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Di: Ilaria Koeppen

Italy: Love It or Leave It, il nuovo “docu-trip” di Gustav Hofer e Luca Ragazzi

30 Dicembre 2011 784 Visite Un Commento Stampa questo articolo Stampa questo articolo

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Uscirà il 4 gennaio 2012, al Politecnico Fandango di Roma, il nuovo film di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, “Italy: love it or leave it“, già vincitore del Milano Film Festival (Miglior lungometraggio e Premio del pubblico), presentato - e premiato - in numerosi festival italiani e internazionali, da Rio de Janeiro ad Helsinki, da Cape Town ad Annecy (Premio della Giuria dei giovani), da Zurigo a Tolosa. Il film, disponibile anche su iTunes dal 26 dicembre (sia in vendita che in video-on-demand distribuito da Under the Milky Way), prosegue anche il suo “tour” nelle sale di tutta Italia (distribuito da ZaLab) e nei festival italiani ed internazionali.

Gli autori di Improvvisamente l’inverno scorso (Menzione speciale alla 58. Berlinale, Nastro d’Argento 2009) tornano con un “docu-trip” che «conferma l’esitenza di un’Italia nascosta, che non viene raccontata né dalla tv né dai telegiornali, e che però è l’Italia migliore, alla quale abbiamo voluto rendere giustizia dandole la possibilità, per una volta, di esprimersi con la propria voce».

Gustav e Luca sono una coppia di italiani: il primo, altoatesino e di madrelingua tedesca, è pragmatico e animato da una forte coscienza politica; il secondo, romano, è indolente, pigro, sarcastico, fatalista. Di recente hanno assistito all’esodo di molti amici, loro coetanei, partiti per Berlino, Londra, Barcellona, la Nuova Zelanda. Seguire il loro esempio o restare in Italia? Gustav crede che andarsene sia la cosa migliore da fare, Luca vuole convincerlo che il Paese è pieno di buoni motivi per restare, di persone appassionate che ogni giorno conducono una battaglia silenziosa perché le cose possano cambiare.

Prima di prendere una decisione, si danno sei mesi per capire se è ancora possibile tornare a innamorarsi dell’Italia. “Italy: love it or leave it” è il diario di quei sei mesi in viaggio attraverso il Belpaese (o ciò che ne resta) e i suoi abitanti: tutti, ciascuno a suo modo, “eroi del nostro tempo“. Volti noti al grande pubblico come lo scrittore Andrea Camilleri, l’inventore di Slow Food Carlo Petrini, il Governatore della Puglia Nichi Vendola. E ancora Lorella Zanardo, autrice del documentario “Il corpo delle donne”, l’attrice Loredana Simioli, che ha scelto l’ironia per raccontare (e affrontare) i problemi della sua Napoli, ma anche tanti italiani che - per lo più lontano dai riflettori - testimoniano con l’agire quotidiano il proprio impegno civile: Giuseppe Pugliese, dell’Osservatorio Migranti AfriCalabria di Rosarno; l’imprenditore Ignazio Cutrò, che si batte contro il racket in Sicilia; Padre Fedele Mancini, priore della comunità monastica di Pulsano; l’operaia della FIAT Mary Epifania; il sindaco di Isola Capo Rizzuto (Crotone), Carla Girasole, in prima linea nella lotta alla ‘Ndrangheta; Claudia D’Aita, ideatrice del “Festival dell’incompiuto siciliano” che ha fatto degli ecomostri di Giarre, a pochi chilometri da Catania, un’attrazione turistica; Francesco Pascale, attivista di Legambiente in Campania.

Sono solo alcuni degli incontri - anche mancati, come quello con George Clooney - che Gustav e Luca hanno fatto compiendo il loro viaggio a bordo di una 500 (non sempre) rossa, e trovandosi spesso di fronte ad un bivio: Italia, amarla o lasciarla?

Gustav, altoatesino e di madrelingua tedesca, è pragmatico e animato da una forte coscienza politica; Luca è romano, indolente, pigro, sarcastico, fatalista. Luca e Gustav sono una coppia di ragazzi italiani che di recente ha assistito all’esodo di molti amici, loro coetanei, che hanno deciso di lasciare l’Italia per mete come Berlino, Londra o Barcellona: persone creative che non vedono un futuro in questo Paese, stanchi del costo della vita, del precariato, dell’atteggiamento reazionario, del baronato nel mondo accademico, della mancanza di attenzione per i diritti umani, l’abbrutimento e la mancanza di meritocrazia.
Anche Gustav crede che andarsene sia la cosa migliore da fare, mentre Luca vuole convincerlo che l’Italia è ancora un Paese pieno di buoni motivi per restare, di persone appassionate che ogni giorno conducono una battaglia silenziosa perché le cose possano cambiare.
Prima di prendere una decisione definitiva, si danno sei mesi per capire se è ancora possibile tornare a innamorarsi dell’Italia. Decidono di compiere un viaggio, a bordo di una vecchia Fiat 500, su e giù per lo stivale. Vanno alla ricerca di storie, aneddoti, personaggi, per scoprire cos’è rimasto dell’Italia che all’estero fa ancora tanto sognare, cercando di capire meglio un Paese dal passato tanto celebrato e dal futuro incerto, lasciando la porta aperta all’imprevedibile. Scopriranno un Paese diviso e contraddittorio ma sull’orlo di un cambiamento.

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