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Alla Bocconi: “La rilevanza sociale culturale ed economica di Striscia la Notizia”

29 nov 2011 | Nessun Comento | 1.504 Visite
Di:

Bocconi
Si è tenuta  l’Aula Magna dell’Università Commerciale Luigi Bocconi  l’esposizione sull’indagine “La rilevanza sociale culturale ed economica di Striscia la Notizia. Dalla nascita a oggi”.
La ricerca demo-socio-economica condotta dal CReSV (Centro di Ricerche su Sostenibilità e Valore dell’Università Bocconi) con i team dei professori Maurizio Dallocchio (Nomura Chair of Corporate Finance, Università Bocconi) e Severino Salvemini (Professore di Organizzazione aziendale, Università Bocconi) è stata svolta per cercare di quantificare la rilevanza sociale, culturale ed economica della trasmissione, al di là dell’intrattenimento.
A discutere gli esiti della ricerca, oltre ai due autori sopracitati, sono intervenuti: l’ideatore di Striscia la Notizia, Antonio Ricci ed alcuni esponenti di spicco del mondo dei media e della società, Alessandro Salem (direttore generale contenuti Mediaset) in sostituzione di Fedele Confalonieri (Presidente Mediaset), Carlo Freccero (Direttore Rai4), Piergaetano Marchetti (Presidente del Cda di RCS MediaGroup e prof. Di diritto commerciale, Università Bocconi), Livia Pomodoro (Presidente del Tribunale di Milano), Marco Magnifico (Vice Presidente esecutivo del FAI).

Circa dieci anni fa Ricci tenne un ciclo di lezioni alla Sorbona di Parigi: questa volta Striscia torna in Università come “oggetto di studio” producendo una contaminazione tra paese reale ed accademia.
E’ così che il programma nato come forma di intrattenimento nell’arco di oltre 20 anni di vita, ha di fatto fidelizzato un pubblico molto ampio, sostenendo importanti cause di giustizia sociale a livello nazionale.

Il motivo della ricerca è stato dunque quello di determinare in Striscia la Notizia:
- l’ampiezza del raggio d’azione delle indagini
- l’interazione con il pubblico
- le implicazioni economiche
- le implicazioni giuridiche e legali
- l’innovazione nel linguaggio televisivo

antonio ricciEd è così che si è arrivati a determinare come il programma televisivo sia intervenuto in una serie di aree di vasta portata che vanno dall’ambiente, animali, caro prezzi, disagi e disservizi, lavoro, pubblicità occulta e tarocchi TV, raggiri, malasanità, sicurezza, sprechi e incompiute, fino ad arrivare a tangentopoli, usura e chiudere con Striscia a Sanremo.
Estrapolando un po’ di dati si è arrivato a riscontrare come con l’andare in onda del programma, cresca l’attenzione del pubblico verso le problematiche legate alle truffe ed alla “mala gestione” della res pubblica.
Tutto questo in un’assoluta trasversalità territoriale e con una diffusione che pervade ogni tipo di classe sociale… Va sottolineata la forte crescita dei fruitori universitari della trasmissione.
Quello che però è un dato sconcertante riguarda i 58 miliardi di euro di denaro pubblico mal utilizzato e denunciato da Striscia (dato per altro quantificato solo al 40%, in quanto il restante 60% non è stato possibile quantificarlo) ed i relativi 7,8 miliardi di euro recuperati grazie all’intervento del programma.
La maggioranza di tali “sprechi” riguardava il settore dei trasporti (strade ed autostrade in primis e le ferrovie)
Si è così evidenziata una forte collaborazione tra la trasmissione e le forze dell’ordine che ha portato ad una serie di arresti e di sentenze favorevoli a Striscia per il 90,5% delle denunce.
E’ così dunque che Striscia la Notizia è riuscita in questi anni a mantenere la riconoscibilità e l’istintività, ma allo stesso tempo è stata manipolata e declinata in vario modo.
Gli ingredienti sono i diversi conduttori, i personaggi, i codici, le sigle musicali, le scenografie, l’originale processo del gruppo di autori, i quali hanno caratterizzato il programma consentendogli di sintonizzarsi con l’attualità del Paese e di anticipare spesso il gusto dei telespettatori.
Il pensiero strategico degli ideatori della trasmissione si è modificato in modo proattivo nel tempo, permettendo di inserire nel palinsesto le dinamiche della società e gli accadimenti di ogni giorno, nonché linguaggi sempre al passo con i tempi.
Ciò ha consentito un ciclo di vita del prodotto televisivo molto lungo e fa di Striscia la Notizia un caso unico di long seller, che potrebbe essere oggetto di studio aziendale con l’intento di replicarne gli effetti.

Il mese scorso Ricci, a margine della serata conclusiva di “Ottobre… De Andrè“, aveva dichiarato: “Striscia la Notizia è una trasmissione di strada, tanto è vero che ne abbiamo una dipinta sulla scrivania: senza la strada non si va da nessuna parte. Tanti hanno paura di fare brutti incontri, ma in realtà questa è l’unica maniera per conoscere gli altri e per conoscersi. Noi abbiamo i nostri inviati per strada e proprio dalla strada ci arrivano le segnalazioni, per cui riusciamo a mantenere il contatto con la gente”.
Anche oggi non è stato da meno e non appena è “salito in cattedra” ha cominciato a dispensare perle di saggezza condite con abile sarcasmo: “La televisione è il mezzo ideale per falsificare, proprio perché non esiste una sola verità, ed è questo l’obiettivo di Striscia, fornire una verità diversa da quella categorica degli altri TG, una verità basata sul dubbio e consacrata nell’immagine del gabibbo (corpo di Giuliano Ferrara con testa di Besugo/Caciucco) che fa le campagne per il popolo, ma anche le televendite, proprio come massimo rappresentante della nostra cultura”.
Poi rincara la dose “La televisione va bene per le televendite, non per far cultura… La cultura richiede tempi che non sono quelli televisivi e poi richiede scambio, interazione, non una comunicazione unilaterale”.
Alla domanda se si fosse stancato di Striscia, conclude: “Se non facessi striscia andrei a fare le risse in qualche bar”.

A questo punto resta solo a me concludere… e quale più degno epilogo che riportare una citazione fatta da Alessandro Salem in apertura: “ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi e poi ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili” B. Brecht

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