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#porto la puglia a…. Berlino. “Non sprecate la “farinella” per scacciare i saraceni”

11 Feb 2019 | Nessun Commento | 641 Visite
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Freni e Frizioni“Non sprecate la “farinella” per scacciare i saraceni. E’ ottima e continuate a produrla”. La farina finissima di orzo e ceci tostati, prodotta a Putignano, ha conquistato Berlino dove è giunta con #PortoLaPuglia a… assieme ad altri prodotti dell’eccellenza gastronomica pugliese. Due le cene organizzate al ristorante Freni e Frizioni a Wilmersdorf; un quartiere tra i più raffinati di Berlino. Anche qui le ideatrici del progetto di promozione turistica e gastronomica #PortoLaPuglia a…, la giornalista Donatella Lopez, proprietaria del B&B Parco della Vigna a Martina Franca e la chef Laura Leogrande, titolare della trattoria Da Donato a Coreggia di Alberobello, hanno proposto i piatti della tradizione pugliese conquistando il palato di un pubblico particolarmente esigente.

Tra gli invitati all’evento berlinese, Giovanni Bianco, tra i più importanti distributori di prodotti enogastronomici italiani a Berlino, Carsten Krohn fotografo di Maitre Magazie, nota rivista di food and beverage tedesca, apparso molto interessato ai prodotti pugliesi in tavola, Sara Piazza corrispondente da Berlino di Radio Monte Carlo, Tim Caspar Boehme redattore della pagina della cultura del quotidiano Taz.

Agli ospiti è stato proposto un assaggio singolo della “farinella”, farina nata nel XIV secolo, che ha caratterizzato l’evento organizzato in Germania, e illustrato ogni singolo piatto del menu. Proprio narrando la storia della “farinella” e del Carnevale di Putignano è stato detto, a Laura e Donatella, di non sprecarla per respingere le invasioni saracene, bensì di averne cura.

Degustazione FarinellaAgli ospiti di Freni e Frizioni è stato spiegato che alla vigilia di un’altra invasione saracena di cui Putignano fu vittima nella metà del 1300, un fornaio che tutti chiamavano “farinella” ebbe un’idea per difendere la cittadina evitando che tutti l’abbandonassero impauriti. Propose agli abitanti di mettere in scena un’epidemia di peste cospargendosi il corpo di una farina particolare, tipica dell’alimentazione rurale del luogo, fatta di orzo e ceci. Alla vista di quei corpi a chiazze gli invasori si spaventarono e per paura di essere contagiati dalla malattia fuggirono.

I contadini mettevano la “farinella” in un sacchetto di tela, “u volz”, per poi essere consumata accompagnata da acqua, olio e sale oppure da fichi secchi, cipolle, erbe selvatiche o con quello che di spontaneo poteva offrire la terra. A Berlino è stato proposto un assaggio di “farinella” e olio biologico su pane di Altamura.

Anche il secondo evento all’estero di #PortoLaPuglia a… è stato reso possibile dall’intervento degli sponsor che hanno fornito le materie prime per cucinare i piatti della tradizione pugliese: Pasta Divella, Oropan, Oliveti d’Italia, l’Associazione produttori del Capocollo di Martina Franca con il Salumificio Santoro, il Caseificio Laera, Vini Centovignali e Vini La Torretta.

Tagliere#PortoLaPuglia a Berlino è nata dall’incontro con l’associazione Apulier in Berlin, inserita nell’albo “Pugliesi nel mondo” della Regione Puglia. Scopo dell’associazione è lo scambio culturale fra le due realtà, l’aggregazione dei pugliesi emigrati a Berlino, la promozione della Puglia nella capitale tedesca. Finalità condivise da #PortoLaPuglia a… che nel suo cronoprogramma, come prossime tappe, ha New York e Mosca.

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