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Naomi Campbell e Sophia Loren: la verità sul loro arrivo in Puglia e Basilicata

30 Lug 2018 | Nessun Commento | 560 Visite
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naomiLo sbarco a sorpresa di Naomi Campbell all’aeroporto di Bari la mattina del 29 luglio in realtà non era un mistero per i fotografi e gli operatori delle televisioni che attendevano la modella ormai quarantottenne, ma ancora in attività, soprattutto per eventi e serate speciali (è in uscita tra l’altro  anche in Italia il film Come ti divento bella!; la Venere Nera è nel ricco  cast che comprende anche Michelle Williams e Lauren Hutton).

Uno sbarco dunque di fatto atteso: non a caso una delle tante cacciatrici seriali di autografi, attiva in tutte le manifestazioni come Bifest, Battiti etc si  era appostata in aeroporto ed è riuscita ad ottenere il tanto sospirato autografo della Campbell.
E pazienza se tale autografo andrà in archivio assieme a centinaia di altri accumulati da questa esponente degli inseguitori dei Vip, delle volte molesti come mosche cavalline, sempre pronti a infestare i backstage e a tampinare i “divi” anche sotto gli alberghi.
La modella ha rifiutato comunque i selfie, testimonianza della nuova cafonaggine imperante tra il “popolo” e come una Medea, di nerovestita, ha inscenato una sorta di movenze gretagarbeggianti infilandosi nel taxi di rito, per una meta sconosciuta.
In quanto a Sophia Loren, insignita della cittadinanza onoraria di Maratea, c’è da dire che la diva quasi ottantaquattrenne, definita “romana” in un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno (non è sbagliato: nacque appunto nella Capitale, ma per caso: in realtà la Loren è napoletana, di Pozzuoli) ha accusato nausea e malessere durante l’accompagnamento in auto ai festeggiamenti in suo onore, tanto da sparire dalla cena organizzata per riprendersi in albergo con un riposo forzato di diverse ore.
Viale del tramonto di una diva che non accetta di essere messa da parte e che dunque  colleziona onorificenze e premi alla carriera ovunque, pur di non trascorrere in solitudine l’estate nel suo appartamento di Ginevra, attorniata dai due figli e dai quattro nipoti.
E così, arrivata col suo  aereo privato in Basilicata,  la vincitrice di due Oscar ha dovuto affrontare come tutti i visitatori un tratto di strada ripido e tortuoso, in automobilem  come tutti i turisti che giungono  a Maratea.
Il sindaco Domenico Cipolla, dal cognome appetitoso, ha motivato il conferimento della cittadinanza onoraria a questo monumento nazionale come “un esempio per le nuove generazioni”.
E non a caso il nome maggiormente  imposto alle nuove nate della nostra penisola da qualche anno a questa parte è proprio Sofia, senza il ph.
Per Cipolla, Sophia (col ph) è il simbolo dell’Italia che si rialzava dopo la guerra, donna  dotata di una “forte personalità”.
A ciò va aggiunto che il conferimento alla Loren è stato la ciliegina sulla torta della “settimana del cinema lucano”.
La Loren, ancora, è stata definita “esegesi di una femminilità che restituiva il sogno o il tormento”.
  Quasi una frase tratta da un’opera di Gabriele D’Annunzio!
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