English Spanish German Russian Chinese Italiano
LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
Il menisco. Gli atleti ed i calciatori sono i più esposti alla lesione

17 set 2010 | Nessun Comento | 2.228 Visite
Di:

meniscoI menischi sono delle fibro cartilagini che si trovano all’interno del ginocchio. La loro funzione è quella di ammortizzare i movimenti e proteggere e stabilizzare l’intera articolazione. Sono dei cuscinetti molto importanti per il ginocchio stesso ma anche per tutto il corpo. Infatti su di loro ricade tutto il peso di ogni singolo individuo in qualsiasi fase di movimento del corpo, che sia una semplice passeggiata od una corsa. Esiste il menisco mediale e quello laterale. Il mediale ha la forma di semiluna ed è il più grande. Quello laterale è più piccolo e la sua forma somiglia ad un ferro di cavallo. E’ quasi totalmente avascolare ( privo di vasi sanguigni ) tranne che nella parte periferica, ed è proprio per questo motivo, che , fatta eccezione per piccole lesioni periferiche, in caso di un fortissimo trauma la sua “ riparazione “ è impossibile. Il nutrimento comunque viene garantito dal liquido sinoviale. Statistiche recenti hanno dimostrato che non sono solo gli sportivi ad avere problemi al menisco, ma spesso anche persone che non hanno mai praticato attività sportiva. Ad esempio, anche chi è in sovrappeso può avere problemi al menisco, e spesso è costretto all’intervento. Ma naturalmente è altissima la percentuale di sportivi, professionisti e non, che nella loro vita hanno avuto disturbi al menisco e sono stati costretti all’operazione,anche senza aver subito un contatto fisico con un altro atleta. Una lesione al menisco, può essere, infatti, la semplice conseguenza di un brusco piegamento delle gambe. La lesione, se non viene adeguatamente trattata,  può portare in futuro all’artrosi. Ma naturalmente il trauma da contatto è quello più pericoloso per gli sportivi. Ed il calciatore è l’atleta più esposto a questo tipo di trauma. Nei vari decenni dopo il dopoguerra, anni nei quali non esistevano le tecniche  di operazioni moderne, un calciatore che subiva una lesione al menisco, nella maggior parte dei casi, poteva anche appendere le scarpette al chiodo; in poche parole era costretto al ritiro. O comunque i tempi di recupero erano talmente lunghi ( un anno) che la propria carriera poteva subire anche un forte rallentamento. Negli anni 80, anche il grande campione di calcio, nonché pallone d’oro, Roberto Baggio, ha subito vari interventi al menisco e più volte si era parlato di carriera finita. Ma la sua volontà e la sua classe infinita lo hanno portato a terminare una straordinaria carriera quasi a 40anni.Se per gli sportivi dello scorso secolo una lesione al menisco significava carriera finita o quasi, chi invece pratica attività sportiva nell’era moderna e subisce lesioni meniscali può riprendere l’attività sportiva anche nel giro di poche settimane. Le operazioni moderne vengono effettuate, infatti, per la maggior parte dei casi, in artroscopia, e possono durare anche pochi minuti. L’intervento viene effettuato in anestesia locale. Ogni operazione può essere diversa dall’altra. Questo dipende dalla zona del menisco lesionata. Infatti, è molto importante ricordare,come già scritto all’inizio, che, essendo il menisco privo di vasi sanguigni, se la lesione è centrale, viene effettuata una regolarizzazione del menisco stesso ( meniscetomia selettiva). I frammenti della zona del menisco lesionata, vengono asportati, mentre il tessuto sano viene conservato. Se la lesione è periferica, cioè nella zona dove il menisco presenta vasi sanguigni, si effettua la suturazione della zona meniscale interessata. Rare invece sono le operazioni del trapianto del menisco, anche se ormai questo tipo di operazione è una realtà anche in Italia. I risultati, infatti, parlano di un notevole miglioramento sintomatologico immediato;questa tecnica, infatti, preserva più a lungo l’integrità anatomica articolare. La cosa più importante comunque per le persona che subisce un’operazione al menisco, è senz’altro la riabilitazione. Se il paziente è stato operato per una lesione, spesso è possibile che lo stesso dopo due giorni, ricominci a camminare ed a ritornare alle normali attività dopo circa quattro settimane dall’intervento. La riabilitazione prevede tempi più lunghi, se il menisco è stato suturato. In questo caso si dovrà camminare con l’ausilio delle stampelle per circa un mese ed il completo recupero è previsto nei 3- 4 mesi post- operazione. Esercizi come ad esempio lo squat a 45° (piegamento delle gambe), oppure la cyclette, ma anche esercizi semplici di equilibrio (restare fermi su una gamba sola ), aiutano più rapidamente il paziente ad un recupero totale,che deve essere integrato, nelle settimane successive anche da esercizi in piscina.In conclusione comunque, è proprio questo il periodo più importante: per ritornare ad avere una attività fisica costante, come prima dell’intervento, è importante eseguire una attenta e serena riabilitazione.

.

Nessun commento ancora

Lascia un Commento

streamit Ascolta Radio FLO, clicca su PLAY
per vie traverse
PER VIE TRAVERSE
L'ultimo libro del direttore Michele Traversa
Richiedi la tua copia
Telefono: 080 557 59 40
E-Mail: direzione@lsdmagazine.com
streamit
Tiberino
puglia
pubblicita

Categorie