Di: Michele Traversa
Birra Peroni. Viaggio nello stabilimento simbolo dell’Italia nel mondo
Era il lontano 1864, quando il capostipite Francesco Peroni inaugurò a Vigevano la prima fabbrica di birra, senza immaginare che quel marchio sarebbe diventato uno dei simboli del made in Italy nel mondo. In Italia, all’epoca i consumi pro capite di birra non superavano gli 0,70 litri (contro i 219, ad esempio, della Baviera), ma la produzione incontrò il riscontro del pubblico e quella di Francesco Peroni fu una scommessa vincente, tanto che nel 1872 l’azienda si trasferì a Roma, fregiandosi, nei primi anni dell’unità, dello stemma reale, riservato ai fornitori ufficiali di Casa Savoia e nel giro di quindici anni, la Ditta Peroni diventò una delle principali realtà imprenditoriali del Paese. L’azienda scavalca il secolo, e scandisce il passare degli anni e delle mode con le celebri locandine pubblicitarie diventando in questi anni una delle operazioni commerciali meglio riuscite nella storia della pubblicità, aprono nuove grandi fabbriche, soprattutto nell’Italia centro-meridionale, (la stabilimento di Bari nacque nel 1963). La birra scopre la televisione ed il «Carosello», con i protagonisti del jet-set dell’epoca: Fred Buscaglione, Anita Ekberg, Mina, Ugo Tognazzi, lo slogan “Chiamami Peroni, sarò la tua birra”, ha attraversato il Novecento, e le belle ragazze bionde che lo hanno pronunciato sono entrate nell’immaginario collettivo. Ultimo tra questi, Renzo Arbore che, negli anni Ottanta, invita a “meditare” sulle virtù della birra con il celeberrimo motto: “Birra, e sai cosa bevi”.
Intanto, nel 1963, in omaggio al transatlantico Rex, vincitore, nel 1933, della “Blue Ribbon“, era nata Nastro Azzurro, trasformatasi presto in uno dei prodotti di punta dell’azienda, e sponsor, ancora oggi di importanti regate e competizioni veliche, festival musicali, squadre di ragby e tanto ma tanto altro.
Dal 2003 la birra Peroni è diventata sudafricana, infatti il celebre marchio è stato acquistato dalla SabMiller di Johannesburg, secondo produttore mondiale di birra. L’accordo fra la società italiana e il gruppo sudafricano prevede l’acquisizione di una quota di maggioranza del capitale Peroni compresa tra il 51% e il 60%.
Noi di LSDmagazine siamo entrati nello stabilimento barese della Birra Peroni accompagnati dal dott. Michele Tatone, direttore vendite canale Horeca per il Sud Italia ed al dott. Sabino De Francesco, responsabile della produzione dello stabilimento pugliese e tra silos, magazzini, laboratori di analisi ed area dedicata alla distribuzione ci hanno fatto capire in una visita di poco meno di due ore la complessità e tutte le maestranze impiegate per la produzione e commercializzazione di questo “gustoso” prodotto.
«Cambiano i consumi, i protagonisti e anche i canali di vendita della birra - ci dice Michele Tatone - se ieri si acquistava, con una certa frequenza, nei piccoli negozi sotto casa, ormai a farla da padrone è la grande distribuzione, con scaffali sempre più forniti in varietà, stili e quantità di marchi: oltre 200, più del doppio rispetto a dieci anni fa. Oltre ai numeri è cambiato anche il rapporto degli italiani con la birra, bevanda sempre più identificabile con un prodotto moderatamente alcolico, naturale e versatile, compatibile con la dieta mediterranea».
«Un prodotto sempre più legato al concetto di un’alimentazione equilibrata oltre che, ovviamente, a quello di un consumo responsabile, dove le numerose campagne sul tema stanno notevolmente cambiando il concetto di birreria: sempre più vicino alla realtà del concetto di “beer and food”. La bevanda che fino a dieci anni fa si consumava al massimo con la pizza, contende oggi al vino il primato di regina dei pasti fuori di casa: soprattutto nei grandi ristoranti che la propongono ‘a la carte’ quasi ad affermare che, ormai, è scelta da intenditori. Questo vale anche per i grandi ristoranti che alla birra dedicano veri e propri menu di degustazione - per concept store, wine & beer bar, perfino librerie, oltre alle tante enoteche che hanno fatto il “gran tuffo” nella birra e che a portato il nostro marchio “Birra Peroni” ad un +6% nonostante la crisi mondiale, conclude Michele Tatone.

Gli si affianca Sabino De Francesco, «gli stabilimenti di produzione del gruppo sono tre (Bari, Roma e Padova), ed una capacità di quattro milioni e 800 mila ettolitri nel totale, e l’accordo con la SabMiller ha rappresentato un’occasione” importante di rilancio per il marchio, rendendo questo stabilimento all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. L’espansione in Italia è accresciuta tramite l’acquisizione di marchi (Birra d’Abruzzo, Birra Livorno, Birra Raffo, Birra Dormish,…) e l’attività dell’azienda è inesauribile, tra le tante attività a breve si organizzerà un corso di formazione legati al mondo della birra alla spina, che riscuote tanto successo tra i giovani conclude De Francesco. E che dire da parte nostra…. luga vita alla “Peroni” va non poteva che andare a ….”tutta Birra”.
In foto alcuni luoghi dello stabilimento della Birra Peroni a Bari ed al centro dell’articolo il dott. Michele Tatone, direttore vendite canale Horeca per il Sud Italia ed il dott. Sabino De Francesco, responsabile della produzione.
In basso un video di you tube che racchiunde la filosofia della Birra Peroni che ha accompagnato generazioni intere d’italiani
Tag: Bari , birra peroni , Birra Raffo , lsdmagazine , michele tatone , nastro Azzurro , sabino de francesco , sabMiller
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