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Ecotium, la natura non corre. Con il Distretto Culturale Daunia Vetus si discute di Economia dell’ozio

24 Mag 2009 | Un Commento | 1.920 Visite
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Ecotium“Fermate il mondo, voglio scendere”, ripeteva uno spaesato Lando Buzzanca in un film degli anni settanta, quelli della contestazione giovanile. L’odierna corsa forsennata verso una crescita a tutti i costi, fa tornare di moda l’implorazione e assume sempre più gli aspetti di un’enorme montagna di panna montata. Appariscente, inconsistente e al limite dell’impazzimento. Se a un bambino, per fortuna, sono necessari ancora i classici nove mesi per venire al mondo, non è così ormai per qualsiasi altro tipo di organismo o per qualsivoglia processo di crescita socio-economico, relazionale, personale o comunitario che sia.

Sostenere la crescita oggi, nell’ambito di una rinnovata e necessaria sostenibilità, non può che tradursi in un sostanziale rallentamento dei suoi ritmi di marcia. Correre più lentamente, per correre tutti insieme. Per evitare sperequate fughe in avanti e consentire all’intera comunità di beneficiare del benessere del progresso. Rallentare per attenuare il salto mozzafiato della cataratta di un 20% del mondo, che consuma l’80% delle risorse a disposizione.

Con Ecotium il Distretto Culturale Daunia Vetus propone un ciclo di incontri dedicati all’Economia dell’Ozio. Un invito a coltivare la capacità alla rinuncia, a favore dell’allargamento di uno spazio d’azione della mente e del sentire comune. Un’occasione per discutere e riflettere su un nuovo modello di vita sociale, che porti alla riscoperta del senso della misura, del vivere secondo parametri più umani e meno economici. Più salutari, più sobri e più rivolti alla salvaguardia del creato, che al suo vorace ed inclemente consumo.

L’Otium di un tempo da dedicare alla speculazione intellettuale, che si innesta in una crescente domanda di Eco (oikos, ambiente), riassunta dalla inquietante e al tempo stesso dolcissima riflessione-domanda della scienziata indiana Vandana Shiva: “Non importa quante canzoni avete nel vostro Ipod, quante automobili ci sono nel vostro garage o quanti libri avete sui vostri scaffali. Cosa resta della vita senza un terreno fertile?”.

Si comincia così martedì 26 maggio 2009 a Pietramontecorvino (Fg), ore 18,00 Palazzo Ducale, col sociologo Franco Cassano – “Con gli occhi del Sud”. Il 13 giugno, invece, a Celenza Valfortore (Fg) sarà la volta di Maurizio Pallante, il teorico di punta italiano sul tema – “La decrescita come via d’uscita dalla recessione”, ore18,00 Relais San Pietro. Per concludere il 24 settembre a Lucera (Fg) con Serge Latouche, l’indiscusso capostipite su queste tematiche, nonché professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Parigi XI – ore 18,00 Auditorium Centro Comunità Giovanni Paolo II – “La decrescita. Una risposta conviviale alla crisi economica”.

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