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Di: Francesco Santoro

“Destabilizzazione” atmosfere claustrofobiche per il nuovo disco degli ideaOstile

1 Luglio 2010 940 Visite Nessun Commento Stampa questo articolo Stampa questo articolo

destabilizzazioneAtmosfere claustrofobiche e testi che esprimono malessere. Il binomio è abusato nel mondo della musica ma l’accostamento fatto dal gruppo degli ideaOstile presenta insolite soluzioni. A cominciare da quelle sonore. Lo stereotipo della band dipendente dal chitarrista, o dal tastierista, viene annullato in favore dell’anomalo espediente che tollera ben due bassi: quello a quattro corde di Massimo Longo, tra i fondatori della band nel 2002, e quello a sei corde di Ervin Bez, sopraggiunto tre anni fa. A completare la rosa della formazione, inconsueta per il panorama pop/rock, anche Lorenzo ‘Lollo’ Viale (voce), Daniele Bortoluz (violino) e Stefano Funes (batteria).

Dall’elettronica degli esordi ad un power pop alternativo, il percorso dei bellunesi ha visto cambi di formazione e stile. Per necessità, causa l’abbandono del chitarrista, e per scelta, la voglia di sperimentare nuovi percorsi, la metamorfosi sonora della band oggi è ferma ad uno stadio intermedio. Altrimenti ineffabile … destabilizzazione in corso …, il loro primo album, solo per convenzione si può imputare alla corrente dark/rock.

Allergici a definizioni di genere, infatti, gli ideaOstile fanno di tutto per non lasciare punti di riferimento. La “destabilizzazione” cui fa riferimento il titolo dell’album serpeggia in tutto il progetto e rimanda al concetto di sovversione. Gli schemi saltano a partire dalle illustrazioni commissionate ad Angelo Feltrin, autore del progetto grafico. Cupa e ricca di significati, la copertina raffigura una marionetta alla mercé di un grande orologio, il più temuto tra i pupari. Anche i testi, in particolare La mia storia e Il capitale, lasciano trasparire soggiogazione all’autocrazia del tempo. In Taunus affiora la voglia di rompere la routine e lasciare un segno prima dell’ultimo rintocco. Durante la pausa di un lavoro che porta a girovagare, a bordo della Ford Taunus (da cui il titolo del pezzo), il protagonista si concede l’ingresso in un club dove diluire, nell’alcool, le inibizioni dell’eros. Urlati senza equilibrio o sbuffati con sdegno, spesso i testi risultano introspettivi tanto da non lasciare spiragli accessibili all’ascoltatore. Scuse Geometriche, ipnotica e circolare, fa pensare all’incomunicabilità della coppia con tutti gli strascichi che frasi pensate e mai dette comportano.

… destabilizzazione in corso … è un debut album discreto e ben congegnato con il limite di un sound spesso scevro da variazioni. Fondamentali ma non sufficienti risultano le pregevoli svisate del violino di Bortoluz e le sbeccate percussive di Funes.
La band, comunque, ha qualità e saprà sfidare il dispotico tempo per migliorarsi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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