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Presentato alla Feltrinelli di Bari l’ultimo libro del Prof. Antonio Moschetta “L’intestino in testa”

12 Apr 2019 | Nessun Commento | 411 Visite
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intestinoVi sono incontri che lasciano un segno nel nostro cuore, che ci arricchiscono, che restano indelebili nella nostra memoria, gli incontri con persone di elevato spessore morale e culturale. Di certo il professore Antonio Moschetta, Ordinario di Medicina Interna dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Interna, è una di queste.

Uno dei nostri “fiori all’occhiello” per quanto riguarda la ricerca scientifica, un vanto tutto pugliese, anche se la sua attività è, oggi, a livello globale. Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione del suo ultimo libro “L’intestino in testa. Il ruolo guida dell’intestino per la salute di tutto il corpo”, edito da Mondadori, tenutasi l’11 aprile presso la Feltrinelli di Bari.

Con il suo peculiare tratto distintivo, un misto di linguaggio semplice e seria divulgazione scientifica, il professore Moschetta ha illustrato ai numerosi presenti i contenuti di questo suo secondo libro, “un manuale pratico per tutti”, come egli stesso lo ha definito.

Il suo primo libro dal titolo “Il tuo metabolismo. L’utilità della dieta nella prevenzione e cura del cancro”, è già un successo editoriale di enorme interesse. In esso, il professore Moschetta, parte dal constatare come migliorare il proprio stile di vita facendo più movimento e adottando una dieta più salutare stia, fortunatamente, diventando una priorità per un numero sempre crescente di persone, la maggior parte delle volte motivate  di raggiungere una buona forma fisica. Un autentico inno a quella che potremmo definire “sartorialità”, ovvero la necessità di calibrare il proprio stile di vita sui propri geni, ivi compresi la dieta e la nutrizione, le quali devono essere personalizzate e individualizzate. I geni ricevuti dai genitori, i batteri che sono in noi, le abitudini finora adottate e lo stato di salute del nostro organismo sono il libretto di istruzioni in cui è scritto come e dove dobbiamo agire per garantirci una vita sana e lunga, una vita libera da quella che viene definita come “sindrome metabolica”. Non una malattia nel senso puro del termine, la “sindrome metabolica” costituisce un insieme di disturbi, quali ipertensione, iperglicemia, valori troppo bassi di colesterolo “buono”, trigliceridi alti e, appunto, accumulo di grasso addominale. Disturbi che, come argomenta lo stesso professore, aumentano il rischio di contrarre determinate patologie, soprattutto di tipo cardiovascolare e oncologico.

moschetta1A questa sindrome, tanto più insidiosa in quanto apparentemente asintomatica, il professore Moschetta ha rivolto e rivolge le sue ricerche, con particolare riferimento ai meccanismi biologici attraverso cui una cattiva alimentazione può contribuire a generare tessuto adiposo in eccesso e, di conseguenza, a “nutrire” le cellule tumorali. Nel solco di queste tematiche, quanto mai attuali, egli pubblica la sua seconda opera, “L’intestino in testa. Il ruolo guida dell’intestino per la salute di tutto il corpo” appunto; essa nasce dall’assunto che quest’organo somigli al cervello, non solo in quanto a forma e struttura, ma anche per importanza. Pare, addirittura, che l’intestino, quando l’embrione si sviluppa, assuma una struttura propria ancor prima dell’organo deputato all’intelligenza, il che, lungi dal portare a concludere che l’intestino sia superiore al cervello, non può esimere dal riconoscergli un ruolo fondamentale nel funzionamento del nostro corpo. Una «seconda testa», dunque, che con acume, per così dire, gestisce tutto l’organismo e funge da garante dello stato di salute generale, controlla o condiziona persino la nostra emotività.

Il libro, pertanto, nasce con il proposito di chiarire il funzionamento di questo organo e di indagare quali siano le più comuni patologie che lo affliggono e come si possa prevenirle o curarle. La struttura quasi “labirintica” dell’intestino, come il professore stesso la definisce, ha offerto lo spunto per scandagliare il dedalo di informazioni spesso errate che lo riguardano, chiarendo, per esempio, la differenza tra intestino irritato e irritabile, oppure quando è corretto parlare di intolleranza a certi cibi o sarebbe meglio pensare ad allergie vere e proprie.

L’intestino, infatti, è un «sistema» molto più complicato di quanto si sia portati a credere. In genere lo si considera un organo marginale, che serve da transito per il cibo introdotto con l’alimentazione e del quale ci si accorge solo quando qualcosa non va, perché è «pigro» o «irritabile» oppure contrae qualche virus che, al pari dell’influenza, costringe a mettersi a letto. Al contrario, come illustra con estrema chiarezza il professore Moschetta, la sua struttura, le sue caratteristiche e le sue funzioni lo rendono paragonabile a un vero e proprio «secondo cervello», ricco di neuroni che inviano e ricevono segnali in una fitta e complessa rete di comunicazione con quelli cerebrali. Ecco spiegato perché la sua attività ha effetti non solo sulle funzioni digestive, ma persino sulle emozioni e sul comportamento degli individui.

Spiega ancora il professore Moschetta che l’intestino, nelle opportune condizioni fisico-chimiche, non smette mai di rigenerarsi. Favorire questa sua capacità con una corretta alimentazione e un adeguato stile di vita è la prima strategia da adottare per prevenire innumerevoli patologie, anche gravi. Il libro, dunque, fornisce non solo un’approfondita analisi dei motivi per cui il nostro intestino si può ammalare, arricchita dai risultati delle più recenti ricerche cliniche, ma anche preziose indicazioni sul modo in cui, giorno dopo giorno, ciascuno di noi può cambiare le proprie abitudini e contribuire a mantenere efficiente un organo così importante per il proprio benessere generale.

“Ai lettori chiedo di viaggiare in questo testo liberi dalla necessità di seguire i capitoli uno dopo l’altro. Questo è un percorso che può essere svolto tranquillamente senza ordine. L’ordine lo darà il vostro interesse. Parleremo di ormoni, cibo, digestione, assorbimento, meteorismo, stipsi, diarrea, arrivando fino al cancro del colon, al perché degli screening e ai fattori di rischio, dalla dieta alla sedentarietà fino all’obesità, che si collega con l’intestino e favorisce la crescita del tumore del colon. Il tutto completato dalle ultimissime conoscenze scientifiche che spero possano diventare chiare e accessibili a tutti. In fondo questo è un saggio scritto da chi saggio non è, ma ha la fortuna di aver potuto contare sulla collaborazione di quanti hanno direttamente contribuito con ricerche, consigli e critiche costruttive: Maria Arconzo, Stefano Battaglia, Marica Cariello, Donatella Tarantini, Elena Piccinin, Marilidia Piglionica, Roberta Zerlotin”.

Dottore di ricerca in epatologia presso l’Università di Utrecht, in Olanda, negli anni 1998‐2011, il professore Antonio Moschetta è stato allievo del premio Nobel Al Gilman presso l’Howard Hughes Medical Institute di Dallas, Texas, dal 2012 al 2015. È titolare del progetto di ricerca Airc su metabolismo dei tumori e regolazione genica ed autore di numerose pubblicazioni.

Il suo brillante percorso lo ha portato, fra gli altri, a ricevere prestigiosi riconoscimenti internazionali, fra i quali il Richard Weitzman Award a Chicago, il Rising Star in epatologia a Vienna, il David Williams Award a Vail (Colorado) e l’European Lipid Award a Göteborg. Non ultimo, quest’anno, l’onore di essere insignito dal Presidente Mattarella della nomina di Cavaliere all’ordine del merito della Repubblica Italiana per meriti scientifici.

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