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“La fuoriuscita” il bellissimo romanzo psicologico di Giuseppe Lago (edito da Alpes Italia)

17 mar 2018 | Nessun Comento | 366 Visite
Di:

fuoriuscita

Giuseppe Lago è uno psicoterapeuta, saggista e scrittore. Ha pubblicato saggi sulla psicoanalisi e la psichiatria oltre a dedicarsi alla narrativa con Sogni da navigare (Fermenti, 1999) e La Fuoriuscita (Alpes Italia, 2017). In quest’ultimo romanzo si indaga sulle responsabilità del terapeuta nei confronti del paziente, e su come tale relazione possa compromettere lo stato di salute mentale se condotta con obiettivi di controllo e non di guarigione. Giuseppe Lago guida il lettore nei luoghi più reconditi della mente umana, in una storia appassionante e ricca di spunti di riflessione.

«Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a scrivere un romanzo sulla professione di psicoterapeuta, scavando nelle sue zone d’ombra?».

La necessità di chiarire le idee al grosso pubblico dei lettori di narrativa, sicuramente più numerosi di coloro che amano la saggistica. Tra l’altro, come addetto ai lavori, reputo che attualmente ci sia una babele di pubblicazioni tecniche e specifiche che possono confondere anche persone più addentro al tema. Il motivo sta nella normale indefinizione delle cognizioni psicologiche rispetto a quelle biologiche. Allora, ecco un modo per illuminare “zone d’ombra”, proponendo la distinzione tra due modelli fondamentali, uno arcaico, detto carismatico, che si collega con la tradizione mistico-religiosa che vede l’esperto di psicologia come un essere speciale, in grado di esprimersi senza contraddittorio in forma oracolare, come un sacerdote nell’esercizio delle funzioni spirituali. L’altro modello, più moderno, lo chiamerei democratico, ossia basato sulla relazione condivisa ed esente da imposizioni ideologiche, teoriche o culturali. Dei due, il modello carismatico porta a una consequenziale dipendenza del paziente dal terapeuta, il quale rimane incondizionatamente un perno della vita dell’altro e ciò spiega la lunghezza delle cosiddette terapie interminabili. Il modello democratico punta invece sulla restituzione al cliente (non più paziente ma contraente paritetico di un patto terapeutico) delle sue qualità personali, liberate da un lavoro riflessivo che finisce per rendere il cliente indipendente anche dal cosiddetto terapeuta. Queste belle premesse, forse un po’ noiose, si svolgono nel libro in modo appassionante attraverso la trama dei dialoghi e delle pieghe del racconto.

«Adele Lùssari è un personaggio assolutamente negativo ma che proietta un fascino magnetico. Come molti antieroi dei romanzi, nonostante la dubbia moralità riesce a coinvolgere e a conquistare chiunque si trovi nel suo raggio d’azione. Quale sarà l’esito delle sue macchinazioni? Pensa di scrivere un seguito che racconterà ciò che è avvenuto dopo la sua caduta?».

Sono contento che un personaggio negativo non sia antipatico ma emani fascino. Ciò vuol dire che la mia narrativa non scaturisce dall’odio per qualcuno ma dalla necessità di raccontare vicende verosimili, per svelarle al pubblico dei lettori. Adele Lùssari conquista e seduce perché è fornita di strumenti e doti che glielo consentono. Il fatto è che pensa di fare queste cose per gli altri ma invece insegue la sua necessità di sfuggire a un senso di fallimento nel perseguire i canali tradizionali per farsi spazio nella vita. Adele in fondo organizza un gruppo carismatico per ottenere il consenso per le sue idee e le sue opere. Un gruppo carismatico è in fondo una setta, e i seguaci della setta ne solo legati a doppia mandata, ricevendo sostegno, con l’obbligo però di restituire al conduttore carismatico quel consenso di numero e di riconoscimento che la società normale gli nega. Il carismatico si circonda di seguaci anche perché detesta di dover discutere le sue idee con i contemporanei e le persone che la pensano diversamente. Inventa così una microsocietà dove le regole della società normale non hanno spazio ma vige la legge del carisma, ossia il potere assoluto culturale e decisionale di colui che detiene il carisma stesso. Si può immaginare che neanche la morte del guru possa interrompere una relazione del genere. Anche nel caso che il carisma venga smascherato in quanto mistificazione e menzogna, purtroppo nella mente dei seguaci quell’ideale rimane incontaminato ed essi continuano a mantenere la setta in funzione di simboli e reliquie reali o culturali. Insomma, il seguito de La Fuoriuscita potrebbe riguardare le conseguenze di ciò che accade nei seguaci in assenza del capo carismatico.

Giuseppe-Lago«Quali letture, sia in ambito scientifico che narrativo, consiglierebbe a chi vuole avvicinarsi da profano al mondo della psicoterapia, per comprendere più a fondo i meccanismi della mente?».

Innanzitutto un libro da me curato e in parte scritto che s’intitola “COMPENDIO DI PSICOTERAPIA, per una psicoterapia senza aggettivi”, uscito alla fine del 2016 per FrancoAngeli editore. In quelle più di quattrocento pagine abbiamo messo in rilievo l’essenziale della psicoterapia, a vantaggio sia dei nostri allievi (dirigo una Scuola di specializzazione in psicoterapia riconosciuta dal MIUR), sia di tutti gli altri addetti ai lavori, sia delle persone curiose e interessate, in quanto il libro è scritto con un linguaggio sciolto e scevro da gerghi o birignao da iniziati. Poi, scorrendo la bibliografia del COMPENDIO, ciascuno può trovare le fonti e gli autori più convalidati nel campo della psicoterapia.

«Nel romanzo cita i film Viale del tramonto e The Truman Show. So che è un grande appassionato di cinema e della cultura in generale. Ha ascoltato musica mentre scriveva La Fuoriuscita? È solito usarla nelle sue sedute di psicoterapia?».

Oltre che di cinema (continuo anche come docente a utilizzare casi clinici tratti dal grande cinema) mi interesso di musica, jazz in particolare (che cerco di suonare divertendomi al pianoforte). Della musica jazz apprezzo l’integrazione tra melodia e ritmo, che nel mio libro potrebbe essere l’alternanza di dialoghi e descrizioni, e nella psicoterapia l’integrazione tra empatia e interpretazione. Inoltre, adoro ascoltare musica mentre scrivo e il jazz in sottofondo non manca mai.

«Secondo lei vi sono affinità tra il lavoro di psicoterapeuta e quello di scrittore?».

Assolutamente sì. Per uno psicoterapeuta il pensiero narrativo è la parte più importante. A cominciare dai sogni, nei quali il piano narrativo dimostra le capacità riflessive del soggetto. Per continuare con la ricostruzione biografica della vita del cliente, condotta in psicoterapia insieme a lui con riformulazioni e il recupero di momenti rimossi e dimenticati. Il racconto, la narrazione è la parte più interessante del percorso esistenziale di ciascuno di noi. La soddisfazione più grande è potersi raccontare come quando si legge un libro di Storia. Questo è anche il motivo per cui la collana che dirigo presso Alpes Italia, nella quale ho pubblicato La Fuoriuscita, si chiama Psicoterapia e Storia.

Presentazione del libro La Fuoriuscita” – Giuseppe Lago (Consulente Sky Tg 24)

Giovedì 12 aprile alle ore 17,30 presso la libreria Arion di Testaccio a Roma (piazza di Santa Maria Liberatrice, 26), lo scrittore Giuseppe Lago, psicoterapeuta e consulente per Sky Tg24, presenterà il suo nuovo romanzo p “La Fuoriuscita”, edizioni Alpes.Interverranno alla presentazione:
- Piero Sistopaoli, psicologo e psicoterapeuta - Stefano Cocci, giornalista e scrittore
- Chiara Scarpulla, psicologa, psicoterapeuta

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