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Di: Michele Traversa

L’art Capital Group di Manhattan ovvero: “Anche i ricchi….piangono”

27 Febbraio 2009 1,993 Visite Nessun Commento Stampa questo articolo Stampa questo articolo

moneyCon la crisi, anche i ricchi e i famosi hanno bisogno di soldi e l’Art Capital Group (Agc) di Manhattan, una sorta di monte pegni di lusso per le opere d’arte di primo piano, spopola e fa sempre più affari.
Come scriveva qualche giorno fa il New York Times, all’Agc si sono rivolti non solo collezionisti come Veronica Hearst (impegnando due dipinti di Rubens), ma anche star della fotografia come Annie Leibovitz, o il pittore-regista Julian Schnabel, che ha addirittura fatto causa alla Art Capital, denunciandone le (troppo) elevate commissioni.
La Leibovitz – le cui fotografie sono spesso su Vogue e Vanity Fair, ultime delle quali le immagini la nuova squadra di Barack Obama alla Casa Bianca – si è complessivamente fatta prestare oltre 15 milioni di dollari dall’Agc, offrendo in garanzia non solo le sue tre case del Greenwich Village, ma anche i diritti sulle sue opere passate e future.
La Leibovitz è in difficoltà finanziarie da diversi anni, sia per i costi di ristrutturazione delle sue case, sia per quello del suo studio di Chelsea, che ha dovuto chiudere recentemente. Gli ultimi otto anni della sua vita sono stati difficili, ricorda al Nyt Robert Pledge, che rappresenta la fotografa: ha perso i genitori e la sua compagna, la famosa scrittrice Susan Sontag, e ha avuto tre figli, di cui due da una madre in affitto.
Schnabel si era rivolto alla Art Capital per finanziare la costruzione del suo pseudo palazzo rosa in stile veneziano del West Village, battezzato Palazzo Chupi, con ampie terrazze sull’Hudson, ma di cui non riesce a vendere gli appartamenti che non occupa.
Secondo il quotidiano, le cose non sono andate bene, perché il regista-pittore, che ha impegnato solo il palazzo non le sue opere, ha fatto causa al monte pegni, sostenendo che le commissioni richieste sono anormalmente elevate.
Agc ribatte spiegando che l’artista deve loro diversi milioni di dollari, non avendo rivelato (come aveva l’obbligo di fare) che aveva acceso un mutuo presso la Commerce Bank.
Gli uffici della Art Capital, sulla prestigiosa Madison Avenue, assomigliano ad una galleria d’arte. Nella sala in cui i due dirigenti, Ian Peck e Baird Ryan, accolgono i clienti, ci sono due Andy Warhol, due Rubens, oltre ad un fauno in bronzo del famoso scultore art decò Rembrandt Bugatti.
Art Capital presta da un minimo di 500mila dollari a svariati milioni, a tassi che oscillano tra il 6 e il 16%. La somma prestata corrisponde mediamente al 40% del valore dell’opera consegnata in garanzia, che verrà messa in vendita se il prestito non verrà estinto nei tempi previsti. Agc prevede un fatturato legato alle opere d’arte di 120 milioni nel 2009, un aumento del 50% rispetto all’anno scorso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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