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“Ode alla vita”, il concerto dei Negramaro al Palaflorio di Bari sold out (oggi e domani si replica)

14 Mar 2019 | Nessun Commento | 1.271 Visite
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GIULIANO_TUTTALa band salentina fa il suo ritorno al Palaflorio di Bari dal 13 al 15 marzo con “Amore che torni Tour Indoor 2019” ed è subito sold out.

E’ nota ormai al grande pubblico la triste vicenda che ha coinvolto il chitarrista della band Lele Spedicato – poi conclusasi come nelle migliori favole –  che ha costretto i Negramaro a posticipare l’intero tour già programmato la stagione scorsa avvalendosi della magistrale ed eccellente collaborazione del fratello Giacomo, giovane artista ventitreenne dalle qualità eccelse, presentato al pubblico sulle note de “La prima volta”.

Bari è la diciassettesima fermata di questo intenso viaggio fatto di musica e parole ricominciato esattamente il 14 febbraio all’RDS Stadium di Rimini, nella giornata in cui si celebra l’amore e che avrà termine il 19 marzo al Pal’Art di Arcireale, esattamente nella giornata dedicata ai papà.

Ed è altrettanto noto che Lele Spedicato e Giuliano Sangiorgi siano divenuti padri di recente.

Viene da domandarsi allora se l’ultimo lavoro (o capolavoro) dei Negramaro avesse già quel nonsochè premonitore o se trattasi di mera coincidenza. Non importa!

Il forte slancio emotivo di tutti i componenti, visibilmente tangibile, s’è poi riflesso nella voce profonda del front man della band, alle volte forte ed imponente, alle volte fragile e sottile, altre volte ancora desiderosa di urlare a squarciagola tutto l’amore che un uomo ha dentro di sé e che necessita di condivisione.

BAND_GIULIANONon sono mancati gli occhi del pubblico e della stessa band interamente bagnati e consumati dalle emozioni più recondite, quasi come si giocasse per tutta la durata del concerto a boomerang. Ed ancora, ripetuti, lunghi ed esplosivi applausi aperti.

Pubblico letteralmente in delirio sin dalle prime note di “Fino all’imbrunire”, pezzo d’apertura, altrettanto carico e prestatore di consensi su “Ti è mai successo” e “La prima volta” che Giuliano Sangiorgi ricorda esser stata in Puglia.

Questa terra che Giuliano chiama ripetutamente casa ed alla quale dedica “Tu sei”, che sente scorrere lungo le vene del proprio corpo, lungo le braccia tese al pubblico come per donarsi senza timore e negli sguardi complici coi suoi compagni di viaggio che, alle sue spalle, hanno costruito le fondamenta di uno spettacolo senza precedenti entrando in scena a gamba tesa con “Il posto dei santi”. Il concerto comincia a prendere una piega intima e sanguinante d’amore sulle note di “Ridammi indietro il cuore” con Giuliano Sangiorgi che si fa piccolo piegato su sé stesso, trepidante e con gli occhi chiusi ad ogni vivere cantato, urlato, recitato.

La band torna col suo mood imponente e graffiante sulle note di “Mi basta”, ringraziando tutto il pubblico per aver atteso il loro ritorno. Un velo di commozione copre il volto di Sangiorgi che allora si lascia cullare da un applauso sempre più forte e stringente. Ricambia ringraziando ancora i presenti per tutto l’amore giunto a Lele. “E’ tutta vita”… e così canta “Amore che torni”,Attenta” e “Parlami d’amore”.

GIULIANO E SPEDICATOLe melodie si fanno più scarne ed acustiche su “Per uno come me” con Giacomo Spedicato e Giuliano Sangiorgi alle chitarre ed Andrea Pupillo alla fisarmonica che regala un assolo inaspettato e genuino.

La sorpresa tanto sperata giunge su “Cosa c’è dall’altra parte” quando appare Lele Spedicato con una camicia fiammante ed un boato ingentilito da sguardi meravigliati risuona in tutto il Palaflorio.  Lele regala un assolo di chitarra struggente durante il quale Sangiorgi esegue una danza morbida e meravigliosa,  quasi come a volerlo proteggere.

Giunge poi il tormento sulle note de “L’anima vista da qui”, suonata unicamente con un pianoforte a coda al centro del palco, immerso in un fascio di luce bianca. Il tormento lascia spazio alla speranza con “Basta così”, Solo per te” e “Solo tre minuti”, facenti parte di precedenti lavori discografici dei Negramaro ma pur sempre attuali. Tornano i tamburi che lasciano poco spazio al fiato del pubblico su “Tutto qui accade”, “L’immenso” e “Via le mani dagli occhi”. Vengono anche omaggiati la compianta Dolores O’Riordan, voce dei Cramberries e Domenico Modugno con un breve cenno de “Cosa sono le nuvole”, emozione silente come il pubblico, delicata e preziosa come l’assolo di pianoforte donato da Andrea Mariano. Tornano ancora le vibrazioni forti e combattive con l’interpretazione de “Tra nuvole e lenzuola” che chiuderà il concerto con un pubblico danzante.

Perché la band salentina ha davvero la capacità di smuovere gli animi della gente attraverso una sorta di danza universale che tutti, indistintamente, sono destinati a seguire.

Ed è una danza fortemente contaminata dall’elettronica, dai ricalchi pop/rock dell’epoca moderna, dai colori della Puglia che riecheggiano nelle scenografie (il rosso della terra, il blu del mare, il giallo del sole cocente estivo, il verde degli olivi) ma soprattutto dalla voglia di omaggiare – in questo tour – il ritorno alla vita, l’importanza della vita, la gioia della vita. Il tutto condito con amore, olio, sale e pepe!

GIULIANOI Negramaro non sono una semplice e sola pop/rock band; sono una vera e propria famiglia. E così, hanno reso l’idea di voler spalancare tutte le porte della loro casa donandosi al pubblico barese per oltre due ore, senza riserva alcuna, senza filtri, senza quarte pareti.

Palco mastondontico la cui progettazione vanta la collaborazione dello studio Giò Forma, regia/video design di Clonwerk e, non ultimo, le luci di Jordan Babev. La scenografia e le strutture dinamiche, energiche ed innovative hanno consentito alla band di ben interagire coi loro fan collocati in ogni dove. Grandi Led HD impreziositi da ricercatissimi disegni geometrici hanno scatenato la meraviglia dei presenti confondendo il battito del cuore col battito delle mani.

Si replica stasera e domani con inizio alle 21.

Foto di Stefania Misceo (riproduzione riservata)

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