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Presentato a Bari il nuovo programma Interreg Ipa Cbc Italia-Albania-Montenegro

8 Mar 2017 | Nessun Commento | 699 Visite
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launch_event_relatori_lowUna cooperazione che ha radici lontane, si rinnova con il Programma Interreg IPA CBC Italia-Albania-Montenegro, presentato ieri a Bari. È una lunga storia di cooperazione quella che tiene insieme da decenni Italia e Balcani, una storia passata attraverso i Programmi Interreg Italia-Albania ed IPA Adriatico, per arrivare ai giorni nostri con il nuovo trilaterale Interreg IPA CBC Italia-Albania-Montenegro, che coinvolge Puglia, Molise, Albania e Montenegro e vede la Puglia nel ruolo di Autorità di Gestione.

L’evento di lancio di Bari ha offerto l’occasione per illustrare le novità di un Programma che sviluppa gli obiettivi della Strategia Europa 2020 e della Politica di Coesione, implementando azioni congiunte tra attori istituzionali e non-profit nazionali e regionali, al fine di favorire la crescita economica.

“Crediamo fortemente – ha detto l’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone –  che dall’alleanza economica e dalla condivisione culturale possano nascere progetti in grado di renderci tutti più competitivi e poter contare su nuove opportunità di crescita e innovazione. L’augurio è che tutti i progetti finanziati siano pronti a rispondere alle aspettative delle nostre comunità e che il mare sia sempre più un mare di fratellanza, pace, unione”.

“Questo Programma è molto importante –  ha sottolineato la Ministra albanese dell’Integrazione Europea, Klajda Gjosha -ora che l’Europa sta attraversando un momento molto difficile, soprattutto riguardo al processo di allargamento e può realmente aiutarci a condividere le migliori esperienze, a progettare investimenti su turismo e cultura e favorire l’avvio di imprese e scambi commerciali”.

Per Miodrag Raceta, del Ministero montenegrino per gli Affari Europei, esso “rappresenta un ulteriore impulso per rafforzare la cooperazione e i legami tra i paesi, ma anche per la creazione di una regione che condivide valori comuni quali la prosperità, l’inclusione e le pari opportunità”.

“La cooperazione dell’Italia con l’Albania e il Montenegro è una cooperazione stabile e radicata – ricorda Nicola Favia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Politiche di Coesione – che si è via via alimentata nel tempo per tradizione politica, collocazione geografica e affinità culturali, tanto da configurare questi due Paesi quali partner privilegiati dell’Italia, sia in termini di interscambi commerciali che di investimenti”.

“Insieme ai Paesi partner vogliamo creare le condizioni favorevoli per la realizzazione di iniziative di elevato valore – ha precisato Domenico Laforgia, Regione Puglia, Autorità di Gestione del Programma – I progetti verranno selezionati sulla base della loro qualità, fattibilità, sostenibilità. Intendiamo finanziare azioni che abbiano un forte impatto sul territorio, progetti che si autosostengano, che creino integrazione reale, iniziative congiunte per uno sviluppo intelligente, inclusivo e sostenibile dei tre Paesi partecipanti.

L’Italia partecipa con due regioni: la Puglia e il Molise: l’Albania e il Montenegro partecipano con l’intero territorio. L’obiettivo è incoraggiare questi territori a creare le condizioni per lo sviluppo, in linea anche con la Strategia Macro-regionale Adriatico Ionica dell’Unione Europea (EUSAIR), che punta su 4 pilastri tematici: Crescita blu, Regione connessa, Qualità ambientale, Turismo sostenibile.

“L’Italia-Albania-Montenegro non solo è uno dei maggiori programmi transfrontalieri di pre-adesione IPA –  ha commentato Clara Rose, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – ma si prefigge anche di trasferire le conoscenze necessarie a facilitare l’adesione all’UE. Soprattutto, però, il Programma potrà rinsaldare il legame storico dei territori coinvolti e quello delle persone. Perché è attraverso le persone che si può fare la differenza.”

Soddisfazione è stata espressa anche da Jean-Pierre Halkin, Commissione Europea, DG Politica Urbana e Regionale, che ritiene il Programma uno strumento essenziale, parte della “cassetta degli attrezzi” dell’Unione Europea, per aiutare le regioni e i cittadini a lavorare assieme.

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