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Il pop sofisticato degli Swing Out Sisters al Bluestone di Napoli

12 feb 2010 | Nessun Comento | 2.761 Visite
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Swing Out Sisters al Bluestone di Napoli
Continua all’insegna della musica di qualità la stagione di concerti invernali al Bluestone di Napoli dove si sono esibiti gli Swing Out Sisters. Nata nel 1985 a Manchester dall’unione del tastierista Andrew Connell e del batterista Martin Jackson, che uscirà di scena dopo qualche anno, la band strumentale sente la necessità di inserire una voce. Corinne Drewery, nativa di Nottingham, fashion designer e modella, talento canoro innato, si unisce al duo per il lancio del primo singolo “Blue Mood” nella primavera del 1986. In poco meno di 12 mesi gli Swing Out Sister si impongono all’attenzione della pop music mondiale con il successo “Breakout”, scalando le vette delle classifiche mondiali. Seguiranno gli album “It’s Better to Travel” (1987) prodotto da Paul O’ Duffy , “Kaleidoscope World” (1989) “Get In Touch With Yourself” (1992) ed altri successi fino a “Beautiful Mess” del 2008 e “Les Etrangers” del 2009 (colonna sonora dell’omonimo film francese) con favori di critica e fan dagli Usa al Giappone.

Al loro attivo Swing Out Sisters hanno un totale di 10 album registrati in studio, dall’ 87 al 2009, 4 compilation tra il ’91 ed il 2002, 4 album remix prodotti tra l’89 e il ’96 e due live: il primo del 1993 “Live at Jazz Cafè” ed il secondo “Live at Tokyo” registrato durante la fortunata tournèe nel sud-est asiatico.

Swing Out Sisters al Bluestone di NapoliSwing Out, Sisters (con la virgola) è il titolo di un film del 1945, ambientato nel mondo dei jazz club, ma il gruppo diventa, da subito, manifesto del sophisto-pop, un genere musicale nato agli inizi degli anni ’80 per descrivere quella musica pop, che grazie alla radio viene resa nota i più, con influenze jazz e soul e successivamente arricchita dalle sonorità del sintetizzatore. Un nuova tendenza creativa inizialmente molto criticata dalla famosa rivista musicale Melody Maker.
Tenuta casual sportiva per Andy Donnell e abito lungo in seta rossa per Corinne, gli Swing Out sisters si esibiscono nel locale partenopeo con la loro formazione: Gina Foster (seconda voce), Daniel Swana al contrabasso, l’energica Jody Linscott alle percussioni e il virtuoso Tim Cansfield alla chitarra, aprendo il concerto, davanti ad un pubblico attento ed appassionato, con una versione smooth di Surrender, un’ elegantissima Breakout lenta e Twilight World (dall’Lp It’s Better To Travel), scivolando verso Butterfly e You On My Mind, Mama, Nothing Gonna Change , la dolce La La , Now You’re Not Here. Corinne saluta il pubblico in italiano e si lancia in un “Ve vogl’ bene assaje” in un timido dialetto napoletano; Andy Donnell gioca con la sua tastiera e Corinne lo segue con vocalizzi in serie e ritmati. La band intona, poi, il remake di “Am I the Same Girl?”, brano dalle sonorità soul, interpretata per la prima volta da Barbara Acklin nel ’68, ma portata al successo proprio dagli Swing Out Sisters.

Al bis richiesto in sala, Corinne, magra e slanciata con caschetto in stile francese anni ‘50, si esibisce in un hula-hoop invitando tutti sotto il palco a ballare, questa volta, la versione svelta di Breakout. La sua performance sul palco, in abito di seta rosso emana, brano dopo brano, l’ eleganza allegra e la sobrietà affascinante di una cantante con un talento pari a nessuna, particolare nelle sonorità acute e soavi, nei ritmi veloci e nei ritornelli della canzone La La.

Swing Out Sisters al Bluestone di NapoliCoco Chanel diceva che l’eleganza non è indossare un abito nuovo. Che cos’è per Corinne Drewery l’eleganza?

L’eleganza – dichiara la signora in rosso al termine del concerto in un cordiale incontro con Lsdmagazine, – è l’espressione della felicità che sento dentro di me, nell’atteggiamento positivo verso la vita e nel piacere di condividere questa felicità con una band meravigliosa, con la quale si sta molto bene insieme da anni; non mi lascio più travolgere dalle difficoltà, sicura che ci sia sempre una valida soluzione per tutto.

Se gli Swing Out Sisters potessero scegliere di suonare con un artista italiano con chi vorrebbero collaborare?

Corinne risponde senza batter ciglio che la scelta della band ricadrebbe sul compositore Ennio Morricone e la sua Orchestra di 100 elementi.
E’ in questa risposta emblematica della lead-vocalist la formula della musica che gli Swing Out Sisters ci regalano da circa 25 anni anni: un mix di classe e ritmo per un pop sofisticato e ricercato che dagli anni ’80 ha caratterizzato anche la musica di gruppi come Everything But the Girl, Matt Bianco (al Bluestone lo scorso dicembre), Scritti Politti, Alison Moyet, Joe Jackson e Level42.

Foto di Alessandro Impresa

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