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Il nostro viaggio nel Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere ad Ostuni

13 mar 2017 | Nessun Commento | 904 Visite
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thumbnail_PARCO_1La città bianca di Ostuni e la distesa di ulivi millenari che dalle colline si estendono fino a tuffarsi nel mare cristallino del territorio di Fasano, ospitano il “Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere” a cavallo tra i due comuni a nord della provincia di Brindisi. Il Parco, si distende per più di mille ettari, percorre circa 8 chilometri di costa, precisamente da Torre Canne a Torre San Leonardo e di lì si spinge internamente nella piana degli ulivi secolari seguendo il corso di alcune lame, tipiche del territorio. È possibile suddividere il territorio all’interno del Parco in quattro aree distinte, che si amalgamano tra loro in un cuntinuum che parte dal mare e dalla spiaggia, per poi estendersi sulle dune, sugli stagni retrodunali e sulle aree agricole dell’entroterra. È senza dubbio uno dei paesaggi più affascinanti della nostra regione e la sua bellezza viene ad essere resa ancora più ricca di fascino e di storia dalla presenza della via Traiana, vero e proprio filo conduttore di questo paesaggio e ricca di testimonianze importanti della storia del territorio e del patrimonio materiale e immateriale che caratterizza la Puglia intera, vale a dire insediamenti rupestri, frantoi ipogei romani e medievali, masserie storiche, ma anche semplici muretti a secco e terrazzamenti che fanno da cornice alla maestosità di ulivi millenari, vero e proprio ponte tra passato e futuro e patrimonio simbolo della civiltà del sud Italia.thumbnail_torre San Leonardo

Ogni singola area del territorio presenta sue tipicità e particolarità, che messe insieme vanno a costituire un trionfo di biodiversità. La Posidonia Oceanica che si trova a partire dai 10 – 12 metri di profondità nei fondali sabbiosi è indicatore di ottima qualità delle acque. Le dune fossili sono ricoperte da vegetazione pseudo-steppica con splendide fioriture di orchidee selvatiche. L’area agricola dell’entroterra presenta ulivi monumentali plurisecolari, molti dei quali risalgono all’epoca in cui fu costruita la via Traiana, intorno al 109 d.C. Ma anche frantoi ipogei per la lavorazione e produzione dell’olio, ricavati nelle cavità naturali, masserie secentesche e settecentesche a presidio dei possedimenti agricoli e simbolo di aggregazione comunitaria in passato e che oggi ricoprono un importante ruolo per la ricettività turistica in tutta la regione. E infine lame, fiumi fossili con vegetazione spontanea e scrigno di biodiversità.

Il Parco delle Dune Costiere, istituito nel 2006, ha avuto sin da subito l’obiettivo di tutelare e valorizzare un’area, come quella balneare e agricola, che subiva costantemente le pressioni antropiche non solo durante la stagione estiva. Il territorio ha una fortissima vocazione turistica balneare e il flusso di presenze turistiche in continuo aumento non ha permesso alla natura, con il passare degli anni, di essere resiliente a tal punto da ripristinare la biodiversità e gli habitat naturali delle numerose specie che dimorano o transitano nei periodi migratori. Grazie alla collaborazione della Protezione Civile, del Corpo Forestale e dell’ARIF, il primo obiettivo raggiunto del consorzio è stato quello di regolamentare e diminuire la pressione di stabilimenti balneari, aree residenziali e parcheggi ubicati nelle aree retrodunali costiere, proprio a tutela dell’area naturale protetta SIC (Sito di Importanza Comunitaria) che abbraccia proprio i cordoni dunali a macchia mediterranea. In seguito, il rafforzamento dell’azione è stato volto a sensibilizzare la comunità locale e gli operatori economici attraverso campagne di promozione delle buone pratiche a tutela dell’ambiente e il coinvolgimento degli operatori stessi all’interno dei processi economici, con l’obiettivo di responsabilizzarli per il bene della collettività. Il percorso di partecipazione e coinvolgimento della comunità locale al fine di renderla parte attiva nelle politiche di conservazione e tutela degli habitat naturali ha comportato esempi positivi di recupero della legalità, che ha fatto comprendere in maniera concreta quanto il rispetto delle regole sia collegato indissolubilmente con nuove opportunità economiche e ambientali.

La realizzazione di percorsi turistici e culturali condivisi con agricoltori, operatori turistici e associazioni escursionistiche e cicloturistiche per visitare masserie, frantoi ipogei, antichi insediamenti rupestri e un Dolmen del II millennio a.C., ha permesso la fruizione in chiave turistica del territorio, aumentando il prodotto turistico in un sistema maggiormente integrato.

 

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