Di: Mary Divella
Dario Vergassola per “Il Libro Possibile 2012″ con le sue interviste impossibili
Anche quest’anno, e’ lui, Dario Vergassola il nome, la voce e il volto a dare vita al mix di sketch pungenti, sarcastici e ‘politically scorrect’ delle interviste impossibili, proposte al pubblico di Polignano, da ieri al 14 luglio, nell’undicesima edizione della kermesse letteraria “Il Libro Possibile”.
Dario Vergassola, 54 anni, spezzino, autore e attore comico. Attualmente collabora con Serena Dandini alla conduzione di “The Show Must Go Off”, in onda il sabato su La7. Accanto a Serena Dandini ha condotto anche le edizioni dal 2006 al 2011 di “Parla con me” su Rai3. Il suo ultimo libro e’ “Panta Rai. La notizia scorre” (Feltrinelli, 2012) che presentera’ sabato, 14 luglio alle
Approdato nel mondo dello spettacolo sotto l’ala protettrice di Giorgio Gaber, Dario Vergassola e’ diventato famoso per le irriverenti interviste sessuali alle donne, per le quali ottiene sia il premio del pubblico che della critica. E con le sue interviste impossibili, quelle a Luca Telese, ad Alessandro Cecchi Paone e a Mario Sechi, Dario Vergassola, con le sue battute a raffica, una fila di domande imprevedibili, fuori dagli schemi che fanno tabula rasa del repertorio di risposte programmate e preconfezionate, catturera’ anche quest’anno il pubblico di Polignano. Sicuramente, come sempre, nessuna concessione sara’ data ai mal capitati, i quali, sottoposti a domande al vetriolo talmente veloci, inanellate di una serie scoppiettante di battute, rivelazioni, gaffes, retroscena e segreti, stenteranno a capire o a capire subito. E anche quest’anno, numerosi accorreranno i fans di Vergassola che ormai non rinunciano al puntuale appuntamento che vede il comico ‘allestire’, per l’occorrenza, uno spettacolo live condito di frizzi, lazzi, nonsense e risate. Un attore teatrale che, anche nelle sue interviste, sa recitare e lo fa con naturalezza, ironia e spontaneita’. E, immancabilmente, ogni volta, i suoi, diventano dei veri e propri show a dir poco vulcanici ed irriverenti.
Attore, comico, autore, conduttore. Ma Dario Vergassola e’ anche scrittore. E, se in “Me la darebbe?” (Mondatori, 2002) raccoglie tutte le domande dissacranti che Vergassola ha posto alle piu’ affascinanti soubrette, il cui titolo del libro, spregiudicato e demenziale, ne riporta quella che e’ poi diventata la domanda-tormentone per la soubrette di turno, nel suo ultimo lavoro, “Panta Rai. La notizia scorre.”, le notizie, dalla televisione, arrivano in questo libro, rimbalzano, esplodono, pungono, schiacciano, schiaffeggiano e diventano battuta. E la battuta investe in pieno tutti i protagonisti della politica italiana, da Berlusconi alla Minetti, a Montezemolo, a Marchionne e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta. E rilegge, in un modo tutto vergassoliano, il Paese reale e il Paese irreale, la nostra storia, la nostra societa’. Dando al lettore la sensazione di essere in un luna park, in un universo comico, ma, allo stesso tempo, drammaticamente assurdo.
Ma, lasciamo che sia lui, il piu’ ‘cattivo’ dei comici, tra una intervista impossibile e l’altra, a parlare del suo libro, sabato 14 luglio, a Polignano. Sperando che a nessuno venga in mente di sottoporlo al fuoco di fila di domande di una intervista incalzante e davvero ‘impossibile’ per lui, questa volta.
Scoppiettante e vulcanica, anche l’intervista che Dario Vergassola ha concesso a noi di LSDmagazine.
“Il Libro Possibile” vede Dario Vergassola presente con le sue interviste impossibili da tante edizioni. Quanto e’ legato a questa manifestazione e alla citta’ che la ospita, la nostra Polignano?
Ormai, sono presente a “Il Libro Possibile” da cosi tante edizioni, cinque o sei, forse, che non me lo ricordo piu’. Infatti, comincio a parlar pugliese. Sin da quando parto per raggiungere
Quest’anno Dario Vergassola si presenta in una doppia veste: nell’irriverente protagonista delle interviste impossibili e in quella di scrittore. Vuole parlarci di “Panta Rai. La notizia scorre”, il suo ultimo libro?
Non so se sia peggio l’una o l’altra veste. Quella di presentatore, e’ divertente. Mi piace perche’, per esempio, c’e’ la nostra Rossella Santoro che fa da padrona di casa e poi, arrivo io che spiazzo un po’ con le mie domande innocue, ma divertenti. E quest’anno, sono anche nella veste di scrittore. E’ uscito il mio ultimo libro, “Panta Rai”, una raccolta di battute veloci e rapide da fare sul palco che racchiudono i tempi recentissimi, soprattutto quelli segnati dal berlusconismo, che speriamo non torni, anche se mi e’ sembrato di capire che il buon Silvio si stia lanciando in una nuova impresa. Certo, anche se le battute hanno perso la loro efficacia con l’uscita di scena di Berlusconi, speriamo, comunque, che non torni. Ebbene, il mio libro e’ dedicato a Silvio.
In “Panta Rai. La notizia scorre”, tutto scorre, nessuno e’ risparmiato. Sembra ci siano tutti, ma proprio tutti i nomi della politica e non, investiti in pieno viso da una satira pungente. Era proprio necessario farci rivivere cio’ che abbiamo gia’ tristemente vissuto?
L’Italia e’ un Paese con un po’ di alzheimer. Il mio libro, con le sue battute efficaci e brevi, vuole, comunque ricordare i fatti, gli avvenimenti che sono passati davanti ai nostri occhi e sotto il nostro naso. Per tutta Europa e per tutto il mondo, noi italiani sembravamo come addormentati, indifferenti a tutto cio’ che accadeva e che scuoteva le coscienze di tutto il mondo. C’e’ stato un momento in cui eravamo pronti a subire qualsiasi cosa. Sembrava avessimo perso ogni tipo di orgoglio, sembravamo incapaci di ribellarci. Ora c’e’ il governo dei tecnici che ci sta facendo sputare lacrime e sangue. Forse, pero’, anche questo governo, ora, sta cominciando ad esagerare.
Tra tutte le interviste impossibili, quest’anno troviamo quelle ad Alessandro Cecchi Paone, Mario Sechi e Luca Telese, quale per lei e’ quella indimenticabile?
Sono tutte importanti, per me. E’ come fare un puzzle di tutte: ce ne sono tante, diverse, ma tutte significative, per me. C’era, per esempio, per citarne alcune, chi non capiva le domande e rispondeva con una battuta che non capivo io. Oppure, c’era chi rispondeva superando le domande con la mia verve. Insomma, sono tutte degne di essere ricordate. E passiamo dalle interviste alle ‘gnocche’, fino a quelle ad intellettuali e a politici. E, queste ultime, magari, sono diventate importanti perche’ fanno apparire finalmente i politici in una veste un po’ piu’ umana.
Con l’uscita di scena di Berlusconi e di Bossi, per i comici come Dario Vergassola, iniziano ‘tempi duri’?
Sono tempi duri, ma Berlusconi che ha dichiarato di voler tornare a fare il leader, ci dara’ ancora argomenti per fare satira e far ridere. Speriamo, solo, per ridere e basta. Altrimenti, ci farebbe ripiombare nell’angoscia. Bossi credo sia completamente in disarmo, soprattutto dopo la laurea del figlio. Ci aspettano ancora belle cose, perche’ la politica italiana, comunque, riserva sempre delle sorprese. C’e’ un sottobosco di politici che dara’ a noi comici un bel da fare.
Irriverente, pungente, vulcanico, scoppiettante. Ma, nella vita privata, che uomo e’ Dario Vergassola?
A Chi? Parla di me? (sorridendo e scherzando). Nella vita privata, Dario Vergassola e’ un uomo terribilmente triste, depresso, preda di attacchi d’ansia e di panico. Molto ‘rompiballe’ in casa con i propri figli. Pero’, che sta bene e si diverte con gli amici di vecchia data, quelli delle elementari e delle medie e superiori. E, quando puo’, si prende una ‘barcona gigante’, gigante perche’ e’ larga sette metri, che si chiama “Pelandrona”, mette la prua verso Portovenere e naviga verso il tramonto delle cinque terre. In questi momenti, Dario Vergassola e’ sereno. Ma per il resto, e’ molto peggio di quello che si puo’ immaginare.
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