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Di: Umberto Colonna

“La Repubblica degli stagisti” di Eleonora Valtolini per Editori Laterza

29 Settembre 2010 666 Visite Nessun Commento Stampa questo articolo Stampa questo articolo

La Repubblica degli stagisti“S-t-a-g-e…assaporate lentamente la parola, sss-tt…a cosa state pensando!? Lo dico io: Montagne di fotocopie, elaborati e coreografici inchini e demi-plié alla volta del capo, e poi…”Roberto! Per favore, un caffè macchiato”. La rabbia fa ribollire il sangue.Ancora una volta la laurea conseguita, le precedenti esperienze lavorative sono cose dimenticate, arabesques che abbelliscono un curriculum vitae e…e sei quasi sul punto di urlare come Mel Gibson in “Braveheart”: Libertà! Poi ricordi che sei tanto fortunato perché tu, almeno percepisci un rimborso spese (pari al prezzo di una pizza e birra), a differenza del povero Michele, stagista presso un’impresa dove fa lo schiavo gratuitamente. Dovrà aspettare ancora qualche tempo prima di guadagnare qualcosa lui, e contententarsidi chiedere ancora i soldini a papà.” Tratto dal racconto inedito “Servi della gleba” di Stagista Ignoto.Questo è il tema trattato nel libro verità di Eleonora Valtolini che con fare attento e informato, cerca di districarsi nella “giungla”degli stage “o internship, all’anglosassone”, per fornire mediante il suo libro nonchè il suo cliccatissimo sito internet,www.larepubblicadeglistagisti.it, un aiuto a quella folla di “quasi” (perchè poco o niente retribuiti) lavoratori non tutelati che sono i giovani ma anche i non più giovani stagisti.Sciorina dati e date, leggi e decreti in materia mettendo in luce come grazie alla “legge 196/1997, il cosidetto <pacchetto Treu> “lo stage debba o meglio vada considerato come un modo di “realizzare il raccordo tra formazione e lavoro” ed ancora come il”primo contatto dei giovani con le imprese”, ed invece… “non c’è un limite di età o di titolo di studio per gli stagisti, la durata massima degli stage” in Italia “è molto ampia ed è prevista anche la possibilità di proroga”.Continuando nella lettura del libro, scopro che: “una caratteristica peculiare dello stage è che se ne può fare più d’uno, cioè sifinisce in un circolo vizioso di lavoro a costo  zero! Va in scena il “Teatro dell’Assurdo” (Beckett mi perdoni l’utilizzo improprio…) allorché l’autrice ci dice che: “non c’è modo di sapere con precisione quanti stagisti ci siano in Italia” perchè “forse qualcuno preferisce che la questione rimanga in ombra?” Sinceramente non capisco nè il “forse” nè il punto interrogativo posto alla fine della frase che sanno tanto di domanda (poco) retorica. Dopo due pagine, puntuale come in ogni racconto triller che si rispetti, giunge il colpo di scena (non perché sia finito il libro, ma perché Coupè de Théatre si trovano in ogni capitolo del libro, dal primo all’ultimo): nel bel paese gli stagisti sono “almeno mezzo milione all’anno” e di questi solo il 9,4% viene assunto una volta “terminato il tirocinio”.Il libro “La Repubblica degli stagisti” non è solamente il libro nero dello stagismo, ma anche un ricco ed articolato ensamble diproposte di stage “buoni”, consigli utili, istruzioni per l’uso, suggerimenti adatti ad affrontare quello che in Italia è sempre più un “inconveniente” che accomuna la vita di tanti. La giornalista romana ha redatto la “Carta dei diritti dello stagista” in cui suggerisce 9 comandamenti (punti) mediante i quali auto-valutare, vista la carenza totale di controlli ad hoc nei confronti delle imprese furbette che sempre più spesso assumono stagisti come manodopera a basso o a nessun costo, la proposta di stage trovata su internet o sulla bacheca dell’università. Ad esempio il terzo punto della “Carta” recita: “Gli stagisti non devono essere utilizzati per rimpiazzare personale inmalattia, maternità o ferie”. Il decimo comandamento (non presente sulla Carta degli stagisti) è invece un invito della scrittrice da scoprire e cercare di mettere in pratica: il lieto fine (im)possibile nonostante tutte le premesse. Segue l’ipotetico scambio di battute tra uno stagista deluso ed i personaggi della piéce “Aspettando Godot” anche loro in perenne attesa, forse del lavoro a tempo determinato che non arriva.

Stagista ignoto: Non mi hanno assunto

Estragon: Andiamo

Vladimir: Non possiamo

Estragon: Perché?

Vladimir: Aspettiamo Godot

Estragon: Già, è vero. Allora cosa si fa?

Stagista ignoto: … Un altro stage?

“La Repubblica degli stagisti, come non farsi sfruttare”
Pagine 200, prezzo 12.00 euro Eleonora Valtolini, Saggi Tascabili Edizioni Laterza

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