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Enrico De Nicola il monarchico amato dalle sinistre

9 set 2017 | Nessun Comento | 146 Visite
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© Copyright 2010 CorbisCorporationEnrico De Nicola nato a Napoli il 9 novembre 1877 è stato avvocato e politico nonché primo Presidente della Repubblica Italiana.

Fu eletto, infatti, Capo Provvisorio dello Stato dall’Assemblea Costituente il 28 giugno 1946 con 396 su 501, i Repubblicani e gli Azionisti votarono per altro candidato di provata fede repubblicana e altrettanto fecero i rappresentanti dell’Uomo Qualunque, e ricoprì tale carica dal 1º luglio dello stesso anno al 31 dicembre1947. Il 1º gennaio1948, a norma della prima disposizione transitoria e finale della nuova Costituzione, esercitò le attribuzioni e assunse il titolo di Presidente della Repubblica al successivo 12 maggio.

De Nicola ricoprì, inoltre, numerosi altri incarichi pubblici: in particolare, è il primo ad aver ricoperto sia la carica di Presidente del Senato della Repubblica sia quella di Presidente della Camera dei Deputati. Nella sua vita è stato anche il primo Presidente della Corte Costituzionale.

Politicamente di area liberale giolittiana, ha la sua prima esperienza amministrativa nel Consiglio Comunale di Napoli nel 1907. Nel 1909 è eletto per la prima volta deputato, nel collegio di Afragola, per la XXIII legislatura e, quindi, confermato nel 1913. Ricopre, per brevi periodi, incarichi di governo come Sotto-Segretario, al Ministero delle Colonie nel IV Governo Giolitti e al Ministero dei Trasporti nel Governo Orlando nel 1919.

Alle elezioni del 1919 è capolista del Partito Democratico Costituzionale e viene eletto nel collegio di Napoli. Il 26 giugno 1920 è eletto Presidente della Camera dei Deputati. È rieletto nel 1921 e confermato alla Presidenza della Camera. Il 3 agosto 1921, è scelto come garante di un “patto di pacificazione” tra socialisti e fascisti, firmato nel suo ufficio di Presidenza ma poi abortito.

Con la crisi del Governo Bonomi (febbraio1922), De Nicola è in predicato per la Presidenza del Consiglio, che poi è assunta da Luigi Facta.

Dopo l’incarico di formare il governo, conferito a Mussolini, il 31 ottobre 1922, De Nicola si ritrova a presiedere la Camera il giorno del discorso di insediamento, detto “del bivacco di manipoli”. Appoggia, quale misura eccezionale, la riforma elettorale nota come “legge Acerbo” (novembre 1923) e mantiene la presidenza della Camera fino al conseguente scioglimento della stessa gennaio 1924. Alle elezioni politiche del maggio 1924, accetta di candidarsi a Napoli nel “listone fascista”, ma sebbene rieletto nelle votazioni che decretano la vittoria del fascismo, decide di non prestare giuramento e la sua elezione non viene convalidata. Si ritira quindi dalla vita politica.

Nel 1929 è però nominato dal Re Senatore del Regno su proposta dell’Alto Commissario di Napoli, ma non prende mai parte ai lavori assembleari, se non ad in rare occasioni. Lo stesso anno, in pieno regime, Ciaramella, podestà di Afragola ottiene dall’alto commissario per la provincia di Napoli l’autorizzazione a intitolargli una strada pur essendo ancora in vita. Alla cerimonia inaugurale interviene anche l’interessato, al quale viene conferita la cittadinanza onoraria.

Negli anni trenta, ebbe come collaboratori, nel suo studio legale, il futuro Presidente della Repubblica Giovanni Leone e il leader socialista, Francesco De Martino.

Dopo l’armistizio di Cassibile s’incontrò con Benedetto Croce e Carlo Sforza per trovare una soluzione finalizzata alla formazione di un Governo politico non responsabile verso l’attuale sovrano al superamento della crisi istituzionale. De Nicola propose di ricorrere alla figura del Luogotenente del Regno, da affidare al principe Umberto e si assunse la responsabilità di parlarne con il re. L’incontro avvenne a Ravello il 19 febbraio 1944 e, dopo un drammatico colloquio, Vittorio Emanuele III accettò, a decorrere dalla Liberazione di Roma.

Fu chiamato nel 1945 nella Consulta Nazionale presiedendo dal settembre di quell’anno al giugno 1946 la commissione giustizia.

L’elezione di De Nicola a capo provvisorio dello Stato fu il frutto di un lungo lavoro “diplomatico” fra i vertici dei principali partiti politici. Si convenne che dovesse scegliersi un meridionale, a compensazione della provenienza settentrionale della maggioranza dei leader politici e che stante il risicato, e dai parte monarchici contestato, scarto dei risultati del Referendum Istituzionale dovesse trattarsi di un monarchico.

L’iniziale contrapposizione delle candidature di Vittorio Emanuele Orlando (proposta da DC e destre) e di Benedetto Croce (proposta dalle sinistre e dai laici) si protrasse sterilmente per lungo tempo per evolvere infine nella comune indicazione di De Nicola, grazie principalmente all’incessante opera di convincimento condotta da De Gasperi. Fu eletto dall’Assemblea Costituente Capo provvisorio dello Stato al primo scrutinio, il 28 giugno1946 e assunse la carica il 1º luglio.

I rapporti con De Gasperi furono spesso difficili, soprattutto per la ratifica nel 1947 del Trattato di Pace con le forze vincitrici della Seconda Guerra.

Il 27 dicembre dello stesso anno, De Nicola promulgò la Costituzione della Repubblica Italiana. Con l’entrata in vigore della Carta costituzionale, il 1º gennaio1948, esercitò le attribuzioni e assunse il titolo di primo Presidente della Repubblica.

In occasione delle prime elezioni parlamentari del Presidente della Repubblica, nel maggio 1948, De Nicola desiderava di essere confermato nella carica ma era a conoscenza che Alcide De Gasperi avrebbe preferito Carlo Sforza al suo posto. Comunicò, quindi, ufficialmente di non voler accettare la conferma, e poi si rese irreperibile a ogni contatto. Contemporaneamente, però, il suo segretario fece trasportare il letto del Presidente da Palazzo Giustiniani, dove risiedeva, al Quirinale. Ciò solleticò una disposizione positiva dei partiti di sinistra e delle correnti democristiane che osteggiavano il candidato ufficiale del governo De Gasperi, Carlo Sforza. In tal modo, riuscì a ottenere, al primo scrutinio, più voti (396) del candidato governativo; anche al secondo turno fu votato da socialisti e comunisti, ottenendo un lusinghiero successo. Al quarto scrutinio, la maggioranza elesse nuovo presidente il liberale Luigi Einaudi e, di conseguenza, De Nicola cessò formalmente dalle funzioni il 12 maggio 1948.

Come ex Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola divenne di diritto Senatore a vita dal 12 maggio 1948. Fu Presidente del Senato della Repubblica dal 28 aprile 1951 al 24 giugno1952. Si dimise in occasione delle votazioni per la legge elettorale altrimenti detta “Legge Truffa”.

Il 15 dicembre 1955 divenne Giudice Costituzionale, nominato dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Ricoprì l’incarico di primo Presidente della Corte Costituzionale dal 23 gennaio 1956 (prima seduta della Corte) al 26 marzo 1957, quando si dimise.

Il 1º ottobre 1959 morì nella sua casa di Torre del Greco a 81 anni. 

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