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1991-1995 La resa dei conti , il libro di Nicola Mascellaro stasera al Palace hotel di Bari

8 giu 2017 | Nessun Commento | 1.346 Visite
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La resa dei conti copertina

Si terrà questo pomeriggio, 8 giugno alle 18 presso il Palace Hotel, in via Lombardi 13 a Bari, la presentazione dell’ultimo libro di Nicola Mascellaro 1991-1995 LA RESA DEI CONTI, gli anni che non cambiarono l’Italia, edito dalla Di Marsico Libri.

Un ampio affresco in nero degli anni di Tangentopoli, delle stragi di mafia e del passaggio dalla prima alla seconda Repubblica arricchito dalle vignette di satira politica e sociale di Nico Pillinini.

All’incontro interverranno: Simone di Cagno Abbrescia, già sindaco di Bari e Giuseppe De Tomaso, direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno. Modera il giornalista Egidio Pani. L’attore Luciano Montrone leggerà alcuni brani del libro.

Al dibattito saranno presenti l’Autore e Nico Pillinini. 

Questo nuovo volume di Nicola Mascellaro dimostra che il penultimo quinquennio del secolo scorso ha la stessa validità sociale, economica e culturale di altri periodi fondamentali del secolo: rappresenta una svolta, una cesura col passato, una rivoluzione, l’inizio della fine di un’epoca, l’avvio di una trasformazione complessiva di un intero Paese, l’inizio di una faticosa e dolorosa transizione, caratterizzato dalla crisi delle istituzioni e da un devastante degrado etico della gestione della vita pubblica i cui effetti sono visibili, vistosi e non ancora superati.

Nella realtà sono accadute cose che non riusciamo ad inventarci… dirà uno dei tanti protagonisti che affollano le pagine di questo libro. Cinque anni di cronache dettagliate e documentate del periodo più complesso dell’Italia repubblicana, sintetizzata in modo così stringente e incalzante da sembrare più avvincente di un romanzo. Ma è storia vera, con personaggi veri e accade in Italia.

È un’opera corale, ricca di colpi di scena, di miseria morale, di storie personali pietose, impietose e crudeli; di vendette trasversali, di delazioni e tradimenti, di agguati e trappole, di suicidi e morti misteriose, di stragi barbariche; di illeciti arricchimenti, di imperi finanziari che crollano, di aziende in rovina, di potenti e arroganti uomini politici declassati, costretti all’anonimato, all’esilio; di interi partiti cancellati dalla geografia politica del Paese, di ricchezze accumulate sulla pelle di milioni di cittadini onesti, degli ammalati; di teatri bruciati e opere d’arte distrutte.

È un susseguirsi di avvenimenti e vicende così intense da lasciare senza fiato. È nel degrado, nella confusione più totale Stato, regioni, comuni e provincie consumano l’ultimo sacco delle finanze pubbliche.

È la cronaca di una svolta radicale, di una incruenta ‘rivoluzione’ politica e sociale. È la cronaca della caduta di una Repubblica… ma quel ch’è peggio è che quelli che restano stanno nel medesimo errore e vivono nel medesimo disordine, scriveva Niccolò Machiavelli nel 1520.

Poi, un giorno, un servitore di quello Stato che si stava dilapidando, Antonio Di Pietro, un ‘ignoto’ procuratore di uno sperduto paese del Molise, Montenero di Bisaccia, si presentò, in veste di oste, al lungo tavolo dei commensali e disse: Signori, la festa è finita, le libagioni pure, è tempo di saldare il conto.

Comincia così la fine morale, politica e professionale di migliaia di persone; la fine dei partiti politici storici, la fine della prima Repubblica e, con la discesa in campo di un Cavaliere mediatico, con un’orda di ‘barbari’ secessionisti e di una nuova destra, iniziano gli anni della seconda Repubblica o… della restaurazione.

Io sono profondamente convinto delle mie esternazioni, dirà Francesco Cossiga, perché sono convinto che questo Paese abbia bisogno di una profonda rivoluzione: una rivoluzione morale, politica, istituzionale… ci sono problemi, come quelli della criminalità e delle riforme, su cui quello che si deve fare lo sanno tutti e, o si ha il coraggio di farle, o no… mi metto dalla parte della gente comune: ormai ci hanno rotto le scatole. Il Palazzo parla da dieci anni di riforme e non fa niente.

Un libro, dunque, fondamentale per la conoscenza del quinquennio che racconta impreziosito e arricchito dalla satira pungente e irriverente di Nico Pillinini.

http://www.dimarsicolibri.it/index.php?option=com_virtuemart&view=productdetails&virtuemart_product_id=128&virtuemart_category_id=2

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