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Leggi dure nel nuovo decalogo del Partito Comunista Cinese. Vietati adulterio, lauti banchetti e golf

25 ott 2015 | Nessun Commento | 836 Visite
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cIl sesso fuori del matrimonio, i lauti banchetti con decine di portate, le lunghe partite di golf nei club esclusivi dei nuovi ricchi sono i “peccati capitali”, secondo il Partito Comunista Cinese.

Queste attività sono indicate come inappropriate in una nuova serie di regole dettate pochi giorni fa del Comitato Centrale del Partito. Purtroppo, sono anche care a un gran numero di funzionari, soprattutto nella sterminata periferia cinese dove mantenere una giovane amante (e comprarle un’auto di lusso, possibilmente Porsche o Lamborghini), offrire agli ospiti stranieri banchetti così ricchi di cibo e bevande alcoliche da risultare disgustosi e invitare i possibili partner in affari a una partita su uno dei nuovi, superlussuosi campi di golf sorti come funghi in tutto il Paese, sono considerati simboli di successo e di potere.

Il nuovo decalogo di comportamento per gli 88 milioni di iscritti al Partito è stato varato in una riunione del CC che si è tenuta il 12 ottobre e le cui decisioni sono state rese note dai media cinesi. L’agenzia Nuova Cina sottolinea che il divieto di “abitudini stravaganti nel bere e nel mangiare” e quello di giocare a golf non erano contenuti nella precedente versione del “decalogo”. Nuova anche la norma che condanna l’adulterio e impone ai militanti del Partito di “gestire delle famiglie armoniose”. Non solo: i membri del Partitoc2 devono evitare di impegnarsi in “relazioni sessuali improprie”. L’accusa di adulterio o di praticare il libertinaggio sono frequenti nei processi per corruzione che sempre più frequentemente vengono celebrati in tutto il Paese.

In Cina non esiste un organismo statale addetto a combattere la corruzione, attività riservata alla Commissione Centrale per le Ispezioni di Disciplina, che è un organo del PCC. La temuta Ccid è presieduta da Wang Qishan, un alleato del presidente Xi Jinping, che tre anni fa ha intrapreso una lotta senza quartiere alla corruzione che, ha sostenuto, costituisce una grave minaccia per la sopravvivenza del PCC. “I membri del Partito devono separare gli interessi privati da quelli pubblici, mettendo quelli pubblici al primo posto”, afferma tra l’altro il nuovo decalogo. Inoltre, aggiunge Nuova Cina, essi devono “praticare la semplicità ed evitare le stravaganze”.

c3Venendo a temi più politici, il nuovo decalogo impone ai militanti di non formare “cricche” che hanno l’obiettivo di spaccare il partito e di cercare di ottenere delle posizioni di potere e di ricchezza per propri familiari. Secondo Ma Huaide, vicepresidente dell’Università Cinese di Scienze Politiche e Legge, il “problema più grande delle attuali regole di disciplina”, che risalgono al 2013, è che “non indicano un confine preciso tra la disciplina di partito e le leggi”. Dalle nuove regole, ha aggiunto Ma, sono stati cancellati alcuni articoli nei quali si parlava di corruzione, di mazzette e di omissione nell’applicazione delle leggi, proprio perchè questi reati sono puniti dalla legge.

Il comitato centrale comunista, in un comunicato emesso dopo la riunione del 12 ottobre, ha riaffermato il principio secondo il quale la disciplina di partito è più severa e più importante della legge.

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