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Presentato il programma della 5ª edizione del Festival della Comunicazione 2018 di Camogli

10 ago 2018 | Nessun Commento | 388 Visite
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Festival della Comunicazione 2017_photo Daniela Minuti (1)È stato presentato da qualche giorno, nella sede regionale Rai di Genova, il programma definitivo della 5° edizione del Festival della Comunicazione 2018: 109 grandi ospiti, 76 incontri, 11 spettacoli, 3 sessioni speciali (le Colazioni con l’autore, I giornali del mattino in diretta dal Festival, l’aperitivo con musica sulle playlist di 139 “eccellenti” italiani), 2 mostre, 6 escursioni per Mare e per Monte, 26 iniziative dedicate a bambini, ragazzi e famiglie.

Una conferenza che riflette quella speciale sinergia ormai consolidata tra la Rai, main media partner dell’evento, le istituzioni, gli organizzatori e gli affezionati ospiti della manifestazione: un appuntamento unico e uno dei più attesi in Italia dedicato a comunicazione, futuro e innovazione, che per la V edizione ha l’onore di ricevere dal Capo dello Stato Sergio Mattarella la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Dopo il saluto introduttivo di Massimo Ferrario, direttore della sede RAI di Genova, è stato presentato in anteprima assoluta lo Speciale di Giovanni Paolo Fontana “Comunicare a Camogli” che Rai Cultura ha dedicato al Festival e che andrà in onda mercoledì 5 settembre alle 19.30 su Rai Storia.

Un viaggio nel Festival della Comunicazione. Un angolo unico, dove migliaia di persone possono avvicinare volti e voci note del panorama culturale internazionale: questo è da cinque anni la città di Camogli grazie al Festival della Comunicazione, ideato insieme a Umberto Eco da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer. Lo Speciale propone un ritratto della città e del suo Festival accompagnato dal racconto di Danco Singer e da immagini d’epoca e di repertorio della Rai.

Sono poi intervenuti: i direttori, Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, che hanno illustrato le grandi novità di settembre; Carlo Freccero, che ha rivelato alcune anticipazioni del suo intervento al festival, dove approfondirà il rapporto tra una visione del mondo “così com’è” ed una interpretazione in senso utopistico in cui la visione anticipa un modello auspicabile di futuro; Federico Rampini, che porterà in scena, nella serata conclusiva del festival, una nuova versione delle Linee rosse, raccontando le trasformazioni dell’attualità mondiale seguendo il tracciato delle carte geografiche, sovrapponendole, e interpretando numeri e linee di confine: “Ci servono mappe intelligenti – ha detto Rampini – per orientarci e capire dove siamo ora, dove andremo domani”.

Attraverso una ricchezza straordinaria di pensieri, analisi, punti di vista differenti, il programma del Festival offre sguardi inediti su alcune delle tematiche più stringenti dell’attualità: l’ecosistema mediale in cui siamo immersi e a volte sommersi (dalle smart city alle fake news, dalla mobilità del futuro alle nuove regole tra imprese, cittadini e istituzioni, dai leader digitali alla iattura del politicamente scorretto); l’informazione commentata con intelligenza ed ironia dai direttori delle principali testate nazionali; l’attenzione all’ambiente e la cultura green (dallo sguardo sull’Italia intatta non ancora contaminata dall’uomo, all’esplorazione marina nei due dei luoghi più fragili e cruciali del Pianeta – Artide e Antartide – attraverso le campagne di robotica polare del CNR); l’intelligenza artificiale e le nanotecnologie; l’energia latente dei Millennials e della Generazione Z, con i loro linguaggi, sensibilità, aspirazioni; la contaminazione delle forme espressive (dalla trasformazione del linguaggio teatrale e cinematografico ai nuovi codici della fotografia e della moda, dall’universalità del linguaggio della musica che esce dai salotti ai processi inconsci della lettura, fino alla riflessione sul passaggio da immaginazione individuale a immaginazione collettiva); la potenza dei sentimenti (da un ideale atlante dell’anima che tenta di ricomporre i frammenti dei discorsi interiori tra paure e passioni, volontà e istinti, al senso profondo dell’amicizia, dell’amore, del coraggio, dalla forza trainante dell’utopia alla visionarietà delle menti geniali); la politica nazionale e internazionale (dalle linee rosse dei nuovi confini ai motivi che rendono le società litigiose e insicure, dal tema dell’immigrazione alla meravigliosa ostinazione di superare i muri di qualsiasi natura); la giustizia, la corruzione e l’attualità della Costituzione, tra adesioni e contestazioni; il futuro economico dell’Italia e delle imprese; la necessità di recuperare la nostra memoria storica per ricomporre un’identità dispersa.

Ancora una volta, il Festival raccoglie la feconda eredità del suo padrino Umberto Eco, cui è dedicato nella serata d’apertura l’evento Musica e parole. Un ricordo di Umberto Eco. Dell’ingegno multiforme di Umberto Eco si è ricordato molto ma non tutto: il serissimo studioso di san Tommaso, semiologo, romanziere, bibliofilo, faceva posto nella sua sterminata memoria alla più completa raccolta di barzellette del secolo. Ci raccontano il suo precoce umorismo due amici di infanzia e di gioventù e di tutta la vita, Gianni Coscia e Furio Colombo. I suoi allievi e poi colleghi, Valentina Pisanty e Riccardo Fedriga, ricordano qualcuna delle sue infinite battute di spirito. Roberto Cotroneo, Paolo Fabbri, Maurizio Ferraris, Marco Santambrogio, vecchi amici e colleghi, descrivono i momenti più impensati in cui lo hanno visto ridere e giocare con le parole.

L’attenzione ai giovani è la prima preoccupazione che deve avere ogni Paese dotato di capacità di visione, che guarda al futuro. Ed è per questo che il Festival della Comunicazione quest’anno ha dato un’inedita centralità ai ragazzi, sia come protagonisti che come interlocutori speciali. Ha attivato 3 progetti in collaborazione con l’Università di Genova, l’Istituto Nautico San Giorgio e il Liceo Da Vigo, che permetteranno ai ragazzi selezionati di collaborare in prima persona alla grande macchina organizzativa del Festival e ha organizzato tanti laboratori dedicati, che coinvolgeranno bambini, ragazzi e famiglie in esperienze interattive stimolanti, dal set televisivo alla robotica, dalle illusioni della mente allo yoga, dalle rivelazioni della genetica ai segreti della storia, dalla matematica alla biologia, fino alle immersioni subacquee.

Significativa anche la presenza femminile, con donne d’eccezione: Francesca Bria, Assessore alle tecnologie e all’innovazione digitale della città di Barcellona, consulente della Commissione Europea per gli sviluppi di internet e delle smart city e membro dell’Expert group sull’Open innovation della Commissione Europea; Evelina Christillin, Presidente della Fondazione del Museo delle Antichità Egizie di Torino, del Teatro Stabile di Torino e di ENIT-Agenzia Nazionale per il Turismo; il presidente della Rai Monica Maggioni; le economiste Alessandra Perrazzelli e Paola Schwizer; l’avvocato Elisabetta Rubini; la responsabile marketing di Movendo Technology Hilary Pagnotta, l’autrice di graphic novel esperta di società e costume Cinzia Leone. E ancora: la sociologa della Scuola di Robotica Stefania Operto, la semiologa Valentina Pisanty, l’attrice Monica Guerritore, le scrittrici Sofia Bignamini, Alessia Gazzola, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti e Sofia Viscardi.

Il Festival della Comunicazione 2018 si aprirà con una lectio magistralis dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano, che ci mostrerà la sua visione del nuovo ambiente urbano e del rapporto che intercorre fra architettura e società, di cui ci ha dato accenno nelle sue recenti parole: «Nella società i grandi cambiamenti non li fanno gli architetti, ma l’architettura ne è specchio fedele, quando riesce a trasformarli in simboli visibili, in macchine perfette ed umane che fanno avanzare la civiltà dei comportamenti in una direzione equa e condivisibile».

Nei quattro giorni, un ricco palinsesto di conferenze, dialoghi e interviste che intrecceranno linguaggi, discipline, personalità e mondi apparentemente distanti. In allegato, l’elenco completo degli ospiti.

 

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