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Dolcenera, il suo nuovo album “L’evoluzione della specie” ed un tour italiano

19 mag 2011 | Nessun Commento | 2.127 Visite
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dolcenera
A che serve rimanere attaccati al proprio orticello quando tutto va a rotoli? La risposta di Dolcenera è il nuovo album ‘L’evoluzione della specie‘, dove l’artista salentina, 34 anni, canta la “voglia di vincere la paura del futuro” unendo un sound acustico a sonorità elettroniche, sul modello di gruppi come i francesi Phoenix o i newyorchesi Mgmt.

Il cambio di passo che prelude alla nuova era di Dolcenera è iniziato quasi per gioco, da una Wii con il gioco della batteria. Da lì è partita la voglia di rimettersi a studiare uno strumento, “e siccome dopo 5 album – scherza – non sono proprio digiuna”, è subito nata una passione per la batteria. Con lo studio come scintilla e l’ascolto come ispirazione è sbocciato il nuovo sound dell’album, che parte da strumenti veri e li contamina con l’elettronica, che a una musicalità leggera abbina testi pesanti o, meglio, pensanti.

Stanca di sentire telegiornali, colleghi e amici parlare solo di precariato e crisi, Dolcenera ha pensato che l’unica possibilità di uscire da questa palude fosse quella di “avere coraggio, di non rimanere attaccati all’orticello della semplicità a tutti i costi, per proteggere un pezzo di mercato che poi non esiste”. Uno statement che suona un po’ anche come una critica a colleghi più blasonati ma saldamente attaccati alla loro formula e alle rivelazioni di talent show come ‘X Factor’, magari ottimi interpreti ma non autori.

l’evoluzione della specieInsieme a sonorità e testi, con ‘L’evoluzione della specie’ è mutato anche l’utilizzo della voce: “La mia scelta è quella di non lagnarmi mai, anche cantando, perciò – racconta l’artista, capelli corti e ciuffo colorato che spiove sugli occhi da cerbiatto – ho cantato in maniera implosiva, trattenuta, quasi come una voce narrante, a discapito del bel canto e della lagna, un po’ sullo stile di Battiato”.

Così, in Evoluzione della specie uomo, l’artista salentina canta le differenze tra i sessi aggiornandole al nuovo millennio, con gli uomini amanti del potere e perciò schiavi più che saggi e donne come lei, una ragazza che vive nel suo mondo, ma che non ha paura di cosa le succede intorno. Convinta che anche l’amore non sia immutabile nei secoli, ma che anzi risenta dei tempi, Dolcenera approfondisce il suo pensiero in ‘L’amore è un gioco‘, con le donne “condannate a non lagnarsi mai”, mentre “il maschio è innamorato se lo fa”. Lei, con il suo fidanzato, ha trovato la chiave di volta 15 anni fa: “Condividere un ideale, un progetto di vita”, altrimenti le strade si separano e qualche volta – dice – è anche giusto così, perché “bisogna avere il coraggio di crescere, di cambiare”. Come lei fa in ‘La preghiera di Virginia’, ballata sui figli di genitori separati dichiaratamente ispirata a Fabrizio De Andrè, e come canta nel singolo ‘Il sole di domenica’, invito a esprimere la propria personalità carica di diversità anche ‘nel regime inconcludente delle belle apparenze’, titolo di uno dei pezzi più ispirati dell’album che, dopo la promozione nelle Fnac di Milano, Firenze (20 maggio) e Torino (21 maggio), Dolcenera proporrà dal vivo in alcune date estive e poi da ottobre con un tour tutto teatrale.

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