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Di: Marilena De Nigris

Dieci orti per dieci tendopoli, ovvero orti collettivi per le zone dell’Abruzzo colpite dal tremendo sisma

5 Giugno 2009 547 Visite Nessun Commento Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Tendopoli
La nascita delle piante è un segno tangibile di vita e una pianta che cresce e produce frutti può contribuire ad immettere un elemento di positività in comunità lacerate dal dolore, dalla perdita, dall’angoscia. Se la solidarietà massiccia che si è creata nel Paese ha ottenuto di attenuare almeno il senso di solitudine dei terremotati, ora l’emergenza è rappresentata dal senso di sradicamento, dal terribile trauma di sopravvissuti che, nelle tendopoli, con il passare dei giorni, sperimentano sempre di più impotenza, ansia e paura per un futuro incerto. Si rende dunque ora quanto mai necessario fornire sostegno psicologico agli sfollati, adulti, anziani e soprattutto bambini.

Su queste basi, il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga e Slow Food Italia, da anni impegnati in progetti comuni a tutela dell’agricoltura, della zootecnia e della biodiversità agricola, stanno portando avanti nel territorio aquilano colpito dal sisma, in stretta interazione con la Direzione di Comando e Controllo della Protezione Civile, l’iniziativa “10 Orti per 10 Tendopoli”. Si tratta di Orti Collettivi, individuati su terreni di circa 1000 mq di superficie, che stanno sorgendo accanto alle tendopoli di Camarda, Onna, Tempera, Paganica, S. Gregorio, Arischia (frazioni del Comune di L’Aquila), S. Felice d’Ocre, Pizzoli, Castelnuovo. L’ultimo orto, ancora, in fase di definizione, dovrebbe sorgere accanto alla Tendopoli di Collemaggio a L’Aquila, luogo simbolico della città.
TendopoliSlow Food si è preoccupata di reperire sul territorio motozappe, recinzioni, casette di legno porta attrezzi, concimi, zappe, stivali di gomma e innaffiatoi (anche per bambini) e tutta la strumentazione tecnica necessaria per la realizzazione delle piantagioni, mentre una grande gara di solidarietà nazionale tra i soci e i partner dell’Associazione ha portato al coinvolgimento di importanti aziende. L’ARSSA Abruzzo ha affiancato ai tecnici del Parco del Gran Sasso, Silvia de Paulis, Elena Curcetti e Luca Schillaci, i propri tecnici, Donato Silveri e Silvano Passariello. Collaborano inoltre esperti come Aurelio Manzi ed enti di tutela come la Riserva Naturale Regionale Lago di Serranella (CH) che, attraverso la propria Rete di agricoltori custodi, ha reperito piante autoctone abruzzesi adatte ai territori montani. Da non omettere il lavoro degli operai del Parco che stanno montando le recinzioni e quello dei Formatori degli Orti di Slow Food che stanno arrivando da tutta Italia per affiancare le popolazioni ed aiutarle nella gestione degli Orti Collettivi, lavoro scrupolosamente attento al mantenimento della Biodiversità Agricola, cui i partner del progetto si dedicano da sempre.

La finalità del progetto è di impegnare anziani, ragazzi e bambini delle tendopoli in un’attività positiva e coinvolgente, motivando l’attaccamento alla vita della popolazione sconvolta dall’esperienza del sisma. Al di là del valore simbolico e del messaggio insito nell’iniziativa, che individua nella crescita delle piante il paradigma stesso dell’evoluzione della vita, la scelta possiede anche una connotazione culturale, poiché riscoprire la territorialità dei prodotti della terra può essere parte di un processo di riappropriazione delle identità locali. Il lavoro nell’orto può, infine, costituire un’attività stimolante per i bambini, adatta a riscoprire il valore del gioco, della socialità e della condivisione e, in quanto richiedente un impegno fisico, può risultare utile a scaricare lo stress accumulato. A ciò si aggiunge la considerazione secondo la quale, nutrirsi di cibi naturali autoprodotti può stimolare la fiducia in se stessi e nel mondo.

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