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L’Azienda. Nel libro di Cristiano Chiesa Bini un agglomerato d’individui fotocopia

14 mar 2019 | Nessun Commento | 431 Visite
Di:

AZIENDAA cura di Milena Alessi. La voce finale della protagonista, Cinzia Proietti, che nel libro è possibile ascoltare attraverso la scannerizzazione di un Qr Code, rappresenta la chiave della storia. Infatti, nel dialogo con il suo creatore, Cristiano Chiesa Bini, classe 1962, il lettore riesce a comprendere perché il futuro sia nelle mani dell’Azienda.

La vicenda è ambientata a Roma, anno 2055. Il personaggio principale si ritrova ad affrontare le selezioni per scegliere il sindaco di Andria. Non esistono più le elezioni, ma tutto è affidato al cervello organizzativo dell’Azienda. “Lei si sarebbe occupata dell’estetica, mentre i suoi 3 colleghi, Paul, Kostas e Zhu, avrebbero esaminato le capacità dialettiche, l’attitudine al ruolo e il grado di leadership dei candidati”, è incipit del romanzo. Si capisce, dunque, come ogni cosa funzioni secondo manuali, norme e regolamenti elaborati in base a un preciso piano di sviluppo.

Perché, quindi, pensare al meccanismo dell’Azienda, capace di azzerare la tendenza al desiderio degli uomini? Bini parte dall’esigenza di limare i tratti violenti e disumani di un sistema economico dominante, dinanzi al quale l’essere umano si ritrova impotente. Non riuscendo, però, a immaginare una trasformazione, prova a cambiare in positivo la sua etica. Si esaspera così la struttura economica, consentendo a questo Grande Fratello 4.0 di manifestare il proprio potere attraverso una manipolazione delle intenzioni. Fino a quando i clienti assoluti dell’Azienda, identici nei loro bisogni, non saranno al centro dei pensieri di Cinzia che riuscirà a riflettere sull’importanza della capacità di autodeterminazione e a liberare, di conseguenza, l’umanità da catenacci morali.

Cinzia s’innamora di Abdul, un uomo svincolato da radici grazie al quale capirà la ricchezza della libertà interiore e soprattutto che quest’ultima non consiste in un libero arbitrio senza misura, bensì è provare piacere in quello che facciamo. “L’Azienda” è scritto in maniera semplice ma accattivante. Ogni evento storico s’intreccia con le vicissitudini dei personaggi in grado di mettersi in gioco. È, inoltre, un’opera colta la quale fa costantemente riferimento ad altri autori e in particolar modo alla dottrina del Movimento Umanista.

Il romanzo distopico continua a riscuotere successo in Italia. L’ “Azienda” è un libro modello anche per ragazzi – o come si dice in America – per young adult. Grazie a questo testo si riescono ad analizzare bene le criticità della società moderna, dove il pensiero è ammorbato da uno spirito omologante. In tal senso, la distopia diventa un monito che inquieta il pubblico e lo spinge a riflettere sulla realtà in cui vive.

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QR code la Voce di Cinzia è di Agnese Ermacora

Regia Audio: Paolo Panella

Pagina Web: http://www.multimage.org

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