali. Damiano Lisena, primo mandolino dello storico quartetto a plettro, si distinse anche per la direzione di un quintetto a plettro composto da giovanissimi Balilla (Giovanni Pansini, Nicola Lisena, Alessio Mezzina, Vittorio Rigillo e Pietro Petruzzella) la cui fama permise loro di essere invitati a Roma nelle manifestazioni nazionali dell’ONB (Organizzazione Nazionale Balilla) nel luglio del 1936.

Il secondo cd raccoglie serenate e ballabili.

Serenate e mattinate costituivano le attività più comuni e consolidate dei barbieri mandolinisti. Del resto esse facevano parte del patrimonio culturale del mandolino, ne avevano segnato la storia sin dalla fine del ‘700: instrument de la sérénade era ad esempio la più peculiare attribuzione del mandolino nella Francia del secondo ‘700 secondo quanto afferma François Lesure, e come “strumento da serenata” fu utilizzato da Mozart, Paisiello, Grètry. Alcune di queste serenate divennero estremamente popolari e oggetto di infinite variazioni. E’ certo il caso della Sérénade d’Autrefois di Giuseppe Silvestri, uno dei grandi classici della letteratura mandolinistica, il cui motivo conobbe una straordinaria diffusione in Puglia almeno fino agli anni ’60 suonato dai musicisti e dagli organici strumentali più disparati.
Erano spesso le stesse riviste mandolinistiche a sollecitare la composizione di nuove serenate per mandolino e chitarra mediante il bando di appositi concorsi nazionali. A vincere nel 1893 uno di questi concorsi, bandito dal periodico torinese “Il Mandolino”, fu l’altamurano Antonio D’Alesio con Serenata Idillica, premiata con la Medaglia d’oro e pubblicata dalla stessa rivista qualche mese dopo. Il successo fu straordinario: la serenata entrò a far parte del repertorio di molti circoli mandolinistici di tutta Italia, da Napoli a Roma, da Palermo a Firenze.

I Suoni dal Barbiere il 22 ottobre diventa una serata danzante, la sala ricevimenti La Pineta a Molfetta si trasformerà in una sala da ballo con lo spirito di quegli anni, l’esecuzione dal vivo del disco avverrà durante una cena a tema (ideata da Giacomo Giancaspro, presidente dell’Associazione Cuochi Baresi) animata da una coppia di ballerini professionisti che, al suono di valzer, mazurke, fox trot, scottisch, faranno da apripista agli invitati.   All’incontro di ieri erano presenti anche  Valerio Fusillo, Antonio Barracchia e Simona Armenise; Pierfrancesco Moliterni, docente di Storia della Musica all’Università degli Studi di Bari; Anna Favuzzi, maestra di ballo.

Info e prenotazioni 347.425.04.44 info@digressionecontemplattiva.org (ingresso 39 euro, ore 20.30) 

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