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Bif&st 2017: Carlo ed Enrico Vanzina si raccontano e ricordano il padre Steno

26 apr 2017 | Nessun Commento | 1.084 Visite
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IMG_0104Sono stati i fratelli Vanzina, Carlo ed Enrico, gli ospiti della masterclass di stamane al Teatro Petruzzelli per il Bif&st 2017.

Un viaggio nel cinema italiano che è partito dal racconto dei lavori del padre Steno (Stefano Vanzina), di cui quest’anno ricorrono i 100 dalla nascita, per arrivare ai giorni nostri e ai tanti film che portano la firma dei Vanzina (per la regia o la sceneggiatura).

Moderati da David Grieco, anch’esso sceneggiatore e regista, i due fratelli iniziano l’incontro con il ricordo di Totò : “Papà -ci dice Enrico- era amico sia di Totò l’attore che del Principe De Curtis. Perché Totò era davvero due persone. Dopo la separazione con Monicelli, si spartirono i suoi film, a papà toccarono quelli più comici. Verso la fine della sua carriera consegnarono a Totò un premio della sua città, Napoli e a festeggiarlo c’era solo nostro padre. Fu lì che papà lo vide piangere nei camerini del Teatro Mediterraneo. Non poteva sapere che dopo la sua morte sarebbe diventato immortale grazie alla riproposizione dei suoi film in televisione”.
“La commedia all’italiana nasce da una forte coesione tra autori, registi, produttori e attori che oggi non c’è più” –prosegue poi Carlo–. Nostro padre, che era essenzialmente un liberale, era amico e lavorava con persone che la pensavano diversamente da lui, all’inizio nei bar perché nessuno aveva una casa abbastanza dignitosa da poter ospitare gli altri e poi in una camera d’albergo che avevano affittato tutti insieme e dove sul letto si affastellavano copioni su copioni, con quelli di Totò che si confondevano con quelli di Antonioni”.

Si passa, poi, a parlare di un altro grande personaggio, Alberto Sordi con il quale Steno inventò il personaggio di Nando Moriconi, ‘l’americano a Roma’, che fece la sua prima apparizione in “Un giorno in pretura”, proiettato prima della Masterclass.
“Sono stato aiuto regia di Sordi -ricorda Carlo- proprio qui al Teatro Petruzzelli venimmo a girare una scena di ‘Polvere di stelle’. Il teatro era gremito di comparse e quando Sordi rifece i più famosi sketch di avanspettacolo ci fu un vero tripudio, non dovemmo dare alcuna istruzione. Sono stato anche aiuto di Monicelli –aggiunge- era cattivissimo, mi trattava male, io tornavo spesso a casa piangendo. Però poi mi richiamava sempre”.
Enrico, invece, una volta si trovò a fare da interprete a Sordi durante una intervista che gli fece Andy Warhol a New York “Gli chiese come facesse a passare con tanta disinvoltura da un personaggio all’altro e lui rispose: ‘cambiando cappello!’.IMG_0105

Dopo una clip mostrata durante l’incontro per ricordare i tanti attori che hanno interpretato i film di Steno si è proseguito citando le tante scoperte fatta da Enrico e Carlo. Da Diego Abbattantuono a Cristian De Sica. “Ad esempio –continua Enrico- il produttore di ‘Sapore di sale’ non voleva né De Sica né Virna Lisi. Poi il film segnò la carriera di Christian e Virna Lisi vinse sia il David di Donatello che il Nastro d’Argento.”
“La nostra carriera si può dire che sia iniziata con quel film, credo che lì abbiamo trovato quello che si può dire lo ‘stile Vanzina’, fatto di commedie corali, con musica adeguata, con le quali si ride, si sorride e ci si intenerisce anche un po’.”

I Vanzina sono conosciuti per aver ‘inventato’ il cinema di Natale, oggi chiamato ‘Cinepanettone’ : “L’ultimo lo abbiamo fatto nel ’99 –sorride Enrico – eppure continuano ad attribuirli a noi”. E Carlo continua: “Neri Parenti, che ha raccolto il nostro testimone, mi ha raccontato che una volta in Egitto durante le riprese di ‘Vacanze nel Nilo’ una comitiva di italiani si è avvicinata e gli ha detto: ‘Signor Vanzina, ci firmerebbe un autografo’?”.

Come non parlare del film ‘Febbre da cavallo’ la commedia di Steno che passò quasi inosservata all’uscita per poi diventare da lì a qualche anno un film di culto. “La prima sceneggiatura era di Alfredo Giannetti, poi ci rimettemmo le mani io e papà –ci dice Enrico.
“Nella mostra allestita a Roma alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna per i 100 anni dalla nascita di papà –prosegue Carlo- c’è uno spazio riservato a ‘Febbre da cavallo’ in cui troneggia uno stralcio della recensione di un famoso critico secondo cui il film aveva il peggior difetto per una commedia: non faceva ridere. Pensate un po’.”

Si conclude l’incontro con la divisone dei compiti.  Enrico: “A me piace scrivere. E Carlo è il regista con cui ho sempre lavorato meglio, anzi secondo me è il miglior regista che c’è, lo dico qui per la prima volta. È bravo a scrivere, a dirigere, ha gusto nella scelta degli attori, è spiritoso. È un fuoriclasse. Mi ricorda papà e penso che sia il miglior complimento che possa fargli!”.

Rincontreremo i fratelli Vanzina questa sera per ricevere il Federico Fellini Platinum Award al Teatro Petruzzelli prima della proiezione del film in programma.

 

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