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Orgoglio italiano. L’etichetta Verve Italy sceglie Antonio Faraò come talento su cui scommettere

20 Giu 2015 | Nessun Commento | 1.423 Visite
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af1E’ Antonio Faraò il primo artista che pubblicherà un album con il marchio Verve Italy. La storica etichetta jazz, che ha in catalogo praticamente tutti gli artisti fondamentali della storia di questo genere, è pronta a debuttare con la propria versione italiana, targata Universal Music, proprio con il 13/o capitolo discografico da leader del pianista, intitolato “Boundaries” e registrato con la formazione del suo quartetto, ovvero con Mauro Negri al sax tenore e soprano, Martin Gjakonovsky al contrabbasso, Mauro Beggio alla batteria e Luigi Di Nunzio al sax contralto.

“Ho voluto puntare sulla semplicità melodica – ha spiegato Faraò, nome del jazz italiano da esportazione – e con questo quartetto sono riuscito ad abbattere quei confini che volevo superare. Mi piacerebbe che questa diventasse una formazione fissa da portare avanti negli anni”. I brani in scaletta sono sette, da quello che ha dato il titolo a tutto il lavoro fino ad “Around Phrygian”, cinque dei quali di Faraò e gli altri due di Tony Williams (“Hand jive”) ed Herbie Hancock (“Maiden voyage”). Il secondo dei due, di Faraò, si è rivelato anche essere un grande fan. “Non mi capita spesso di essere sorpreso da registrazioni di musicisti – ha detto Hancock – come lo sono stato per Faraò. Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande”. Tra i vari appuntamenti internazionali dei quali Faraò è stato ultimamente tra i protagonisti, lo scorso aprile è stata anche la volta dell’International Jazz Day a Parigi, al fianco di alcuni tra gli artisti più noti del panorama jazz mondiale.

“Ultimamente si è avverato anche uno dei miei sogni più grandi – ha commentato il af2pianista – e cioè quello di suonare con personaggi del calibro di Marcus Miller e altri che mi hanno formato musicalmente”. Faraò è uno dei jazzisti italiani più apprezzati all’estero e anche per quest’estate ha in programma un fitto calendario di concerti e festival in giro per l’Europa, dal Jazz à Vienne all’European Jazz Expo, fino al San Remo Jazz Festival, del quale quest’anno è direttore artistico, e Umbria Jazz dove si presenterà con il suo quartetto.

“Per me fare un disco è sempre un passo importante – ha detto Faraò – e se il primo lavoro a mio nome è uscito quando avevo ventisei anni, ho cominciato a suonare a quindici, collaborando ancora da minorenne con nomi importanti. Oggi mi piacerebbe che ci fosse più attenzione al pubblico giovane nei club dove si suona jazz”.

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