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Il sangue di Francesco: analisi storico-religiosa e socio-antropologica del fenomeno mistico della fluidificazione del sangue stimmatizzato

11 Apr 2019 | Nessun Commento | 452 Visite
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Copertina_Il-sangue-di-Francesco_M_Santilli (1)Il sangue di Francesco. Le reliquie di sangue di San Francesco d’Assisi e il prodigio della liquefazione di Massimo Santilli è un saggio che non prende in considerazione solo gli aspetti storico-religiosi legati al mistero della fluidificazione del sangue stimmatizzato, ma anche e soprattutto quelli socio-antropologici, analizzati presentando documenti e testimonianze e riferendosi alle diverse modalità in cui tale prodigio è stato accolto dai devoti così come dai laici. Nella sua approfondita ricerca storica Santilli dipinge una mappa delle reliquie francescane, permettendo al lettore di avere una panoramica esaustiva sui luoghi di custodia dei resti sacri del Santo, e di poter consultare documenti di varie epoche storiche in cui sono presenti testimonianze relative al prodigio della liquefazione. Sin da subito è chiaro come l’intento dell’autore sia ben lontano dal creare qualsiasi forma di fanatismo esasperato nei riguardi del culto delle reliquie, e che invece sia suo scopo spiegare il mistero della fluidificazione del sangue con estrema razionalità, legandolo al rapporto concreto e radicato nel territorio che intrattiene con i fedeli. Il sangue di San Francesco è per l’autore la memoria visiva e materiale delle stimmate ricevute sul monte della Verna nel 1224, e quindi impronta della presenza immanente del frate poverello: in quest’ottica le reliquie “rendono presente il passato, e attivo il santo”.

I resti sacri di San Francesco d’Assisi e in particolare le reliquie ematiche hanno quindi un’importanza che, al di là dell’autenticità più o meno accertabile scientificamente, risiede nel simboleggiare un ritorno della presenza del Santo che ha il potere di unire la collettività e di raccoglierla intorno a questo prodigio. Un’unione che ha permesso nei secoli di avvicinare religiosi e laici, oltre che persone provenienti da altre confessioni, ispirate dalla figura di un uomo che ha superato i propri limiti per avvicinarsi al divino. È molto interessante leggere le testimonianze di chi, nel passato, ha assistito al prodigio della liquefazione: tra “riverenza e sacro terrore” il fenomeno mistico ha cambiato intere comunità, e ha stravolto in positivo le coscienze. Il sangue assume quindi una valenza salvifica e guaritrice, e si racconta infatti nel testo come la pratica “dell’auscultazione sacra”, vissuta in intimità e lontano da occhi indiscreti, fosse vista in tempi antichi come la modalità di guarigione dall’epilessia, considerata la malattia dei posseduti dal diavolo. Santilli descrive il sangue nella sua valenza simbolica, nel suo essere emanazione privilegiata della vita del Santo, nel suo essere, tramite il passaggio dallo stato solido a quello liquido, un fenomeno che richiama alla trasformazione e alla riconsiderazione del proprio percorso etico e morale.

Loredana Di Nitto

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