Di: Michele Traversa
Matt Bianco, l’evoluzione della musica in un melting pot di fantastici generi
Ricordiano innanzi tutto ai neofiti che i Matt Bianco sono una delle band pop più interessanti nate negli Anni ‘80. Nati con l’intento di sperimentare la contaminazione dei generi latin, jazz e funky con la vena più pop del trio dei fondatori. con questa breve premessa vengo a narrarvi l’esibizione di ieri sera.
E’ stato un tuffo all’indietro di venti anni quello che si è vissuto durante il concerto barese dei Matt Bianco venuti per la programmazione (fantastica) del Teatro Forma curata da Michelangelo Busco. In un teatro tutto rigorosamente sold out in ogni ordine e grado c’era una generazione di quarantenni che quella musica l’ha vissuta attivamente e che l’ha ballata fino a farsi arrivare i crampi ai polpacci.
L’energia trasmessa per un’ora e mezza di concerto è stata pura al 100% in un crescendo di emozioni che hanno portato sul palco i brani dell’ultimo album “Sunshine Days – The Official Greatest Hits”, una raccolta pubblicata nel 2010 che include i successi che hanno segnato la carriera della band come “Get Out of Your Lazy Bed” e “Half a Minute” che li hanno resi celebri nel mondo intero.
La musica dei Matt Bianco lascia andare in lunghi innamoramenti col suono, gli strumenti musicali, e la ricerca melodica più scanzonata, senza mai affondare il colpo verso spazi particolarmente insoliti o invadenti nei confronti del perimetro di uno standard sempre molto melodico, ascoltabile e facile, intuitivo.
Per cui dopo la vivace introduzione alle musiche del gruppo, si comincia a entrare nel vivo con Good Times e Hi-Fi Bossa Nova, Don’t Blame It On That Girl, Whose Side Are You On?, Ye ye, delineando il percorso che porta alla disgregazione di quel genere di musica sofisticata di inizio anni settanta - da Brian Ferry, Brian Eno, David Bowie, Lou Reed, da cui probabilmente parte l’idea di new wave, e moltissimi altri - oltre il quale rimangono tracce di un nuovo jazz molto vintage, con molti riferimenti cablati in elettronico all’ingenuità degli anni cinquanta, e tanta voglia di uscire dagli schemi spontaneizzando al massimo ogni dettaglio musicale.
I Matt Bianco oggi sono questa cosa quà. Raccolgono in maniera completa questo tipo di evoluzione musicale, arrivando a qualcosa di molto più classico con libere proposte live. Si va quindi per la nascita di un’idea di musica molto facile, ascoltabile, fruibile in qualunque momento; ma allo stesso tempo attenta agli arrangiamenti, con una prima dose minima di elettronica e con tempi ed elegie musicali esotiche; suonato il tutto con una certa grazia, competenza, eleganza e abilità tecnica non indifferente.
Le atmosfere sono quindi molto patinate, e il cantato soave e lucido crea i presupposti per il lancio di un range musicale piuttosto nuovo sul quale si ritaglierà, anche grazie a innesti vari e diversi, il sinth-pop più vellutato degli anni ottanta.
Ecco la formazione: Mark Fisher – tastiere; Mark Reilly – voce; Frank Tontoh – batteria; Nicholas Cohen – basso; Tony Remy – chitarra; Andrew Ross – sax; Elisabeth Troy – voce.
Foto di Mariagrazia Giove
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