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Mark Zuckerberg, l’inventore di Facebook, 200 milioni di utenti nel mondo con presupposti ancora più grandi

12 mag 2009 | Nessun Comento | 47.214 Visite
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Mark_Zuckerberg«Non so se un giorno metteremo in rete tutta l’umanità, ma trovare altre centinaia di milioni di utenti è il mio prossimo obiettivo». Parola di Mark Zuckerberg, l’ormai multimiliardario giovane americano che nel 2004 ha creato Facebook, il social network più frequentato del mondo, in un’intervista esclusiva che La gaia scienza, il nuovo format condotto da Mario Tozzi e dal Trio Medusa, andato in onda su La7 ieri sera.
«Abbiamo cominciato a piccoli passi, nel campus universitario di Harvard’’, racconta Zuckerberg, 25 anni, jeans e scarpe da ginnastica, una fortuna stimata in un miliardo e mezzo di dollari, raggiunto dalle telecamere in un albergo di Parigi. «Volevamo aiutare gli studenti a scambiarsi informazioni rapidamente, poi la cosa si è allargata ad altri campus e al mondo intero».
Oggi Facebook vanta oltre 200 milioni di iscritti in tutto il mondo: se fosse una nazione, sarebbe la quinta dopo Cina, India, Stati Uniti e Indonesia. «Sono felicissimo del nostro successo», commenta Zuckerberg nell’intervista. «Lo capisci da come la gente abbraccia Facebook. La mia più grande gioia quest’anno è stata superare i 200 milioni di utenti, un numero che continua a crescere». Inutile provare a chiedergli se immagina per sè un futuro alla Google, il motore di ricerca più usato: «Vogliamo solo fare il nostro gioco pulito», risponde.

Ma sa bene che l’attuale situazione «è solo l’inizio» e che «c’è moltissima gente che può servirsi di Facebook: centinaia di milioni di persone, forse più di un miliardo». Conquistarli – ammette Zuckerberg, sul quale Hollywood già prepara un film in uscita nel 2010 – è il prossimo obiettivo.
La gaia scienza ha esplorato i diversi aspetti del pianeta Facebook. In primo piano i più divertenti, quelli che attirano gli utenti, permettono di conoscere persone, incontrare vecchi amici, creare eventi. Ma saranno messi in evidenza anche i rischi per la privacy e le potenzialità in termini di marketing: grazie a condizioni d’uso ambigue, Facebook è anche una banca dati tanto sconfinata quanto precisa di gusti, pensieri, orientamenti, preferenze, hobby, stili di vita e interessi di ogni suo iscritto. Un immenso database che sarebbe anche il sogno di ogni investigatore.

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