Ciliegine, il primo film di Laura Morante dietro la macchina da presa

Comincio con un pensiero personale: Laura Morante è la donna più bella ed affascinante del cinema italiano. Vi prego non guardate i dati anagrafici, non le rendono giustizia: lei è una creatura senza età e incarna la bellezza.
Ecco, detto questo, parliamo del suo primo film nel ruolo di regista: Ciliegine. E’ una commedia che scorre abbastanza spensieratamente davanti agli occhi dello spettatore, anche perché non ha tematiche profonde su cui soffermarsi a riflettere.
Lei come debuttante dietro la macchina da presa è stata brava, anche se (giustamente) sarà stata aiutata a dovere da Daniele Costantini (che è anche co-sceneggiatore insieme a lei). L’ idea di un film ambientato a Parigi, recitato da attori francesi (e da lei in lingua francese) e co-prodotto dai francesi è abbastanza coraggiosa, anche se ci sono dei precedenti nel cinema autoriale italiano, soprattutto riguardo ad alcuni “compagni di cinema” della stessa Morante.
Lei dice di aver avuto delle difficoltà come regista di se stessa, essendo anche la protagonista del film. Aveva per la prima volta tante responsabilità che non poteva delegare e, soprattutto, non poteva prendersi i suoi tempi per poter pensare a lungo alla sua parte da attrice. Prendere decisioni sul set, essere colei che comanda e dirige e, allo stesso tempo, interpretare l’attrice protagonista. Ma l’aver osservato di persona Nanni Moretti ed essere un’ evidente appassionata di Woody Allen l’hanno aiutata. Questa è una tipica commedia di Allen in cui però c’è una protagonista femminile. La location è Parigi, ci sono problemi di coppia per un lui e una lei che casualmente si incontrano, il loro rapporto è fatto di situazioni da commedia degli equivoci, la coppia di amici che hanno in comune comprende uno psicanalista, il co-protagonista fa delle sedute dall’analista analizzando la propria vita e il suo rapporto con le donne, la protagonista parla e si comporta in modo accelerato, paranoico e nervoso e ha una fedele amica con cui confidarsi. Insomma, manca solo la passione per il tennis.
Ecco, se non totalmente Woody Allen, una parte di Nanni Moretti c’è… e si vede eccome. Basta la sequenza con Amanda (Laura Morante) sotto la pioggia che telefona ad Antoine (Pascal Elbé) e gli dice che sta andando a vedere da sola un film finlandese, chiedendogli di unirsi a lei in questa “scorpacciata di malinconia”. Mi ha tanto ricordato la solitudine notturna immersa nella triste malinconia di una Nutella gigante…
Laura Morante ha detto di essere una grande estimatrice di Woody Allen, però ha anche detto che la sua recitazione in questo film è ispirata a Lucy dei Peanuts, in cui sia lei come persona sia il suo personaggio si rispecchiano. Non si può darle torto, perchè Amanda è proprio Lucy, mixata con Woody e Nanni. Insomma, non esattamente un insieme di personalità facili ed abbordabili. Ne sanno qualcosa Charlie Brown, Linus, Silvio Orlando, Margherita Buy, Diane Keaton, Mia Farrow…
Ad interpretare l’altra faccia della medaglia c’è il bravo Pascal Elbé nel ruolo di Antoine, uomo appena uscito da una delusione matrimoniale e non esattamente deciso a rimettersi in gioco nell’ immediato. Isabelle Carré interpreta Florance, la migliore amica di Amanda, donna sentimentale e romantica decisa a tutto pur di vedere sistemata la sua amica del cuore. Molto carini i duetti tra Florence e suo marito in casa, con i dialoghi che avvengono con lui in bagno e lei fuori dalla porta del bagno chiusa. Suo marito, lo psicanalista interpretato da Patrice Thibaud, si esprime per tutto il film con delle metafore molto divertenti e alla fine sarà proprio lui ad avere ragione su tutta la situazione, tanto che intitolerà il suo nuovo saggio “Ciliegine”, basandolo sull’analisi delle ultime vicissitudini sentimentali di Amanda. Il tema centrale di questo film è l’equivoco, in cui ad un certo punto la fa da padrone un fantastico Samir Guesmi, attore davvero bravo notato dalla Morante mentre recitava una piccola parte in un film a noi sconosciuto.
Purtroppo il cameo di Ennio Fantastichini nell’ improbabile ruolo di un miliardario arabo dà quel tocco di italianità che forse era meglio evitare. Un personaggio assolutamente gratuito un po’ da cinepanettone.
Insomma, questo film è una buona commedia, è girato bene (per essere un’ opera prima) e va dato a Laura Morante il riconoscimento di averlo voluto realizzare in francese in terra d’oltralpe con cast e troupe francesi. Non è certo un film che rimarrà nella storia, però è piacevole e a lunghi tratti divertente. Involontariamente esce nei cinema cavalcando nel momento giusto l’ exploit del cinema francese che in questi ultimi due anni ci allieta a suon di commedie senza troppe pretese ma con un grande successo.
Non vi rivelerò la trama del film né il finale. E soprattutto non vi dirò perché si intitola “Ciliegine”. Dovrete scoprirlo voi.
PRODUZIONE ITALIANA: Nuts and Bolts Production, Francesco Giammatteo
PRODUZIONE FRANCESE: Maison de Cinema, Philippe Carcassonne, Soudaine Compagnie, Bruno Pesery
DISTRIBUITO DA: Bolero Film
NELLE SALE ITALIANE DA: 13 Aprile 2012
Tag: ciliegine , Francesco Giammatteo , Francia , Laura Morante , Pascal Elbé , regista , Samir Guesmi
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