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Gli scenari futuri dell’agricoltura nel quinto congresso nazionale di Copagri

11 apr 2016 | Nessun Commento | 786 Visite
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copMettere l’agricoltura al centro di un nuovo sistema agroalimentare facendo collaborare insieme tutti gli attori della filiera per affermare il made in Italy e così far ripartire l’economia del paese proprio dal settore primario. E’ questo il messaggio politico lanciato dalla Confederazione dei Produttori Agricoli Italiani nel quinto congresso nazionale a Bari. “Cooperare per raggiungere la massima coesione, sostenere innovazione e internazionalizzazione, creare piattaforme distributive nazionali, rilanciare i marchi italiani sconfiggendo le frodi, un’Europa diversa dove non dominano burocrazia e tecnocrazia”: questi i passaggi chiave della relazione del presidente nazionale della Copagri Franco Verrascina con cui si sono aperti i lavori dopo i  saluti del presidente della Copagri Puglia Tommaso Battista e dell’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci che ha letto un messaggio speciale di Papa Francesco: “l’importante incontro – ha scritto il Santo Padre – serva a mettere in luce come la promozione economica ed il vero sviluppo del mondo rurale debbano essere ispirati ai grandi valori spirituali e morali del Vangelo, trasmessi dal costante insegnamento sociale della Chiesa”.

Tre i momenti salienti della prima giornata congressuale. La presentazione di una ricerca condotta in collaborazione con Nomisma sugli scenari futuri dell’agricoltura e, in funzione di questi, su dove indirizzare le politiche di sviluppo rurale. Le risorse finanziarie devono essere utilizzate innanzitutto per superare le criticità strutturali della nostra agricoltura facilitando l’innovazione organizzativa delle imprese e la cooperazione. Altrecop2 misure utili su cui puntare sono quelle per la gestione del rischio, fondi di mutualizzazione e per proteggere gli agricoltori dagli effetti negativi della volatilità dei prezzi e dell’instabilità dei redditi. Ulteriori interventi di sviluppo riguardano gli strumenti finanziari con l’attivazione del fondo di garanzia e del fondo credito da parte delle regioni. E proprio al prossimo periodo di programmazione del Psr 2016-2020 è stata dedicata una tavola rotonda con la partecipazione dell’europarlamentare Paolo De Castro, il coordinatore degli assessori regionali all’agricoltura Di Gioia, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Luca Sani, il direttore generale Agea Stefano Sernia e l’esperta di politiche agricole comunitarie Maria Cristina Solfizi che ha evidenziato la necessità di una sinergia tra le tutte le regioni per un’attuazione organica dei Psr in modo da assicurare una crescita della competitività dell’intero sistema paese. “Un obiettivo a cui tendere per il futuro”, le ha fatto eco Di Gioia che ha sottolineato la necessità di fare tesoro delle buone prassi delle regioni guida mentre per la Puglia l’assessore regionale ha ribadito le priorità per l’utilizzo del prossimo Psr, 1 miliardo e 600 milioni che devono servire per aiutare l’innovazione, la trasformazione e le aggregazioni”. Per l’ex ministro pugliese De Castro “il Psr rappresenta una straordinaria occasione per rilanciare l’agroalimentare puntando soprattutto sull’organizzazione per consentire ai cop3prodotti  di qualità di raggiungere quei mercati dove i consumatori sono disposti a riconoscere il giusto prezzo”. In conclusione, poi, l’intervento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

L’anteprima del congresso è stata invece dedicata ad un seminario tecnico sul primo insediamento dei giovani, altro nodo considerato strategico dalla Copagri per permettere al settore di svilupparsi. 150 giovani produttori agricoli si sono informati sul contributo di primo insediamento, un finanziamento a tasso zero nella misura massima di 70 mila euro destinato all’acquisto della base fondiaria dell’azienda per il subentro di giovani o per imprese giovani già esistenti da due anni.

 

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