Di: Gustavo La Volpe
Giulio Cesare. Un dramma in diretta, al Piccolo Teatro Strehler di Milano

Il quarantenne Carmelo Rifici, allievo di Luca Ronconi, ed attualmente tra i registi più apprezzati della sua generazione, sceglie Giulio Cesare per il suo debutto shakespeariano, l’opera che forse, più di ogni altra, meglio rappresenta i meccanismi del potere ed i suoi ambigui rapporti con politica e democrazia. Il progetto si avvale dell’adattamento del drammaturgo Renato Gabrielli, dalla traduzione di Agostino Lombardo, e di un impianto scenografico ideato e progettato dal regista stesso in collaborazione con Marco Rossi.
L’idea di base sembra essere la creazione di uno spazio ristretto da contrapporre alla grandezza di Roma, realizzato attraverso un sistema di stanze componibili che creano stretti corridoi, lunghi passaggi, che limitano la libertà dei personaggi. La stanza del potere in cui la verità resta nascosta, tenuta nella semi oscurità dalla menzogna, dalla manipolazione e dagli interessi personali.
Incisive risultano, a tale scopo, le luci di A.J.Weissbard che, insieme alle suggestive musiche di Daniele D’Angelo, ben rendono l’atmosfera occulta ed onirica del testo. L’ambientazione è ai nostri giorni, con i personaggi vestiti con abiti scuri e cravatta, come da iconografia del potere: Antonio (Danilo Nigrelli), nel famoso discorso ai romani sul cadavere di Cesare (Massimo De Francovich), parla ai concittadini da uno studio televisivo ed essi lo seguono davanti alla tv subendone il potente effetto demagogico.
Giulio Cesare è un dramma storico: il condottiero romano sta trasformando la Repubblica in Impero, operazione che incontra l’ostilità di parte del Senato che, guidato da Cassio e da Bruto, suo figlio adottivo, diviso tra l’affetto per Cesare e il pericolo che questi rappresenta per Roma, progetta il suo assassinio e lo realizza il giorno delle idi di Marzo, nome del 15 dello stesso mese del calendario romano. In seguito alla morte di Cesare, Antonio, con l’aiuto di Ottaviano, scatena una guerra che si concluderà con il suicidio di Cassio e Bruto.
Molti sono gli aspetti presenti nel testo: da quello pubblico al privato ed infine a quello onirico, profetico. Da un lato i cittadini di Roma che assistono impotenti alla trasformazione della Repubblica in Impero e dall’altro il privato dei politici, Cesare, Cassio, Bruto e Antonio, mossi dalle loro ambizioni, sentimenti e passioni. Su tale contrasto sovrastano la profezia e la magia che trovano personificazione nella figura dell’Indovino, un Massimiliano Speziani molto giusto ed efficace, vestito di rosso in un teatrino dal sipario dello stesso colore, rosso come le cravatte e le pareti della scena del sogno premonitore di Calpurnia (Giorgia Senesi), moglie di Cesare, che cerca invano di avvertirlo del pericolo imminente, rosso come il sangue, quindi presagio di una morte cruenta.
Cesare è affidato all’imponenza di Massimo De Francovich, attore storico del Piccolo, che ci regala la figura di un ingenuo vecchio leone che però coraggiosamente accetta il proprio destino e ne accelera l’epilogo.
Bruto è un ottimo Massimo Foschi che, ben esprime, i tormenti del personaggio. Non gli è da meno Sergio Leone che interpreta Cassio, a cui l’attore da momenti di grande verità.
GIULIO CESARE, di William Shakespeare, traduzione di Agostino Lombardo, regia di Carmelo Rifici, ideazione e progetto scenico Marco Rossi e Carmelo Rifici, luci di A. J. Weissbard, costumi di Margherita Baldoni, musiche di Daniele D’Angelo, adattamento drammaturgico di Renato Gabrielli. Con (in ordine alfabetico) Ivan Alovisio, Marco Balbi, Giulio Baraldi, Elio D’Alessandro, Leonardo De Colle, Massimo De Francovich, Angelo De Maco, Pasquale Di Filippo, Gabriele Falsetta, Marco Foschi, Tindaro Granata, Sergio Leone, Danilo Nigrelli, Rosario Petix, Francesca Porrini, Federica Rosellini, Giorgia Senesi, Max Speziani, Angelo Tronca.
Al Piccolo Teatro Strehler di Milano, dal 12 aprile al 6 maggio 2012. Info: tel. 848/80.03.04 www.piccoloteatro.org
© RIPRODUZIONE RISERVATATag: Carmelo Rifici , Danilo Nigrelli , Giulio Cesare , Gustavo La Volpe , Massimo De Francovich , Piccolo Teatro Strehler di Milano
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