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Angels in America di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani al teatro Elfo Puccini

1 Giu 2012 | Nessun Commento | 1.017 Visite
Di:

Angels in America
Il cinquantaseienne drammaturgo di New York, Tony Kushner, anche attore e sceneggiatore, a giusta ragione pluripremiato e osannato dalla critica, mostra con “Angels in America: a Gay Fantasia on National Themes” un affresco di ampio respiro sull’America di Reagan, in stato di completo disfacimento, in cui imperano scandali, intolleranza, razzismo, corruzione politica ed agisce una spinta reazionaria e conservatrice che ne ostacola il progresso. Un testo visionario dalla forza sorprendente, una storia ambientata nella Big Apple degli anni ’80: Prior si ammala d’Aids e il suo compagno Luis per paura lo lascia al suo triste destino. Joe, avvocato mormone, combatte la sua omosessualità in un rapporto falsato con Harper, moglie insoddisfatta che si imbottisce di pasticche, Roy è un egocentrico uomo di potere, cinico e corrotto, omosessuale e omofobo, chiuso nel suo mondo. Angels è una potente allegoria sulla condizione degli omosessuali, un onirico viaggio nella colpa, nel timore della condanna e della pena, ma con un finale fiducioso nella rinascita.
Il testo, diventato un serial tv del 2003 interpretato, fra gli altri, da Al Pacino, Meryl Streep ed Emma Thompson, è presentato al Teatro dell’Elfo di Milano in un due parti, Si avvicina il millennio e Perestroika, che possono andare in scena singolarmente o in un unico spettacolo di circa sette ore. La sapiente e efficacissima regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani ha costruito uno spettacolo di grande impatto emotivo, cinico, commovente, incisivo e visionario, ma che veleggia sull’onda della leggerezza grazie ad un grande senso dell’ironia. I toni apocalittici da incubo infernale che, nella fine della prima parte, culminano nell’apparizione dell’Angelo vendicatore si attenuano, nella seconda parte, in una visionarietà dalle tinte meno accese.

Le funzionali scenografie di Carlo Sala, supportate dalle fantastiche proiezioni video, sui tre lati del palcoscenico, di Francesco Frongia contribuiscono a creare le atmosfere visionarie, oniriche e fantasiose richieste dal testo. Affiatata e di ottimo livello la Compagnia, guidata in scena da uno strepitoso Elio De Capitani, il quale disegna un Roy M. Cohn, potente e corrotto avvocato repubblicano, di enorme incisività, grintoso, viscido e cinico; di grande spessore Eduardo Ribatto, Prior, il profeta laico, che riesce a destreggiarsi tra ironia e tragedia con magistrale misura; così come equilibrato, preciso e divertente è Fabrizio Matteini; ma bravi sono anche Umberto Petranca, Louis, politicizzato amante di Prior, e Cristian Giammarini, il rampante e turbato avvocato Joe Pitt, e nelle parti femminili, Ida Marinelli e Cristina Crippa, impegnate in più ruoli; Elena Russo Arman, tormentata moglie di Joe e Sara Borsarelli, l’Angelo vendicatore. Lo spettacolo, dal 2007 ad oggi, ha vinto numerosi premi fra cui tre Ubu : ad Elio De Capitani, Umberto Petranca e Ida Marinelli è in scena fino al tre giugno.

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