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Pierpaolo Capovilla dei “Teatro degli Orrori” si racconta ad LSDmagazine

24 apr 2012 | Nessun Commento | 1.024 Visite
Di:

Teatro degli Orrori
Com’era prevedibile, il concerto de Il Teatro degli Orrori, organizzato da Area Metropolitana e Bass Culture presso l’Eremo Indieclub di Molfetta, è stato un grande successo. Tanta gente ha assistito a una performance travolgente, durata oltre due ore. Per l’occasione abbiamo intervistato Pierpaolo Capovilla, il carismatico frontman di un gruppo che si conferma come una delle realtà più importanti della scena musicale italiana, non solo indipendente e noi di LSDmagazine a fine concerto lo abbiamo incontrato ed abbiamo scambiato due chiacchere su progetti futuri e tanto altro.

Questo è il vostro terzo album, quali sono le novità rispetto ai precedenti? E sei soddisfatto del risultato finale?

Il Mondo Nuovo è il nostro disco migliore di sempre. Sono soddisfatto e orgoglioso, altroché.

Su internet qualcuno dei vostri vecchi fan ha giudicato il primo singolo, Io Cerco Te, troppo commerciale. Cosa ne pensi?

Io Cerco Te è un gran pezzo. Delle chiacchiere in rete me ne infischio bellamente.

La cosa che forse più colpisce di questo disco è la qualità dei testi. Moltissime le citazioni letterarie: da Esenin a Céline, da Brodskij a Rimbaud di Sangue Cattivo. Inevitabile chiedere come nascono le vostre canzoni…

Nelle mie canzoni ci metto il cuore e la compassione di cui il mio cuore è ancora capace. Ci metto anche tutta quanta la scarsa cultura che possiedo. Le citazioni poetiche hanno un senso fondamentale nella mia strategia narrativa.

Com’è stato collaborare con Michele Salvemini, alias Caparezza? E con quale artista vorreste collaborare in futuro?

Caparezza ci ha omaggiato con grande intelligenza. Il suo contributo nel disco è avvincente. Con chi mi piacerebbe suonare? Con De Gregori!

Sono passati ormai cinque anni da quell’aprile 2005 in cui è nato Il Teatro degli Orrori. Vogliamo azzardare un bilancio?

Siamo ancora alla ricerca della nostra cifra stilistica. Anzi, forse la nostra cifra stilistica è propria la ricerca di una cifra stilistica.

Partecipereste mai a Sanremo come hanno fatto recentemente i Marlene Kuntz e prima ancora gli Afterhours?

Me l’hanno chiesto in Rai. Personalmente lo farei volentieri, ma come direttore artistico.

Il Mondo Nuovo è un concept album con al centro il dramma dell’immigrazione. Proprio un paio di giorni fa è stata diffusa la foto scioccante di un tunisino rimpatriato su un volo Alitalia con la bocca chiusa da nastro per pacchi e le mani legate con fascette di plastica, nella più totale indifferenza degli altri passeggeri. La crisi ci sta rendendo non solo più poveri ma anche più cattivi? E la musica può ancora sperare di illuminare le coscienze anestetizzate?

L’indifferenza dei passeggeri è uno scandalo persino più grande dell’imbecillità di chi ha legato e imbavagliato quel povero uomo. Se fossi stato in quel volo, avrei fatto il finimondo. Certo: sono da sempre completamente conquistato dall’idea che la musica possa essere un fattore di progresso e democrazia. Credo anzi che la musica, più di altre discipline artistiche, possa muovere e risvegliare le coscienze.

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