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La Piccola Orchestra Avion Travel è sempre una certezza. Bel concerto al Teatro Forma di Bari

28 Feb 2017 | Nessun Commento | 2.532 Visite
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Sentimento Avion Travel premio sanremo 2000La notizia è che la “Piccola Orchestra Avion Travel” è tornata ed è più grande che mai; anzi, lasciateci subito dire che era da tempo che non assistevamo ad un concerto bello, convincente, trascinante, perfetto come la tappa del suo “Retour” che la band casertana ha tenuto nella affollatissima cornice del Teatro Forma di Bari – sold out già da tempo – per la rassegna “Around jazz”. Eppure all’apertura del sipario eravamo rimasti negativamente colpiti dall’assenza dell’ottimo Mario Tronco, sostituito da Flavio D’Ancona, alle tastiere, probabilmente accorso ad occuparsi di quella sua magnifica creatura multietnica che risponde al nome dell’“Orchestra di Piazza Vittorio”; ma era davvero l’unica nota stonata di una performance che vedeva il gruppo tornare ai livelli altissimi cui ci ha abituati fin dal 1980 (anche se il primo album ufficiale, “Bellosguardo”, è del 1990), finanche recuperando una certa spontaneità dei primordi, in passato parzialmente immolata sull’altare della perfezione estetica, con la qualità inespugnabile di sempre e la innata caleidoscopica inclinazione ad ideare, realizzare ed – ancora oggi – affinare un personalissimo universo di suoni e colori, in cui trovano posto melodie classiche in perfetta commistione con echi provenienti da ogni angolo del globo, sonorità ibride in un incessante rincorrersi di stili. Gli Avion sembrano ancora (o di nuovo) innamorati della loro idea di fare musica, ed il set risente in senso positivo di questa nuova ventata di freschezza, della rinata voglia di giocare e di (ri)mettersi in gioco: Mimì Ciaramella (batteria), Peppe D’Argenzio (fiati), Ferruccio Spinetti (basso elettrico in luogo del contrabbasso cui ci ha abituati nel fortunatissimo duo “Musica Nuda” con Petra Magoni), Fausto Mesolella (chitarre) e lo spiritato Peppe Servillo (voce) sono musicisti unici nel panorama italiano, dall’ineguagliabile bravura, al punto da farci credere che la musica di casa nostra non li meriti, nonostante li abbia “insigniti” di un’inaspettata vittoria al Festival di Sanremo 2000 che, per fortuna, non ha lasciato tracce sia nel gruppo quanto nel fedelissimo popolo di sostenitori, anche se – a sentir l’interminabile coro del Forma – la meravigliosa “Sentimento” pare conservare un posto molto particolare nelle preferenze del pubblico. La selezione proposta, poi, abbracciando tutta l’ottima discografia della Piccola Orchestra, era una vera delizia per i nostri padiglioni auricolari, trovandovi posto gran parte dei loro classici, tutte gemme di incommensurabile splendore, anche se – lo confessiamo – a noi è un po’ mancata la luce emanata da “Sijmadicandhapajiee”, rubata a Paolo Conte come un’altra illustre assente, “Insieme a te non ci sto più”, cover omaggio a Caterina Caselli, al cui fiuto da inossidabile pigmalione si deve la fortuna del gruppo, o anche “La notte ha cambiato la città” e la splendida “Cirano”, fulgido esempio dell’album omonimo realizzato con la produzione del grande Arto Lindsay; ma altre perle hanno impreziosito la serata tra cui, in ordine sparso, “Cuore grammatico”, “Primo amore”, “Abbassando”, la splendida “Aria di te”, “Dormi e sogna”, che li rivelò al grande pubblico nel Sanremo del 1998, “Canzone appassionata”, “Ma che freddo fa” e “Storia d’amore”, rispettivamente portate al successo da Nada ed Adriano Celentano, “Cosa sono le nuvole”, capolavoro nato dal connubio artistico tra Pier Paolo Pasolini ed il nostro Domenico Modugno, quest’ultimo ricordato anche con una splendida versione per voce e percussioni de “Lu pisci spada”.

Servillo interpreta le canzoni con tecnica sempre più sopraffina, ma nessuno, nemmeno per un attimo, può anche solo supporre che gli altri si adeguino al ruolo di spalle, è questo è senza dubbio un altro dei miracoli di cui gli Avion Travel sono capaci; grazie anche alle lunghe suite che chiudono gran parte dei brani, si ha sempre la certezza di non trovarsi di fronte al solito gruppo con un leader indiscusso, bensì alla presenza di perfette ed autonome menti pensanti, artisti indispensabili, ognuno con il suo enorme bagaglio tecnico che ritroviamo ogni volta più corposo, in un’evoluzione che ha dell’incredibile. Ecco perché, nonostante si sia già conquistata sul campo l’assunzione nell’Olimpo della grande musica, auspichiamo, anzi no, crediamo che per la “Piccola Orchestra Avion Travel” il meglio debba ancora venire.

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