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Bif&st 2017: Greta Scacchi protagonista della masterclass al Petruzzelli

24 Apr 2017 | Nessun Commento | 658 Visite
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IMG_0066Continuano gli appuntamenti con le masterclass al Teatro Petruzzelli.
Greta Scacchi è stata la protagonista di questa mattina, l’attrice è giunta nel capoluogo pugliese anche per presentare, insieme al resto del cast, il film di Gianni Amelio ‘La Tenerezza’ proiettato nella serata inaugurale del Bif&st 2017.

Coordinata da Franco Montini, l’attrice, che ha debuttato nel 1982 con il film tedesco “La moglie… gli uccelli”, ha lavorato con tanti registi di diverse nazionalità con periodiche incursioni anche a Hollywood dove ha girato, tra gli altri, “I protagonisti” di Robert Altman.
Proprio il rapporto con il regista è stato l’argomento che ha aperto l’incontro: “Quando ha girato ‘I protagonisti’ la carriera hollywoodiana di Altman era in declino, non faceva film da qualche anno ma lui era comunque molto amato dagli attori. Poi una piccola produzione indipendente gli propose l’adattamento di un libro di Michael Tolkin che ironizzava proprio sul sistema degli studios. Quando mi fu proposta la parte, non volevo fare il film perché temevo di restare intrappolata nello stereotipo della bella bionda che incarna l’immaginario maschile. Poi, però, lui ebbe l’idea di ribaltare le convenzioni, di fare l’opposto di quello che ci si sarebbe aspettato. Come, ad esempio, farmi vestire di bianco durante la scena del funerale”.

La Scacchi, nata a Milano e poi trasferitasi all’età di tre anni in Inghilterra e poi in Australia, ammette di essere molto legata all’Italia : “Ho sempre amato girare film in Italia, mi piace l’atmosfera, mi piace l’affetto che esprimono le persone, ricordo in particolare l’esperienza di ‘Good Morning Babilonia’ dei fratelli Taviani con maestranze che annoveravano tre generazioni di elettricisti, gente che si capiva al volo, per telepatia.”

Continuando a parlare della terra che le ha dato i natali racconta: “mio padre non hai mai voluto che parlassi in italiano, l’inglese è stata da subito la mia lingua madre e questo mi ha molto aiutato nella mia carriera. Tuttavia ho sempre avuto l’italiano nelle orecchie, e sentendo i miei genitori da piccola ho capito come fosse davvero la lingua più bella per litigare!”
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Sorride, poi, alla domanda sul suo rifiuto di interpretare ‘Basic instinct’ e aggiunge: “In effetti, sono più famosa per i film che non ho fatto che per quelli che ho fatto (ride!)” e dopo qualche attimo di esitazione –continua- “e mi fermo qui!!”, suscitando le risate del pubblico presente.
Continua raccontando il rapporto con James Ivory, che la diresse in “Calore e polvere” e che lanciò di fatto la sua carriera. “Iniziò le riprese senza aver fatto prima le prove, la scena si faceva direttamente sul set. Ma Ivory stesso faceva metà del lavoro dell’attore semplicemente scegliendolo. D’altronde i dialoghi di Ruth Prawer Jhabvala erano già perfetti. La stessa cosa l’ho ritrovata recentemente con Gianni Amelio in “La tenerezza” e che non mi ha detto praticamente nulla su quello che avrei dovuto fare, mi ha detto semplicemente ‘fai tu’.”
Il film di Amelio segna il ritorno al cinema dell’attrice che da tempo si dedica quasi esclusivamente al teatro. “Ci tenevo molto all’inizio della mia carriera, ho avuto successo velocemente e sentivo l’esigenza di fare teatro per crescere, per sperimentare. Invece ora che faccio tanto teatro, rimpiango il cinema!”.

 

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