Di: Milla Prandelli
L’artista-provocatore Maurizio Cattelan e le sue opere che suscitano sempre polemiche nel mondo
Una donna crocifissa di schiena, che indossa una camicia larga, con le braccia rivolte verso l’alto e due grossi chiodi che spuntano dai palmi delle mani, appesa la scorsa estate a quattro metri di altezza sulla parete esterna della chiesa cattolica di Sankt Martin a Pulhein nel Nord Reno-Westfalia, è l’ultima opera a suscitare polemiche di Maurizio Cattelan, uno degli artisti più provocatori dei nostri giorni. Del resto la crocifissione come simbolo e altre immagini sacre sono da tempo oggetto di rivisitazioni concettuali, come dimostra l’odierno caso scoppiato in Francia per la Pietà di Paul Fryer nella cattedrale di Gap, nel sud della Francia.
E’ crocifissa anche la celebre rana dello scultore tedesco Martin Kippenberger, esposta l’anno scorso al Museion di Bolzano: uno degli episodi che hanno più fatto discutere, e che annovera anche un’intervento di Papa Ratzinger, una lettera al presidente della regione Trentino-Alto Adige, in cui parlava di sentimento religioso ferito.
E, a proposito di Papa, ha fatto notizia anche la scultura, sempre di Cattelan, La nona ora, che rappresenta Giovanni Paolo II schiacciato a terra dal peso di un grande meteorite e circondato di vetri rotti, venduta nel 2001 all’asta da Christiès alla cifra record di circa due miliardi di lire.
Cattelan è l’autore anche dei bambini impiccati nel 2004 alla antica quercia di Piazza XXIV maggio a Milano, che spinsero persino qualcuno, indignato, a arrampicarsi e tirarli giù. L’installazione suscitò anche altre polemiche in Spagna, quando uno dei fantocci venne appeso a Siviglia per la Biennale d’arte 2004.
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