Di: Lucia Ruggiero
Il Beat Onto Jazz Festival porta Salvatore Russo Trio e Stochelo Rosemberg

La splendida Piazza Cattedrale bitontina, situata nel centro storico, è stata, ancora una volta, la location che ha ospitato la X edizione del Beat Onto Jazz Festival, ormai noto evento musicale organizzato dall’Associazione InJazz sotto la direzione artistica di Emanuele Dimundo. L’evento è stato introdotto dal critico musicale Alceste Ayroldi.
Protagonisti indiscussi della terza serata del Beat Onto Jazz Festival sono stati Salvatore Russo Gypsy Jazz Trio e Stochelo Rosenberg. Salvatore Russo, chitarrista di grande talento, è figlio della terra pugliese ma da tempo ormai si è affacciato sul panorama della musica internazionale in virtù del suo talento e della sua creatività, collaborando con molti dei più grandi artisti italiani e stranieri.
Rosenberg è il leader dell’omonimo trio di cui fanno parte anche i suoi due cugini Nonnie e Nous’che: questo ensemble si è fatto strada nel genere “gypsy jazz” fino a conquistare la meritata fama rievocando la musica di Jjango Reinhardt.
Il sodalizio artistico di questi due grandi chitarristi ha portato alla realizzazione di un album, “La Touche Manouche”, pubblicato dalla Saint Louis Jazz Collection e distribuito dalla Egea Records. Questo album vuole celebrare il centenario della nascita di Jango Reinhardt: il 23 gennaio del secolo scorso, infatti, venne al mondo colui che sarebbe stato di lì a poco l’ideatore ed il massimo esponente del genere “jazz manouche”. Egli seppe accostare sapientemente il jazz tradizionale agli inconfondibili ritmi della tradizione gitana. Per i profani della materia, per “gypsy jazz” s’intende quello stile musicale melodico cadenzato che presenta delle similitudini con lo swing americano degli anni Venti-Trenta: entrambi si svilupparono nello stesso periodo ma hanno origini ben diverse. Reinhardt è stato il primo a creare un particolare tipo di jazz che si discosta da quello classico made in U.S.A. Il “gypsy jazz”, noto anche come “jazz manouche” o “gypsy swing”, si rifà alla tradizione zigana. È un viaggio a ritroso, il cui tempo è scandito dalle note del pentagramma. Questo genere musicale è tenacemente legato alla tradizione manouche, chiusa nel rigore della tecnica, nello splendore della sua particolare espressione melodica, fedele a se stessa, immutabile nell’inconfondibile peripezia dei virtuosismi nati da un’audace improvvisazione.
Russo e Rosenberg hanno ammaliato e conquistato il pubblico suonando alcuni brani tratti dall’album “La Touche Manouche” in cui si avvertiva la presenza del grande Reinhardt. Si assiste ad una sorta di sfida tra due chitarre e all’alternarsi in fieri di arpeggi e virtuosismi che non stancano mai ma che provocano nell’ascoltatore emozioni sempre vive. “Collaborare con Salvatore Russo è stato fantastico” dice Rosenberg. La loro amicizia nacque qualche anno fa nella patria di Rosenberg, l’Olanda; da allora hanno cominciato a suonare insieme in Italia. Proprio nella penisola, infatti, il grande chitarrista intende continuare a proporre questo particolare genere musicale affinché sia conosciuto ed apprezzato. “Mi piace molto suonare in Italia” ci dice. Anche Reinhardt, nel lontano 1949 venne qui in tournée suonando in alcune delle città più importanti dello stivale come Roma, Napoli e Milano. Emulo del suo maestro, Rosenberg mi spiega che anche lui trae ispirazione dalla penisola italiana e che lo vedremo spesso calcare i palchi di casa nostra per farci ascoltare la sua musica, connubio di tecnica ed armonia compositiva. E noi lo ascoltiamo volentieri.
Rosenberg ha cominciato ad impugnare la chitarra a soli dieci anni tirando fuori da quello strumento il gypsy jazz secondo lo stile inconfondibile di Django Reinhardt, il suo “hero”, come mi ha confessato durante l’intervista concessami prima della performance.
Sul palco allestito in Piazza Cattedrale a Bitonto, Rosenberg non distoglieva quasi mai lo sguardo dalle sue mani. Lo si vedeva così: occhi bassi, fronte corrucciata, dita che scivolavano armoniosamente sulle corde della sua Selmer 504 dalla quale veniva fuori, con prepotenza e vigore, un suono vivace ed intenso. L’abbiamo visto così e continueremo a vederlo ancora. Nel corso della nostra chiacchierata si notava la fierezza con cui parlava di Django e della sua musica e l’orgoglio di musicista seguace: sicuro di sé, sorridente, a suo agio in quella piazza, aveva dato ad intendere che quella sera avrebbe fatto ascoltare della buona musica e non ha affatto disatteso la promessa. Dictum factum.
Le foto sono di Lucia Ruggiero.
© RIPRODUZIONE RISERVATATag: beat onto jazz festival , django reinhardt , gypsy jazz , Musica , salvatore russo , stochelo rosemberg
Altri articoli:

Dal 1 al 4 agosto “Beat Onto Jazz Festival - Il decennale (2000–2010)”
Il Beat Onto Jazz Festival, si appresta a festeggiare la sua decima edizione, sempre con l’attenta ed energica direzione artistica di Emanuele Dimundo che coordina la sempre vitale Associazione InJazz, ente a cui è deputata l’organizzazione del festival. Anche quest’anno la kermesse, che si attesta tra i più importanti festival della Penisola, si terrà nella suggestiva...
Made for That, il pregevole disco di Dario Pinelli & BinarioSwing anche in tour
E’ possibile far ‘rockare’ il gypsy? E’ possibile. Se all’intreccio tra l’antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouches e il jazz afro-americano, da cui nasce il gypsy jazz, espressione simbolica del sincretismo culturale dei nostri tempi che riesce a coniugare la sonorita’ e la creativita’ espressiva dello swing degli anni Trenta con il filone...
Umbria Jazz Winter tante le conferme di grandi nomi ad Orvieto dal 30 dicembre-3 gennaio
Il suono di Umbria Jazz Winter (Orvieto, 30 dicembre-3 gennaio), che sarà dedicata alla memoria di Gianni Basso, passa per le corde della chitarra. La diciassettesima edizione invernale del festival, si caratterizza per la contemporanea presenza di chitarristi di grido: Jim Hall, Bill Frisell, John Scofield, il trio Rosenberg, Romero Lubambo. Hall e Frisell sono l’evento...
Il 12 maggio Dario Pinelli al “Bohemien” presenta il live electro-swing
Tra i più apprezzati chitarristi swing europei, Dario Pinelli e i BinarioSwing saranno dal 16 al 19 maggio all’EuropaFest di Bucarest il festival internazionale dedicato alla musica jazz, blues, pop e classica quest’anno giunto alla 20esima edizione. Per festeggiare questo importante anniversario saranno invitati nella capitale romena più di 300 artisti provenienti da varie parti...
Umbria Jazz Winter, ad Orvieto il gota della musica mondiale fino al 3 gennaio
Umbria Jazz imbraccia la chitarra per dare il suono alla diciassettesima edizione invernale che comincia ad Orvieto mercoledì prossimo e terminerà il 3 gennaio. Sono chitarristi infatti i più importanti nomi del cartellone, che già nella serata inaugurale occuperanno la scena del teatro Mancinelli. Prima toccherà a John Scofield accompagnato dal solo Larry Goldings alle...
A Napoli dal 3 al 13 settembre, Piedigrotta col botto per questa edizione
Una finestra che si apre sul mondo con musica, arte e tradizione per una città che si internazionalizza. È una Piedigrotta che promette fuochi d’articifio quella in programma a Napoli dal 3 al 13 settembre prossimi. Non solo per lo spettacolo pirotecnico alla mezzanotte del 5 settembre, ma anche per il ritorno a Napoli dopo...


















[…] Stochelo Rosenberg, estimatore ed egregio erede del grande chitarrista Django Reinhardt, (di etnia Sinti, primo solista jazz al mondo), si esibisce in trio ed attualmente collabora con Salvatore Russo, oltre che per questo prezioso cd, anche per numerosi concerti in tour europeo. […]
Lascia la tua risposta!
Devi essere loggato per lasciare il commento.