English Spanish German Russian Chinese Italiano
LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
us blackjack online casino ecocard casino newest us online casino casino slots bonus money bestusacasinos.org south africa casinos us online casinos no download internet slots machines online blackjack bonus
“Jordan Officer”: il disco con virtuosismi tra jazz, blues e country

22 set 2010 | Nessun Comento | 1.028 Visite
Di:

Jordan OfficerPer Jordan Officer è giunto il momento del salto nel buio. Dopo un decennio passato ad accompagnare la cantante Susie Arioli, nella Susie Arioli Band, il musicista canadese debutta con un disco che include dodici perle chitarristiche.
Natio di Montreal, città che accoglie il famoso festival internazionale di jazz, Officer respira musica sin da giovanissimo quando approccia lo studio del violino per dedicarsi, in seguito, all’uso totalizzante di quello che tutt’oggi è il suo strumento d’elezione.

Nell’omonimo album piovono copiose le note dalla chitarra dell’eclettico musicista, in una continua rotazione di jazz, blues e country; un alternarsi tanto repentino da rendere imprecisato il prediletto tra i generi proposti. Officer chiama a raccolta musicisti-amici del giro di Montreal, tra cui Michael Jerome Browne (alla chitarra) Bill Gossage e Stephen Barry  (al basso) e l’immancabile “Mademoiselle Swing” Arioli (al rullante), per esaltare componimenti passionali e variegati. Mai stravagante, l’eleganza di quest’album tutto strumentale sta proprio nello stile classico: il virtuosismo di Officer non è mai fine a se stesso e il non eccedere a tutti i costi si rivela decisione scevra da autocompiacimenti.

Così attuale, dunque, e al tempo stesso tradizionale è la stupefacente Beaumont, un tour de force per le dita; Rebel Blues è sospesa tra l’improvvisazione e il formalismo delle dodici battute; swing è quella Small Four che pesca a piene mani dalla canzone americana degli anni ‘30 e ’40; intimista è l’elogio ad uno dei più grandi maestri del ‘900, Duke Ellington, ricordato con lo standard jazz Sophisticated Lady. Un altro grande artista, poi, è citato nell’ottimo zibaldone proposto da Officer. Sul finire del disco svetta Pres (abbreviazione di President) soprannome del sassofonista Lester Young: a lui, re del bebop, è dedicato questo groove bluesy che – per dirla alla Greil Marcus –  tracima negritudine ad ogni ascolto. Una menzione speciale merita anche la melodica Stay with me strutturata su delicate armonie.
Se a novembre vi trovate nella francofona provincia del Québec è facile che vi imbattiate in un concerto del tour di Jordan: non lasciatevelo sfuggire.

.

Nessun commento ancora

Lascia un Commento

per vie traverse
per vie traverse
PER VIE TRAVERSE
L'ultimo libro del direttore Michele Traversa
Richiedi la tua copia
Telefono: 080 557 59 40
E-Mail: direzione@lsdmagazine.com

Categorie