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Gomorra. Le prime anticipazioni sulla seconda stagione della serie che ha stregato il pubblico italiano

13 giu 2015 | Nessun Comento | 600 Visite
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gomorra1L’esplodere, dopo la morte di Donna Imma, del “conflitto fra maschi” tra Ciro (Marco D’Amore), il sopravvissuto Genny (Salvatore Esposito) e il padre Pietro (Fortunato Cerlino), impegnato a rimettere insieme i pezzi del suo clan. Un “tutti contro tutti” nel quale si inseriscono due nuove figure femminili molto potenti, Scianel (Cristina Donadio) e Patrizia (Cristiana Dell’Anna), mentre il boss Salvatore Conte (Marco Palvetti) cerca nuove alleanze. Sono fra gli scenari delle 12 puntate di Gomorra La serie – Seconda stagione in piene riprese fra Napoli e dintorni (tra le location, oltre all’Italia, Germania, Croazia e sud-America) per un debutto su Sky Atlantic Hd tra marzo e aprile 2016. “Si farà anche una terza stagione, già stiamo cominciando a pensarci” dice il produttore Riccardo Tozzi.

La serie cult, che è diventata “la più venduta della storia della tv italiana, l’hanno acquistata 113 Paesi” ricorda Andrea Scrosati, Executive vicepresident programming Sky, ha fra le novità anche l’arrivo di un quarto regista, che si aggiunge a Stefano Sollima (sua anche la supervisione artistica), Francesca Comencini e Claudio gomorra3Cupellini: è Claudio Giovannesi, pluripremiato per “Alì ha gli occhi azzurri”, dramma sociale tra noir e cinema veritè. “Ora siamo come i quattro Cavalieri dell’Apocalisse” scherza Sollima, incontrando con il cast i giornalisti italiani e stranieri prima di riprendere la lavorazione in un capannone industriale a Nola, appena fuori Napoli, per una scena che nella trama si svolge nel bergamasco. “Eravamo un gruppo coeso nella prima serie e lo siamo ancora più adesso – aggiunge – . Inizialmente qui c’era una certa diffidenza verso di noi, oggi invece gran parte dello sforzo della produzione è teso ad arginare l’entusiasmo del pubblico”. Una seconda serie, dal budget di circa 16 milioni e mezzo di euro, realizzata coinvolgendo le associazioni che operano sul territorio, per evitare i ritardi e gli errori del passato, oltre al rischio di possibili infiltrazioni della camorra nella lavorazione: “per la prima serie avevamo fatto 1000 contratti, facendo lavorare più di 4000 persone, impossibile controllare tutti. La realtà di Napoli era molto più complicata di quanto ci aspettassimo, avevamo “cappottato” all’inizio ma ci siamo riassestati presto” spiega Tozzi della Cattleya (al lavoro anche sulla serie tratta da un altro bestseller di Saviano, “Zero zero zero”) che produce con Fandango, Sky Atlantic, e in associazione con Beta Film. Resta l’apporto di Roberto Saviano come consulente: “Ci aiuta a non semplificare, a districarci in questa realtà” dice Sollima. Sempre tenendo conto “che noi raccontiamo un’anomalia, la Campania è piena di gente perbene”.

gomorra2Per Marco D’Amore/Ciro, comunque “se qualche camorrista avesse visto Gomorra, probabilmente si sarà fatto quattro risate. La realtà è molto peggiore, nonostante il nostro sia un lavoro crudo, feroce, di grandissimo sforzo per avvicinarci a raccontarla”. Su personaggi e trama, nonostante il muro antispoiler dei realizzatori, arriva qualche dettaglio: la prima puntata della seconda serie sarà ambientata a poche ore dai fatti dell’ultima della prima stagione (che si era conclusa con lo scontro a fuoco tra Ciro e Genny e la sanguinosa fuga di Pietro Savastano) mentre la seconda puntata si svolge un pò di tempo dopo. “Ci sarà un’ulteriore evoluzione di Genny, sarà sempre più consapevole del proprio ruolo e chissà… magari maturerà anche nel rapporto con le donne”, dice Esposito. “Dovete temere per la sorte di ogni personaggio” consiglia Sollima. È stato necessario uccidere Donna Imma (Maria Pia Calzone) perchè “dopo aver preparato l’erede per il trono, il suo ruolo narrativo si era esaurito. I due nuovi personaggi femminili, Scianel, che rientrerà nella lotta per il potere e Patrizia, che avrà accesso a una serie di informazioni chiave, non ne prenderanno il posto, ma porteranno la storia in direzioni nuove”.

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