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Di: Francesco Monteleone

Fisco: istruzioni per l’uso tra servizi e controlli, ne parliamo con Aldo Polito

28 Luglio 2011 580 Visite Nessun Commento Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Aldo Polito
Lo conoscevano già gli Egizi, eppure è sempre di attualità. Con una mano toglie e con l’altra ridistribuisce. È un dovere conoscerlo ed è un diritto capirlo. In una parola: il fisco, un pianeta apparentemente distante dal mondo della vita quotidiana, ma fatto esattamente della stessa materia della vita: la casa, la famiglia, l’automobile, lo stipendio, la spesa al supermercato e gli acquisti in farmacia, per citare gli esempi più comuni, sono tutti territori del fisco. Una volta, dunque, superato il pregiudizio per cui il fisco apparterrebbe ad una realtà parallela, fatta di calcoli, formule alchemiche e amari esborsi, si può passare alla fase costruttiva. Il cittadino, insomma, si chiede come fare per governare al meglio questo aspetto della quotidianità, in equilibrio tra dovere di contribuire, da un lato, e, dall’altro, diritto all’informazione e all’assistenza declinato attraverso servizi di facile fruizione, economici e sicuri. LSDmagazine ha rivolto la domanda ad Aldo Polito, direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate della Puglia.

Direttore, le scadenze fiscali si moltiplicano e gli adempimenti non sono sempre facili da comprendere. Come si deve comportare un cittadino virtuoso per non incorrere in disguidi e sanzioni?

I cittadini virtuosi, che sono la gran parte dei contribuenti, devono sapere che l’Agenzia delle Entrate non è un apparato cieco, fatto di modelli da compilare e documenti da esibire su richiesta. Siamo, invece, una moderna organizzazione al servizio del Paese e realizziamo la nostra missione grazie a due asset strategici: le donne e gli uomini che lavorano con dedizione, competenza e responsabilità nei nostri uffici sono la nostra prima e fondamentale risorsa. Il secondo pilastro della nostra azione è la tecnologia, come risorsa del presente e del futuro. Proprio alla tecnologia, infatti e, soprattutto al web, abbiamo affidato la funzionedi strumento per abbattere le barriere fisiche, canale per stabilire una comunicazione bidirezionale, immediata ed economica con i contribuenti.
È evidente, allora, che i cittadini possono contare, certamente,sulla rete dei nostri uffici per definire questioni e ottenere risposte ai dubbi, alle domande sulle norme e sugli adempimenti. Consiglio, però, di non trascurare la possibilità offerta dalla telematica. Si parla spesso, nel dibattito pubblico, di contenere i costi e di liberare energie per la crescita del Paese. Ecco, l’Agenzia delle Entrate è stata, probabilmente, tra tutte le Pubbliche Amministrazioni quella che ha fatto, negli ultimi dieci anni, l’investimento più grosso sull’informatica e sulla telematica per offrire servizi di qualità a costi decrescenti per la collettività. Siamo un caso virtuoso osservato anche dalle Amministrazioni straniere, che mandano i loro funzionari a studiare alcune soluzioni d’avanguardia da noi introdotte nell’offerta di servizi. Cito, ad esempio, il caso del software per il pagamento online con modello F24, che ha meritato attenzioni internazionali per le sue caratteristiche di sicurezza, stabilità, facilità di utilizzo.Tra i servizi ancora poco utilizzati c’è Civis, una piattaforma telematica dedicata alla trattazione delle comunicazioni di irregolarità. È sufficiente compilare il modulo della richiesta sul sito Internet dell’Agenzia, dopo essersi registrati, e si riceve assistenza per definire la posizione. Anche per telefono è possibile ottenere informazioni, chiamando il numero del Centro di Assistenza Multicanale, 848.800.444. Per evitare le attese allo sportello, esiste il servizio di prenotazione appuntamenti via Internet. Come vede, insomma, l’offerta è ampia e tutti possono trovare la soluzione adeguata alle proprie esigenze.

In questi giorni si sente spesso parlare di Iris e Siria, i nuovi modelli da utilizzare per la registrazione telematica dei contratti di locazione di immobili ad uso abitativo e per la relativa tassazione. Perché li avete chiamati con due nomi femminili?

L’Agenzia delle Entrate ha una buona tradizione di creatività nella scelta dei nomi dati ai modelli, ai software, alle banche dati! Con gli ultimi due modelli dedicati al mondo delle locazioni, abbiamo creato due nuovi personaggi virtuali, che speriamo diventino anche due protagoniste della scena fiscale. Per Siria, abbiamo pensato, naturalmente, al nome di una donna e insieme ad una stella, immaginando che il modello possa fungere da punto di riferimento del nuovo regime di tassazione chiamato “cedolare secca”. Nel caso di Iris, il nome è nato come palindromo di Siria, a significare che va utilizzato nel caso opposto, ovvero quando il contribuente ha tutte le caratteristiche per usare Siria, ma non intende aderire al regime della cedolare secca, pur dovendo effettuare la registrazione del contratto. Tutto questo per dire che il fisco non è una variabile indipendente, astratta dalla realtà. Noi ci sentiamo, piuttosto, parte integrante della vita del Paese e dico una cosa ovvia, ma sempre utile da ricordare: una comunità non esiste senza la contribuzione, senza le risorse che servono per finanziare la vita associata, i diritti di cittadinanza accanto ai doveri di solidarietà. Senza il fisco, cioè senza il lavoro di chi fa pagare le imposte, non c’è democrazia, non c’è res publica nella sua accezione più profonda di bene comune che tutti siamo chiamati a preservare. È evidente, poi, che il concetto di pubblico implica anche la razionalità sul fronte della spesa, il divieto morale di sprecare le risorse pubbliche, tanto più in periodi di crisi come quello che viviamo oggi. Non possiamo chiedere sacrifici ai cittadini, io credo, senza riflettere anche sull’uso che facciamo del denaro pubblico.
Come vede, a parlare di fisco si finisce per toccare i gangli vitali della nostra società. È stata una bella coincidenza, a questo proposito, che la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia sia avvenuta nello stesso anno in cui ricorre il decimo anniversario della nascita delle Agenzie fiscali. A maggio scorso abbiamo ricordato l’evento con un convegno in Campidoglio,in cui ci siamo soffermati proprio sul contributo che l’amministrazione finanziaria ha dato alla storia della Nazione.

L’Agenzia delle Entrate ha una missione duplice: offre servizi ai cittadini, ma è anche preposta a contrastare l’evasione. Quali sono le novità, in questo campo?

Adempimento ed evasione sono entrambi aspetti connessi alla cultura di una società. L’Agenzia delle Entrate ha come primo obiettivo, in senso logico direi, quello di favorire la contribuzione spontanea, ovvero il comportamento corretto dei cittadini che vogliono adempiere. Il contrasto all’evasione interviene nel momento in cui constatiamo che il contribuente si sottrae all’obbligo. Certo, l’attività di controllo si prefigge anche obiettivi di deterrenza, che possiamo sintetizzare nel messaggio: “Poiché i controlli ci sono, non conviene provare ad evadere.”È un assunto del quale siamo ormai tutti consapevoli, visto che negli ultimi anni il legislatore ha dotato l’Agenzia di molti nuovi ed efficaci strumenti per ottimizzare i controlli e il recupero delle imposte evase, per errore o con dolo. Senza attardarsi ad elencare tutte le norme grazie alle quali oggi abbiamo una maggiore precisione e qualità nella lotta all’evasione, basta dire che le banche dati sono diventate il principale mezzo di analisi dei fenomeni evasivi: grazie alle informazioni custodite in questi archivi, con piena garanzia della privacy e della sicurezza dei dati, siamo in grado di individuare le incongruenze sintomatiche dell’evasione. Le indagini finanziarie sono l’altro rilevante strumento attraverso il quale ricostruiamo la dinamica delle movimentazioni riconducibili al contribuente e, quindi, acquisiamo prove a supporto del recupero di imposte. Tengo a dire, però, che il lavoro umano, dietro lo schermo, resta imprescindibile. Dopo aver rilevato la posizione irregolare, infatti, i nostri funzionari sono pronti a valutare le spiegazioni offerte dal contribuente, nel rispetto del principio di contraddittorio. Il volto umano del fisco si manifesta anche in questo: nella capacità di pesare gli elementi, ponderare le azioni, valorizzare la buona fede.

Come immagina il Fisco del futuro?

Facile, veloce, telematico. Penso che i nostri figli, appartenenti alla generazione dei “nativi digitali”, non penseranno nemmeno un attimo alla possibilità di prendere l’auto, affrontare il traffico, arrivare all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate e attendere il proprio turno allo sportello. Se ci pensa, è una visione superata già per molti trentenni di oggi, figurarsi per i giovani contribuenti di domani!
Ecco, pensando a questo scenario, l’Agenzia delle Entrate ha investito e continuerà ad investire sulla tecnologia, sui servizi via web, sull’interazione telematica con i contribuenti. Vogliamo arrivare preparati all’appuntamento con il futuro, quando il cittadino pretenderà, a buon diritto, di inviare la dichiarazione dei redditi con un messaggio dal cellulare, di pagare le imposte con un semplice click sul proprio profilo Fisconline, di accedere ai propri dati per ottenere una certificazione, senza muoversi da casa e senza limiti di tempo.
Molti di questi servizi sonoeffettivamente disponibili già da qualche anno e riscuotono il gradimento degli utenti. Il nostro impegno è di renderne l’utilizzo sempre più facile, esteso, conveniente. Perché questo accada, naturalmente, è necessario anche che si compia il cambiamento culturale di cui intravediamo oggi i primi segnali. È necessario, cioè, che il fisco non sia più una spiacevole incombenza da compiere al ritmo delle scadenze, ma diventi un aspetto ordinario della vita quotidiana, da gestire con la disinvolta consapevolezza con cui paghiamo le bollette delle utenze o accediamo ai canali virtuali per effettuare transazioni sul conto corrente.

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